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domenica 29 marzo 2020

Letture, soprattutto riletture e Woody Allen

Tempo di letture e soprattutto riletture: 
- meno male che Elisabetta Sgarbi/La nave di Teseo ha pubblicato l'autobiografia di Woody Allen: A proposito di niente. Ve lo consiglio.
- rileggere e riscoprire gli splendidi romanzi di Heidi Julavits
- rileggere gli incredibili racconti di Julia Slavin: La donna che si tagliò la gamba al Maidstone Club (Minimum Fax)
- fare un po' di pubblicità ad attività (di qualunque tipo) di persone che conosco come ad esempio: www.villaarredamenti.it o www.lalibreriavolante.it
- riprendere in mano Le mie prigioni e Il Gattopardo
- ritrovare il mio "I racconti di Canterbury"
- tenere sul comodino l'Amleto con tutti gli appunti e sottolineature di mia sorella
- accantonare La collina dei conigli, riletta già troppe volte, e puntare a qualcosa di Cesare Pavese
- tornare a leggere Ken Parker
- ascoltare Radio Radicale, leggere Il Foglio, Il Riformista, Il Dubbio, La Provincia di Lecco, Il Post, Linkiesta
- cercare di non farmi angosciare troppo dalle agonie e dalle telefonate che annunciano la morte di quello e quell'altro ancora
- e domani provo a fare assaggiare a mio padre spaghetti con l'avocado

Andrea Consonni, 29 marzo 2020

venerdì 27 marzo 2020

Comunicazione di servizio

Ho una linea lenta, etc e in questi giorni x me è più facile stare su Twitter. 
Se vi interessa il mio profilo è @AndreaConsonni4 dove a parte altre cose riesco anche a consigliare più velocemente libri e spunti di lettura e approfondimento.

Se proseguo con questo ritmo di lettura e rilettura potrei superare quest'anno 300 libri letti.

Ciao


Andrea Consonni

lunedì 23 marzo 2020

Appunti

Sono trascorsi pochi giorni di quarantena, 11 o 12, ho perso il conto ma per ora non mi sta pesando particolarmente perché ho provato a trascorrere anche settimane e settimane chiuso in casa e uscendo solo sul balcone. Ed ero giovane. Di sicuro la convivenza con mio padre è ostica, quasi impossibile, ma faccio appello a tutte le mie forze mentali per non capitolare. Comunque, ecco alcuni appunti:
- non vedo di tornare a Lugano e di riabbracciare la mia compagna che, fortuna sua, continua a lavorare, uscire di casa, guidare
- sento la mancanza del mio lago, ho voglia di ritirare alcuni libri un giacenza e di bere un sacco di vino e birra con le mie amiche Alessia e Adriana
- è straziante ascoltare il suono delle campane a lutto.  Ieri per tre volte. Oggi una volta di prima mattina e un'altra mentre sto scrivendo. Il paese è piccolo, salvo i nuovi arrivati conosco tutti e fa sempre male leggere gli annunci mortuari (non tutti legati al Virus, ufficialmente x ora nessuno) con nomi e cognomi di persone che mi hanno visto diventare grande. Ancora più brutto tornare a casa e comunicare quei nomi a mio padre per poi ascoltare le sue telefonate che raccolgono altre tonnellate di sfighe, lutti, crisi
- abbiamo dovuto adattarci io e mio padre su spesa e cibo ( cedo sulla carne qualche volta) anche perché frigo, fornelli, casa son piccoli e gli spostamenti spesa da evitare ma continuiamo a mangiare come se fossimo al ristorante. Per dire che oggi gli ho preparato piccione, procuratogli tempo fa da un suo cugino. Domani spaghettini con avocado e ieri baccalà alla vicentina. Poi io mi esilio con legumi e un sacco di verdura
- stanotte mi sono svegliato e non ho fatto che pensare a mio cugino che aveva appena ristrutturato, con grandi investimenti, il suo locale e alla sua nuova compagna che aveva appena aperto una panetteria/pasticceria collegata al locale di mio cugino. So che sono a pezzi e mi dispiace tantissimo per loro perché erano anni che lavoravano a questo progetto
- mi manca il fiato quando guardo fuori dalla finestra. Mi sento uno straniero, fuori posto, non mi piace quello che vedo e ormai so che è venuto il momento di fare un passo ulteriore nella mia vita
- rileggendo It a quarant'un anni  comprendo perché a 11 impazzii per questo romanzo, a 13 perché cominciai a capirlo meglio, a 41 perché sto sempre male quando torno in questa casa
- che bello rileggere "L'uomo di Kiev" di Bernard Malamud nell'edizione Einaudi '68 che trovai in una bancarella dell'usato
- si parla tanto di libri che raccontano l'atmosfera di questi giorni e mi accodo a quelli che indicano "Dissapatio H.G." di Morselli che adoro da tanti anni e di cui ha scritto splendidamente Gianfranco Franchi: http://www.gianfrancofranchi.com/dissipatio-h-g/
- altro libro che sento vicino in/a questi giorni è "Il deserto dei Tartari" di Buzzati
- ho riscoperto con amore "Desire Lines" dei Camera Obscura
- TV solo x film perché mi mettono nausea le varie Palombelli, Gruber, Merlino, Panella, Gentili, Del Debbio, Formigli, Floris , Fazio che mio padre segue ad alto volume perché sta diventando un po' sordo
- finita la crisi spero che i vari Conte, Di Maio, Patuanelli e il resto della combriccola ingrossino la fila dei disoccupati


