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venerdì 20 marzo 2020

Un ritorno

Quasi una settimana che sono tornato in Italia da mio padre. Ho una connessione nuova ma solo sul cellulare che per farla mi son dovuto subito scontrare con la burocrazia italiana.
Giovedì scorso ho vissuto invece sulla mia pelle tutto l'orrore delle frontiere chiuse, degli sguardi sprezzanti di guardie di tutti i tipi, del controllo sociale (ho vissuto con insofferenza, anche fisica ma sono riuscito a star calmo per non peggiorare la situazione, il fatto di dover comunicare i miei orari di lavoro, i miei spostamenti).
A questo proposito uno spunto:
 https://www.leoniblog.it/2020/03/17/sulla-liberta-e-sulla-paura/#more-20856

Il cinema resterà chiuso almeno fino al 19 aprile e ad oggi non so ancora se prenderò qualche tipo di compensazione economica, mi licenzieranno, etc.
Nulla.

Fatico ancora più del solito a dormire.
Tanta insofferenza.
La convivenza con mio padre è durissima e non so fino a quando potrà reggere.
Erano almeno quindici anni che non dormivo più di una notte nella mia vecchia stanza.
Mi occupo io di tutte le incombenze.
E non mi pesano per la malattia ma perché sono costretto a frequentare questo paese del cazzo, a stare in colonna con persone che mi riconoscono e mi rompono i coglioni.
Mi sento soffocare.
Almeno un tempo uscivo sul balcone e vedevo le montagne mentre adesso ci sono palazzine dove vivono famiglie composte da coetanei che quando mi vedono vogliono sempre parlare e rompere il cazzo.
Vabbè.
Cerco di non pensarci.
Sto scrivendo e leggendo tanto tanto.
Da quando sono qui:
- ho terminato la lettura di Cahier di Houellebecq
- ho finito il bellissimo "I sonnambuli" di Hermann Broch
- ho riletto la disperata trilogia noir di quello straordinario scrittore che è Hugues Pagan. Trilogia, nella vecchia e meravigliosa edizione Meridiano Zero del mio eroe Marco Vicentini, composta da Dead End Blues, Quelli che restano, La notte che ho lasciato Alex
- riletto "Perché la notte" di James Ellroy, per continuare a farsi del male
- riletto racconti di Twain, Cechov, Paolo Mascheri, Jones, Homes e Hemingway
- riletto i 12 numeri della serie Bonelli, Caravan

E adesso ho deciso di rileggere per l'ennesima volta L'arcobaleno della gravità, Madame Bovary, La collina dei conigli,  Cose strane e It.

Mi salva l'edicola, quella fisica, e quella virtuale.

Ciao


Andrea Consonni, 20 marzo 2020



6 commenti:

  1. Bisogna cercare di non pensarci a tutte quelle cose che ci sta portando via questo schifo di virus. Finché ci porta via un po'di libertà... accontentiamoci. Io vorrei solo che non mi portasse via nessuno.

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    1. Mi concentro sulla lettura e scrittura. Poi dopo questa esperienza con mio padre diventerò un monaco buddista.

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  2. Grazie,come spesso accade,trovo da te, sintesi necessarie e lucidissime come in questo link,dove ho trovato spunti che mi hanno permesso di riordinare sensazioni confuse,daccordissimo con quanto ho letto ,che mi ha confortato in una visione condivisibilissima di quello che mi hanno costretto a vivere,ritenendo che "la libertà è totale o non è libertà"quando è vissuta con la sempre necessaria responsabilità individuale.Grazie ancora ,c'è sempre più bisogno di voci come la tua!

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    1. Grazie Alessandro. So bene che in questo momento bisogna fare delle rinunce e le faccio x il bene comune ma voglio continuare a mantenere alta l'attenzione sul tema delle libertà individuali, sul rispetto della Costituzione, etc perché anche prima di questo virus non è che stavamo messi bene. Grazie e un abbraccio

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  3. Io, invece sto leggendo pochissimo. Alterno momenti di rabbia a momenti di panico. Penso ai miei genitori e sono terrorizzata; nonostante vivano in campagna, nonostante prestino tanta attenzione e siano, tutto sommato, in salute.
    Mi sei mancato; le tue liste di libri, le tue incazzature (pure quando non le condivido, ma apprezzo la schiettezza e chi sa pungolarmi anche in rete); la tua musica; la voce fuori dal coro.
    Resisti Andrea, resisti.

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    1. Grazie Baba, certe volte sono un po' uno stronzo e mi dispiace. Mi auguro che tu possa ritornare a leggere e a respirare. Io ringrazio il collegio che mi ha forgiato sui ritmi giornalieri. Con la presenza di mio padre è più difficile perché appena usciamo da discussioni sul cibo finiamo x litigare ma cerco di non esagerare e restare tranquillo.

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