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lunedì 23 marzo 2020

Appunti

Sono trascorsi pochi giorni di quarantena, 11 o 12, ho perso il conto ma per ora non mi sta pesando particolarmente perché ho provato a trascorrere anche settimane e settimane chiuso in casa e uscendo solo sul balcone. Ed ero giovane. Di sicuro la convivenza con mio padre è ostica, quasi impossibile, ma faccio appello a tutte le mie forze mentali per non capitolare. Comunque, ecco alcuni appunti:
- non vedo di tornare a Lugano e di riabbracciare la mia compagna che, fortuna sua, continua a lavorare, uscire di casa, guidare
- sento la mancanza del mio lago, ho voglia di ritirare alcuni libri un giacenza e di bere un sacco di vino e birra con le mie amiche Alessia e Adriana
- è straziante ascoltare il suono delle campane a lutto.  Ieri per tre volte. Oggi una volta di prima mattina e un'altra mentre sto scrivendo. Il paese è piccolo, salvo i nuovi arrivati conosco tutti e fa sempre male leggere gli annunci mortuari (non tutti legati al Virus, ufficialmente x ora nessuno) con nomi e cognomi di persone che mi hanno visto diventare grande. Ancora più brutto tornare a casa e comunicare quei nomi a mio padre per poi ascoltare le sue telefonate che raccolgono altre tonnellate di sfighe, lutti, crisi
- abbiamo dovuto adattarci io e mio padre su spesa e cibo ( cedo sulla carne qualche volta) anche perché frigo, fornelli, casa son piccoli e gli spostamenti spesa da evitare ma continuiamo a mangiare come se fossimo al ristorante. Per dire che oggi gli ho preparato piccione, procuratogli tempo fa da un suo cugino. Domani spaghettini con avocado e ieri baccalà alla vicentina. Poi io mi esilio con legumi e un sacco di verdura
- stanotte mi sono svegliato e non ho fatto che pensare a mio cugino che aveva appena ristrutturato, con grandi investimenti, il suo locale e alla sua nuova compagna che aveva appena aperto una panetteria/pasticceria collegata al locale di mio cugino. So che sono a pezzi e mi dispiace tantissimo per loro perché erano anni che lavoravano a questo progetto
- mi manca il fiato quando guardo fuori dalla finestra. Mi sento uno straniero, fuori posto, non mi piace quello che vedo e ormai so che è venuto il momento di fare un passo ulteriore nella mia vita
- rileggendo It a quarant'un anni  comprendo perché a 11 impazzii per questo romanzo, a 13 perché cominciai a capirlo meglio, a 41 perché sto sempre male quando torno in questa casa
- che bello rileggere "L'uomo di Kiev" di Bernard Malamud nell'edizione Einaudi '68 che trovai in una bancarella dell'usato
- si parla tanto di libri che raccontano l'atmosfera di questi giorni e mi accodo a quelli che indicano "Dissapatio H.G." di Morselli che adoro da tanti anni e di cui ha scritto splendidamente Gianfranco Franchi: http://www.gianfrancofranchi.com/dissipatio-h-g/
- altro libro che sento vicino in/a questi giorni è "Il deserto dei Tartari" di Buzzati
- ho riscoperto con amore "Desire Lines" dei Camera Obscura
- TV solo x film perché mi mettono nausea le varie Palombelli, Gruber, Merlino, Panella, Gentili, Del Debbio, Formigli, Floris , Fazio che mio padre segue ad alto volume perché sta diventando un po' sordo
- finita la crisi spero che i vari Conte, Di Maio, Patuanelli e il resto della combriccola ingrossino la fila dei disoccupati


Andrea Consonni, 23 marzo 2020

7 commenti:

  1. In questi giorni, quando sento la mia mamma al telefono, la lista delle sfighe capitate a destra e manca è inesauribile (in genere, la fermo dopo una quindicina di minuti altrimenti la telefonata non la distrarrà affatto. Anzi). Una cosa che trovo particolarmente dolorosa, e che lo è ancor di più per i nostri genitori, è la morte non per coronavirus ai tempi del coronavirus. L’affanno delle famiglie nel dover gestire frettolosamente i funerali; non sono “tempi normali” e il senso pratico deve avere la precedenza sul momento del lutto e del ricordo. Come a dire, per piangere c’è sempre tempo…

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    1. Intanto mi scuso x gli errori nel post e in quelli eventuali di questa risposta ma ho una connessione lenta lenta.
      In questi giorni mi sono reso conto di quanto la mia famiglia sia piccolissima, ho un nipote lontano che non vedo credo da due anni, io e mia sorella non abbiamo figli, ho un ramo strettissimo di famiglia che non ho idea che fine abbia fatto. Ed è anche un po' x questo che mi manca Lugano, dove in questo momento è rimasta la mia compagna... Perché casa mia ormai è lassù e qui mi sento perso, vuoto, fuori posto, estraneo. Non riesco nemmeno a vivere questo dramma come vorrei. Scusa x le parole confuse.

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  2. Io oggi voglio rivedere "Il castello errante di Owl".
    E nessuno mi disturbi!

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    1. Brava. Purtroppo x vedere qualche film in TV devo pregare mio padre e non e semplice. Sono un ospite e devo un po' pazientare

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  3. A Lugano la situazione è meno critica?

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    1. Sulla situazione a Lugano mi sta aggiornando la mia compagna e poi leggo un po' di siti d'informazione. Tutto chiuso come da noi, 60 morti in Ticino, over 65 in casa, controlli ma x uscire non c'è bisogno di fogli, etc. la mia compagna continua a lavorare e lei è contenta di poter occupare la giornata.

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  4. Bollettini, caro Andrea. Tutto sommato si procede, non so se più tutto o più sommato. In compenso mi hai fatto leggere un bell'articolo su Morselli. Mi hai fatto riflettere sulla convivenza, la mia materna, e penso che domani sarò autorizzata ad uscire, per un equivoco alla Camilleri, pensa un po', e farò qualcosa di estremo: suonerò al campanello di un'amica e ci saluteremo, lei e suo figlio dal balcone. Un gesto normalissimo che diventa quasi trasgressivo. Mah! Stringi i denti, e cerchiamo di non stringerli troppo sennò rischiamo di romperli. Io ti abbraccio sempre.

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