Andrea Consonni, 23 marzo 2020

venerdì 20 marzo 2020

Un ritorno

Quasi una settimana che sono tornato in Italia da mio padre. Ho una connessione nuova ma solo sul cellulare che per farla mi son dovuto subito scontrare con la burocrazia italiana.
Giovedì scorso ho vissuto invece sulla mia pelle tutto l'orrore delle frontiere chiuse, degli sguardi sprezzanti di guardie di tutti i tipi, del controllo sociale (ho vissuto con insofferenza, anche fisica ma sono riuscito a star calmo per non peggiorare la situazione, il fatto di dover comunicare i miei orari di lavoro, i miei spostamenti).
A questo proposito uno spunto:
 https://www.leoniblog.it/2020/03/17/sulla-liberta-e-sulla-paura/#more-20856

Il cinema resterà chiuso almeno fino al 19 aprile e ad oggi non so ancora se prenderò qualche tipo di compensazione economica, mi licenzieranno, etc.
Nulla.

Fatico ancora più del solito a dormire.
Tanta insofferenza.
La convivenza con mio padre è durissima e non so fino a quando potrà reggere.
Erano almeno quindici anni che non dormivo più di una notte nella mia vecchia stanza.
Mi occupo io di tutte le incombenze.
E non mi pesano per la malattia ma perché sono costretto a frequentare questo paese del cazzo, a stare in colonna con persone che mi riconoscono e mi rompono i coglioni.
Mi sento soffocare.
Almeno un tempo uscivo sul balcone e vedevo le montagne mentre adesso ci sono palazzine dove vivono famiglie composte da coetanei che quando mi vedono vogliono sempre parlare e rompere il cazzo.
Vabbè.
Cerco di non pensarci.
Sto scrivendo e leggendo tanto tanto.
Da quando sono qui:
- ho terminato la lettura di Cahier di Houellebecq
- ho finito il bellissimo "I sonnambuli" di Hermann Broch
- ho riletto la disperata trilogia noir di quello straordinario scrittore che è Hugues Pagan. Trilogia, nella vecchia e meravigliosa edizione Meridiano Zero del mio eroe Marco Vicentini, composta da Dead End Blues, Quelli che restano, La notte che ho lasciato Alex
- riletto "Perché la notte" di James Ellroy, per continuare a farsi del male
- riletto racconti di Twain, Cechov, Paolo Mascheri, Jones, Homes e Hemingway
- riletto i 12 numeri della serie Bonelli, Caravan

E adesso ho deciso di rileggere per l'ennesima volta L'arcobaleno della gravità, Madame Bovary, La collina dei conigli,  Cose strane e It.

Mi salva l'edicola, quella fisica, e quella virtuale.

Ciao


Andrea Consonni, 20 marzo 2020



giovedì 12 marzo 2020

Vi saluto per 20 giorni, minimo, e ci risentiamo




Per vari motivi questo pomeriggio torno in Italia per aiutare mio padre.
L'idea di ritornare in quella provincia mi angoscia tantissimo.
Stanotte non ho praticamente dormito.
Sarà durissima.
Il cinema dove lavoro è chiuso almeno fino al 29 marzo.
Se entro aprile la situazione non cambia  sono praticamente senza lavoro.
E quindi ripartire dalla disoccupazione e dalle solite storie.
Proprio in un periodo del genere.
E senza avere paracaduti.
Ho la fortuna di avere al mio fianco una compagna splendida che anche lei sta faticando tantissimo col lavoro. 
A me tutte queste chiacchiere e discussioni sulle opportunità di questo virus mi annoiano parecchio e non mi convincono per niente.
Lo spirito patrio mi fa addormentare.
Tutto qui e un abbraccio a chi passa da queste parti.
Ho un libro che sto scrivendo da finire.
E tanti libri da leggere e rileggere.
Di sicuro mi porto dietro lui.



