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lunedì 9 marzo 2020

Un piccolo sfogo; Antonio Benforte; Nico; Gabriele Maestri e Filippo Panseca




So bene che non è un momento per fare polemiche ma mi auguro che una volta terminata questa crisi/quarantena si possa tornare a votare in Italia e che i vari Conte, Casalino, Spadafora e compagnia bella vengano dimenticati.
Mi auguro che possano emergere o finalmente uscire da dietro le quinte figure nuove, pulite, capaci, intellettualmente pronte ma umili e disposte all'ascolto e questo vale a destra, a sinistra e al centro. Giovani o vecchi non mi interessa.
Ne conosco alcuni e spero che possano ricevere la fiducia che meritano all'interno dei loro partiti. 
Non posso nemmeno immaginare che a gestire il ritorno alla normalità siano questi politici che magari si atteggiano a novelli Churchill e che intanto nel silenzio hanno fatto passare riforme illiberali.
Non voglio che politici che per esempio hanno dimenticato le carceri e che nemmeno si sono ricordati dei frontalieri continuino a governare questo paese.
Le ferite al mondo della scuola, della sanità, della socialità e dell'intero settore produttivo saranno ferite che sanguineranno ancora per un bel po' e non voglio che siano loro a curarle.

E rifaccio la premessa: se mio padre e mia zia si ammalano hanno una percentuale del 90% di lasciarci la pelle.

Quando cerco di parlare di mondo del lavoro da preservare, di riforme strutturali sociali/ecologiche necessarie mi becco del servo del capitalismo, di quello che non capisce nulla ma io in questi giorni sto pensando a persone che ho conosciuto benissimo e che per una scelta di libertà si sono messi a fare i giardinieri/tuttofare in proprio e che con questa malattia sono praticamente senza lavoro e non sanno che fare del loro presente; penso alla cooperativa di disabili e soggetti svantaggiati dove ho lavorato per anni e che ha aiutato molte persone, compreso il sottoscritto, a rifarsi una vita e che sostanzialmente forniva manodopera conto terzi per aziende che adesso boccheggiano e che rischia la chiusura e quindi persone fragili con percorsi interrotti e prospettive future pari a zero; penso a mio cugino che nel periodo natalizio ha ristrutturato il suo bar e adesso praticamente non guadagna un soldo e che mi ha detto Se va avanti a questo modo chiudo ma poi col mutuo che faccio?; penso a mio cugino impiegato in una ditta che vive di personale che si sposta nelle varie regioni; penso alle partite Iva dimenticate da tutti; penso a mio cognato che lavora in una piccola ditta a conduzione familiare in Veneto dove si trova benissimo e che gli ha permesso una certa stabilità familiare e che vede il futuro nerissimo con una compagna e che continua a prendere permessi per accudire il figlio che da giorni non va all'asilo; penso a me e ai miei colleghi che se va avanti cosi' perderemo tutto perché le sale sono vuote e le spese di mantenimento di una struttura come quella dove lavoro sono impressionanti; penso a tanti operai e operai del mio paese. Penso che vivono una crisi dietro l'altra, con pochi soldi in tasca o che magari vengono additati come chissà quali borghesi e che invece si sbattono dalla mattina alla sera per cercare di galleggiare.

Ovviamente i miei auspici resteranno auspici.
E queste persone delle quali ho parlato sopra verranno puntualmente dimenticate e coltivate esclusivamente come serbatoi elettorali di rancore, di destra e sinistra e poi trattate come delle teste di cazzo se non voteranno per il partito giusto.
E ritorneremo a parlare dei fronti antisalviniani, delle sardine come risorse, di Renzi, di Conte... e bla bla bla...

(Poi vabbé se volete parlare di espropri proletari e statalismo comunista e robe del genere parlatene pure, non sono questioni che mi entusiasmano...)

.....




-Nico-


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