And.

martedì 10 marzo 2020

Parlando di telelavoro e di altre cose come carcere, Laurie Cameron, Robert Burns, Birthh, il miglior romanzo distopico/catastrofista che ho letto negli ultimi anni



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Me l'hanno chiesto e per me "I Mandible. Una famiglia  2029 - 2047) di Lionel Shriver 66thand2nd, traduzione di Emilia Benghi) è il romanzo distopico/catastrofista migliore e più sorprendente e deviante che ho letto negli ultimi anni. Ne avevo scritto qui

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In questi giorni di crisi il telelavoro è diventato uno strumento molto utile per evitare i contagi e nello stesso tempo il blocco del lavoro.
Qualcuno auspica un maggiore utilizzo del telelavoro anche dopo la fine di questa e la stessa questione vale anche per le scuole/università.
Nutro qualche perplessità su questi auspici e ne ho proprio parlato con l'impiegata del cinema e una mia amica che lavora in gigantesca ditta siderurgica. Tutte e due potrebbero tranquillamente lavorare da casa per almeno il 90% delle loro mansioni ma tutte e due mi hanno detto di preferire lasciare casa e recarsi al cinema e in fabbrica. 
Fra le loro varie motivazioni ce n'è una che mi ha colpito e che mi ha fatto anche stare bene e che cerco di riassumere mescolandole qui sotto:
"Se stiamo a casa non viviamo fisicamente la vita dell'azienda, le pareti, la struttura e soprattutto le persone come te che sono nel settore produttivo. Non abbiamo la percezione della sporcizia delle sale, della faccia che hai quando hai finito di preparare popcorn e sali a firmare una carta, non mangeremmo mai in mensa con operai e tecnici e non sentiremmo le loro storie, non respireremmo l'odore di popcorn, non vedremmo camionisti, muletti, tecnici vari che arrivano per riparazioni, le ciminiere, le tute blu, i carrelli, non vedremmo dal vero i rappresentanti, la merce. Poi sappiamo che ci sono giorni che è difficile sopportare i colleghi, te, il direttore, i capi ufficio, le chiacchiere ma diciamo che la bilancia pende a favore del lavorare in ufficio."
Mi hanno rincuorato queste parole.
Soprattutto perché tutte e due lavorano sotto stress, con proprietari/dirigenti/responsabili spietati e super esigenti. Gente con la quale non è facile relazionarsi, nervosa, irascibile e che non fanno sconti su nulla.

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E qui sotto il comunicato di Nessuno Tocchi Caino di cui sono un iscritto:

"Di fronte alle notizie di rivolte in corso nelle carceri, l’associazione Nessuno tocchi Caino – Spes contra spem rivolge un appello all’intera comunità penitenziaria, fatta di detenuti, dirigenti e operatori penitenziari, perché i comportamenti siano all’insegna della nonviolenza e del dialogo. L’appello è rivolto anche ai mezzi di informazione affinchè facciano conoscere le misure adottate dal Governo volte a contenere la diffusione del virus nelle carceri. Su quest’ultimo punto è un segnale positivo che il decreto raccomandi alle autorità di valutare l’adozione di misure alternative di detenzione domiciliare (art 2 lettera u). 
Per i responsabili dell’associazione Sergio d’Elia, Rita Bernardini ed Elisabetta Zamparutti, rispettivamente Segretario, Presidente e Tesoriere, l’umana reazione alla paura rischia di provocare errori madornali, come vediamo accadere in queste ore. Invitiamo tutti a desistere da reazioni violente convinti che non è questo il modo per mettersi al riparo dai pericoli. Occorre invece ponderare e restare vigili. Vale per chi ricopre ruoli dirigenziali e di custodia ed anche per i detenuti e i loro familiari. Per noi in questo momento è importante che tutti si attengano alle misure di precauzione sanitaria. E’ un momento che va anche colto per diffondere conoscenza e consapevolezza su quelle che sono le condizioni di vita in carcere affette, prima che dal COVID-19, dal problema del sovraffollamento. Un problema che a nostro avviso va affrontato con misure quali la #moratoria dell’esecuzione penale (tanto degli ordini di esecuzione pena che dell’esecuzione della pena stessa) ed anche l’#amnistia e l’#indulto a partire da chi deve scontare brevi pene o residui di pena da espiare, tenuto conto che ci sono 8.682 che hanno un residuo pena da scontare inferiore ai 12 mesi e altri 8.146 che devono scontare pene tra 1 e due anni.
Tuttavia, non è con la violenza che si possono ottenere misure di buon governo delle condizioni di vita in carcere. Non bisogna mai giocare al tanto peggio tanto meglio e tenere sempre presente che i mezzi che si adottano, se violenti o sbagliati, pregiudicano la bontà degli obiettivi e dei fini a cui si aspira."


Andrea Consonni, 10 marzo 2020

lunedì 9 marzo 2020

Un piccolo sfogo; Antonio Benforte; Nico; Gabriele Maestri e Filippo Panseca




So bene che non è un momento per fare polemiche ma mi auguro che una volta terminata questa crisi/quarantena si possa tornare a votare in Italia e che i vari Conte, Casalino, Spadafora e compagnia bella vengano dimenticati.
Mi auguro che possano emergere o finalmente uscire da dietro le quinte figure nuove, pulite, capaci, intellettualmente pronte ma umili e disposte all'ascolto e questo vale a destra, a sinistra e al centro. Giovani o vecchi non mi interessa.
Ne conosco alcuni e spero che possano ricevere la fiducia che meritano all'interno dei loro partiti. 
Non posso nemmeno immaginare che a gestire il ritorno alla normalità siano questi politici che magari si atteggiano a novelli Churchill e che intanto nel silenzio hanno fatto passare riforme illiberali.
Non voglio che politici che per esempio hanno dimenticato le carceri e che nemmeno si sono ricordati dei frontalieri continuino a governare questo paese.
Le ferite al mondo della scuola, della sanità, della socialità e dell'intero settore produttivo saranno ferite che sanguineranno ancora per un bel po' e non voglio che siano loro a curarle.

E rifaccio la premessa: se mio padre e mia zia si ammalano hanno una percentuale del 90% di lasciarci la pelle.

Quando cerco di parlare di mondo del lavoro da preservare, di riforme strutturali sociali/ecologiche necessarie mi becco del servo del capitalismo, di quello che non capisce nulla ma io in questi giorni sto pensando a persone che ho conosciuto benissimo e che per una scelta di libertà si sono messi a fare i giardinieri/tuttofare in proprio e che con questa malattia sono praticamente senza lavoro e non sanno che fare del loro presente; penso alla cooperativa di disabili e soggetti svantaggiati dove ho lavorato per anni e che ha aiutato molte persone, compreso il sottoscritto, a rifarsi una vita e che sostanzialmente forniva manodopera conto terzi per aziende che adesso boccheggiano e che rischia la chiusura e quindi persone fragili con percorsi interrotti e prospettive future pari a zero; penso a mio cugino che nel periodo natalizio ha ristrutturato il suo bar e adesso praticamente non guadagna un soldo e che mi ha detto Se va avanti a questo modo chiudo ma poi col mutuo che faccio?; penso a mio cugino impiegato in una ditta che vive di personale che si sposta nelle varie regioni; penso alle partite Iva dimenticate da tutti; penso a mio cognato che lavora in una piccola ditta a conduzione familiare in Veneto dove si trova benissimo e che gli ha permesso una certa stabilità familiare e che vede il futuro nerissimo con una compagna e che continua a prendere permessi per accudire il figlio che da giorni non va all'asilo; penso a me e ai miei colleghi che se va avanti cosi' perderemo tutto perché le sale sono vuote e le spese di mantenimento di una struttura come quella dove lavoro sono impressionanti; penso a tanti operai e operai del mio paese. Penso che vivono una crisi dietro l'altra, con pochi soldi in tasca o che magari vengono additati come chissà quali borghesi e che invece si sbattono dalla mattina alla sera per cercare di galleggiare.

Ovviamente i miei auspici resteranno auspici.
E queste persone delle quali ho parlato sopra verranno puntualmente dimenticate e coltivate esclusivamente come serbatoi elettorali di rancore, di destra e sinistra e poi trattate come delle teste di cazzo se non voteranno per il partito giusto.
E ritorneremo a parlare dei fronti antisalviniani, delle sardine come risorse, di Renzi, di Conte... e bla bla bla...

(Poi vabbé se volete parlare di espropri proletari e statalismo comunista e robe del genere parlatene pure, non sono questioni che mi entusiasmano...)

.....




-Nico-


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domenica 8 marzo 2020

Ciao Marina; Una persona sensibile

ciao Marina.
vivevamo vite agli antipodi.
tendenzialmente la pensavamo diversamente su quasi tutto.
litigammo spesso.
ma facevi parte di una comunità che mi ha regalato tantissimo.
e anche tu mi hai regalato qualcosa di prezioso..
ci siamo conosciuti a un matrimonio.
e indossavi un vestito che sembrava uscito da un'altra epoca.
fu una giornata intensa che mi permise di abbracciare cari amici.
la notizia della tua scomparsa ha smosso tanti ricordi.
e niente, qui ci sono i suoi, tuoi scritti.
grazie.

....


Dopo le maratone di lettura delle ultime due settimane con quasi 10000 pagine lette, mi son preso un paio di giorni liberi da vere e proprie letture. Sfogliare pagine, ascoltare musica, camminare nel vento e nel freddo. Ho la testa piena di brutti pensieri, la situazione al lavoro è precaria, non si capisce nulla di come andranno le cose in futuro. Vorrei solo una spiaggia dove poter dormire insieme alla mia compagna. Scomparire. Farmi da parte. E intanto ho sulla scrivania questo libro che mi ha consigliato un'amica che sta poco bene. Per niente bene da troppo tempo. 

Una candela accesa perché adoriamo le candele.
Quelle che non profumano.
E questa candela è anche per te A.
Perché da bambini ci dicevamo sempre che poi alla fine arriva l'estate.
E il primo tuffo nel lago.
E ricordi quanta paura avevi, sempre, per quel primo tuffo? Non lo so perché, dicevi.
Crescendo non hai perso quella paura.
Mi hai detto che adesso quando stai per tuffarti vedi tutto il tuo dolore.
Ma poi ti tuffi lo stesso.
E io mi aggrappo proprio a questo.
A questo tuffarci lo stesso nell'acqua gelida del lago.
Sempre.
Qualunque cosa ci sia accaduta o ci stia per accadere.



(questa canzone la ripropongo spesso perché ci sono veramente affezionato)


Andrea Consonni, 8 marzo 2020

sabato 7 marzo 2020

NESSUNO TOCCHI CAINO NEWS - IRAN. NESSUNO TOCCHI CAINO, LA CAMPAGNA 'I VOLTI DELLA REPRESSIONE' IN IRAN ARRIVA AL PE

NESSUNO TOCCHI CAINO NEWS


Anno 20 - n. 10 - 07-03-2020

Contenuti del numero:

1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : IRAN. NESSUNO TOCCHI CAINO, LA CAMPAGNA 'I VOLTI DELLA REPRESSIONE' IN IRAN ARRIVA AL PE
2.  NEWS FLASH: CORONAVIRUS. NESSUNO TOCCHI CAINO, SERVE UNA MORATORIA DELL'ESECUZIONE PENALE
3.  NEWS FLASH: EGITTO: GIUSTIZIATO IL NOTO MILITANTE ISLAMISTA HISHAM AL-ASHMAWY
4.  NEWS FLASH: ALABAMA (USA): NATHANIEL WOODS GIUSTIZIATO
5.  NEWS FLASH: YEMEN: TRIBUNALE HOUTHI CONDANNA A MORTE 35 DEPUTATI PRO-GOVERNO
6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :


IRAN. NESSUNO TOCCHI CAINO, LA CAMPAGNA 'I VOLTI DELLA REPRESSIONE' IN IRAN ARRIVA AL PE

L’associazione Nessuno tocchi Caino - Spes contra spem, che ha promosso una campagna per l’aggiornamento della lista europea dei membri del regime iraniano sottoposti a misure restrittive per violazione dei diritti umani denominata “I volti della repressione”, saluta l’interrogazione a risposta scritta che gli euro parlamentari Antonio Tajani e Massimiliano Salini, entrambi di Forza Italia, hanno rivolto al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza proprio su questo.

L’interrogazione parte dalla considerazione che “dall'elezione di Hassan Rouhani a Presidente della Repubblica Islamica dell'Iran, nel giugno 2013, oltre 3800 prigionieri sono stati giustiziati. Nel solo 2019 hanno avuto luogo 285 esecuzioni, tra cui quelle di otto minorenni e diciassette donne.” Prosegue poi dando conto del fatto che “Negli scorsi mesi, durante le manifestazioni in piazza contro il regime, ci sono stati almeno 1500 morti e 4000 feriti, fra cui donne e bambini. Sono stati eseguiti oltre 12000 arresti: di questi iraniani, ad oggi, non se ne sa più nulla.”
I parlamentari Tajani e Salini fanno poi presente che “l'Unione europea ha già predisposto una lista di membri del regime iraniano sottoposti a misure restrittive per violazione dei diritti umani. Tale lista va aggiornata entro il 13 aprile, come da disposizione del Consiglio europeo 2019/562.”
Chiedo quindi: “Quali azioni intende intraprendere l'Alto Rappresentante nei confronti del regime iraniano che non è soluzione ma causa di continue crisi e principale elemento di instabilità in Medio Oriente? In che modo e con quali criteri l'Alto Rappresentante intende aggiornare la lista degli esponenti del regime iraniano sottoposti a sanzioni economiche e finanziarie per le loro gravi violazioni dei diritti umani? L'Alto Rappresentante intende vietare visti e permessi di ingresso in Europa agli autori di questi crimini?”
(Fonti: NTC, 05/03/2020)


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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

CORONAVIRUS. NESSUNO TOCCHI CAINO, SERVE UNA MORATORIA DELL'ESECUZIONE PENALE
L'associazione "Nessuno tocchi Caino-Spes contra spem" di fronte all'emergenza legata al coronavirus in carcere e alle misure restrittive con cui la si sta affrontando, chiede che il principio di prevenzione della "rarefazione sociale", come affermato dal Vice Ministro per la Salute Pierpaolo Sileri, volto a evitare ogni forma di aggregazione, trovi applicazione anche in carcere.
Per i dirigenti dell'associazione Sergio d'Elia, Rita Bernardini ed Elisabetta Zamparutti, il carcere è in una situazione di gravissimo sovraffollamento con 61.230 detenuti per 47.231 posti effettivi disponibili.
"Questi dati connotano il carcere come un luogo di concentramento e segregazione sociale, di per sé fuori legge, dove ogni rischio, anche quello sanitario, è amplificato. Se si chiudono scuole o stadi per evitare che troppe persone stiano insieme, allora la principale misura da adottare anche in carcere deve essere quella di una moratoria immediata dell'esecuzione penale volta a ridurre drasticamente i numeri della popolazione carceraria con provvedimenti che potrebbero riguardare ad esempio i casi di detenzione per brevi pene o residui di pena da espiare. In Italia ci sono 8.682 detenuti che hanno un residuo pena da scontare inferiore ai 12 mesi e altri 8.146 che devono scontare pene tra 1 e due anni.
Per D'Elia, Bernardini e Zamparutti non è infatti chiudendo ai colloqui, alle attività esterne o alle misure alternative che si può fronteggiare il rischio di epidemia in carcere. Anzi, la sospensione di norme fondamentali dell’ordinamento penitenziario aggrava ulteriormente la situazione strutturale di illegalità nell’esecuzione della pena nel nostro Paese.
Moratoria dell’esecuzione penale e provvedimenti come amnistia ed indulto si confermano essere le uniche misure idonee a riportare le carceri e la giustizia nell’alveo dello Stato di Diritto, unica alternativa a tutte le emergenze. La crisi legata al corona virus conferma quanto la soluzione della costruzione di nuove carceri – anziché il sistematico ricorso alle misure alternative - sia assolutamente inadeguata ad affrontare i problemi legati al carcere e alla recidiva.
(Fonti: NtC, 04/03/2020)


EGITTO: GIUSTIZIATO IL NOTO MILITANTE ISLAMISTA HISHAM AL-ASHMAWY

Il noto militante islamista egiziano Hisham al-Ashmawy è stato giustiziato il 4 marzo 2020 dopo essere stato riconosciuto colpevole di diversi attacchi di alto profilo, ha detto il portavoce militare del Paese.
Ashmawy, un ex ufficiale delle forze speciali egiziane, ha guidato Ansar Bayt al-Maqdis, con base nel Sinai, il gruppo militante più attivo dell'Egitto, prima di giurare fedeltà allo Stato Islamico nel 2014.
Si trasferì quindi con un gruppo di seguaci nel Deserto Occidentale dell'Egitto, in seguito attraversò il confine con la Libia per unirsi all'Ansar al-Sharia, collegato ad al Qaeda, secondo i funzionari egiziani.
Era stato catturato nella città libica orientale di Derna alla fine del 2018 e trasferito in Egitto a maggio 2019.
Ashmawy era stato condannato in relazione a diverse accuse tra cui la pianificazione di un attacco del 2014 che uccise 22 militari e il tentativo di assassinio di un ex ministro degli interni nel 2013.
Tribunali militari e civili lo avevano condannato a morte prima e dopo la sua estradizione.
Il portavoce militare egiziano ha pubblicato su Twitter una foto di Ashmawy con una folta barba e vestito con una tuta arancione da prigione. "Questa mattina la condanna a morte è stata eseguita per il terrorista Hisham al-Ashmawy", ha scritto.
I media locali, tra cui il giornale di stato al-Ahram e fonti della sicurezza, avevano dichiarato la scorsa settimana che Ashmawy fosse stato giustiziato, anche se i siti informativi in seguito avevano tolto la notizia.
Lo scorso 2 marzo Ashmawy era stato condannato a morte insieme ad altri 36 imputati dal Tribunale penale del Cairo che li aveva riconosciuti colpevoli di terrorismo.
La decisione del tribunale è giunta dopo l’approvazione da parte del Grand Mufti delle loro condanne capitali.
(Fonti: Reuters, 04/03/2020)


ALABAMA (USA): NATHANIEL WOODS GIUSTIZIATO

Nathaniel Woods, 42 anni, nero, è stato giustiziato in Alabama il 5 marzo 2020. Woods era stato condannato a morte il 10 dicembre 2005 per il ruolo avuto nell’omicidio di tre poliziotti e nel ferimento di un quarto. Le vittime, il 17 giugno 2004, furono Carlos “Curly” Owen, 58 anni, Harley Chisholm III, 40 anni, e Charles Robert Bennett, 33 anni. Michael Collins rimase ferito. Gli agenti furono uccisi mentre, facendo irruzione in una crack-house, cercavano di eseguire un mandato di arresto su Woods per un reato minore. Oltre ai parenti di Woods, diversi attivisti erano intervenuti in sua difesa, insistendo soprattutto sul fatto che anche dagli atti processuali risultava che non fosse stato Woods a sparare agli agenti, ma il suo coimputato, Kerry M. Spencer, il quale tra l’altro, dal braccio della morte, in una intervista alla CNN poche ore prima dell’esecuzione ha confermato di essere stato lui a sparare. Martin Luther King III, Bart Starr Jr., Kim Kardashian, il rapper T. I. e gli avvocati di Woods avevano chiesto alla Governatrice Kay Ivey un provvedimento di clemenza, che la Ivey ha però negato. Gli analisti segnalano che Woods è stato “vittima” di due peculiarità della legge capitale dell’Alabama: la sua condanna a morte fu decisa da una giuria popolare con un voto non unanime, 10-2, e ai sensi di una legge che consente esplicitamente la massima punizione anche per chi non ha materialmente commesso un omicidio. La teoria dell’accusa in questo processo è che non si sia trattato di una irruzione imprudente in un locale con pregiudicati sotto effetto di crack, ma di un “agguato” organizzato da Woods. Del resto nella storia della polizia dell’Alabama mai tanti agenti sono stati colpiti in servizio nella stessa operazione. Woods diventa il 1° giustiziato di quest’anno in Alabama, il 67° da quando lo stato ha ripreso le esecuzioni nel 1983, il 5° dell’anno negli Usa, e il n° 1.517 da quando gli Usa hanno ripreso le esecuzioni nel 1977.
(Fonti: AL.com, CNN, thedailybeast, 05/03/2020)


YEMEN: TRIBUNALE HOUTHI CONDANNA A MORTE 35 DEPUTATI PRO-GOVERNO

Il tribunale Penale Specializzato nella capitale yemenita Sanaa, controllato dagli Houthi, il 3 marzo 2020 ha condannato a morte 35 deputati pro-governo con l’accusa di aver collaborato con la coalizione araba a guida saudita.
Tra i condannati figurano il presidente del parlamento Sultan al-Burkani, il suo vice Abdulaziz al-Jabari, il governatore di Jawf, Amin al-Akimi, e il capo di stato maggiore Sagheer bin Aziz.
Gli Houthi li accusavano di "tradimento" per il loro sostegno al governo legittimo e alla coalizione araba guidata dai sauditi e chiedevano che fossero giustiziati e che le loro proprietà fossero confiscate.
Un deputato incluso nella sentenza, Mohammad Muqbel Ali Al-Humair, ha dichiarato ad Asharq Al-Awsat: “Lo considero un onore in quanto dimostra che abbiamo colpito gli Houthi, aiutato a sconfiggere il loro programma e resistito a questo movimento razzista che è un'estensione del progetto persiano ostile agli arabi e all'islam".
Ha detto che gli Houthi promuovono un progetto di morte, non di vita e di sviluppo, aggiungendo che la condanna a morte non è diretta solo contro i parlamentari che si oppongono, ma contro l'intero popolo yemenita.
Al-Humair ha lasciato Sanaa per Taiz nel 2015. Si era opposto alle milizie molto prima del loro colpo di stato contro il governo legittimo nel 2014.
L'anno scorso, gli Houthi hanno costretto i parlamentari sotto il loro controllo a Sanaa a revocare l'immunità dei deputati che sostengono il governo legittimo dopo che il parlamento si è riunito a Seiyun ad aprile.
(Fonti: aawsat.com, 04/03/2020)


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Per maggiori informazioni: http://www.nessunotocchicaino.it

venerdì 6 marzo 2020

In attesa; Birthh; José Emilio Pacheco

sono in attesa.
mentre sto scrivendo questo post.
in attesa di sapere se il cinema chiude.
almeno fino al 15 marzo.
dovesse essere, una settimana per risolvere un grosso problema personale.
e decidermi su alcune questioni.
e scrivere.
e leggere.

e mi circondo, mi faccio abbracciare da suoni, parole e quanto mi piace vedere la mia compagna che ascolta musica mentre usa la macchina da cucire e canta.
canta.
con la sua bellissima voce.

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Seguo da tanto Birthh.
E che bello in questi giorni ritrovare le sue nuove canzoni.

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mercoledì 4 marzo 2020

Lavoro ridotto e il resto per disintoccarsi: Chelsea Wolfe, il Riformista, Thoreau, Piano B, Corradino

Oggi tutti noi del cinema dove lavoro abbiamo firmato i moduli per il lavoro ridotto nel caso le misure di prevenzione portino alla chiusura del cinema per motivi di sicurezza oppure che lo stesso cinema decida di chiudere alla luce della mancanza di spettatori, causata anche dalla mancata uscita di parecchi film.
Le sale sono praticamente vuote e praticamente non abbiamo quasi un cazzo da fare.
Una specie di cassa integrazione italiana.
Dovesse accadere sarebbe una bella mazzata.
All'orizzonte si prospettano comunque licenziamenti.
Cerco di non pensare a niente e di continuare a leggere, camminare e a interrogarmi sulla follia umana.
Oggi nel bosco ho respirato tanta libertà mentre leggevo.
E che bello farsi leccare da una dalmata scatenata e piena di vita.



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e sempre oggi sul Riformista c'era un articolo di Francesco Longo su questo libro che mi interessa molto. E la Piano B, come impostazione di base, è una delle migliori case editrici in Italia.

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Quanti bratwurst e luganighetta ti avranno fatto mangiare?
Ne sei uscito vivo?
Sorrido.
E c'è un bambino oggi che mi ha detto, Vorrei stringerti la mano ma non possiamo e allora stringiamocela con la fantasia.
La letteratura è questo.


martedì 3 marzo 2020

Stringere i denti al cinema; scoprire altri autori mentre si legge/Ferenc Körmendi; Vladislav Delay; Anzia Yezierska

Il cinema sta soffrendo parecchio.
Ma tanto tanto.
Spero che questa situazione migliori presto perché le ripercussioni sono potenzialmente catastrofiche
I film non escono.
La gente ha paura.
Le sale sono quasi vuote.
Questo significa zero incassi, zero lavoro, zero stipendio.
E c'è pure gente che sorride e auspica il crollo di tutto.
Con la bocca piena di rivoluzioni, rigenerazioni, ritorno al paradiso perduto, eccetera, eccetera.
Un branco di coglioni che ovviamente son certi di essere gli eletti, i migliori, quelli che la scamperanno, quelli che custodiscono l'avvenire fra le mani, quelli che doneranno all'umanità intera il paradiso in terra.

Forse lo pensano perché hanno il culo parato, forse perché hanno i soldi sul conto in banca, forse perché in fin dei conti sono strutturati per mettere i piedi in testa agli altri e poi per supplicare meglio e struggersi se non ricevono la disoccupazione, per inginocchiarsi di fronte al nuovo potere forte appena il vento cambia, forse perché sono dei violenti non troppo diversi dai violenti che dicono di disprezzare, forse perché non si sono mai accorti di quelli come me o come i miei genitori, i miei nonni, i miei cari, le persone alle quali voglio piu' bene, quelli come la mia amica cameriera ai piani in un albergo che mi ha scritto: Andre e se continuano a non arrivare turisti come cazzo faccio con i miei figli?


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Adoro scoprire altri autori mentre sto leggendo (vale per mille altre questioni)
Mi è accaduto mentre stavo leggendo Giorgio Fontana e sono incappato in Ferenc Körmendi.
Quantomeno vorrei dargli una sbirciata.
Restando su Fontana, avevo delle perplessità ma arrivato a pagina 190 devo applaudire l'autore per il coraggio che ha avuto.
Nelle prime pagine non son riuscito a smettere di pensare al mio bisnonno materno e al mio nonno materno che nelle trincee ci hanno combattuto.
Tutti e due tornati a casa distrutti nel fisico e nel cuore.

Conservo come un amuleto la foto di mio nonno fante nella Prima Guerra Mondiale.



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Fra non molto.


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lunedì 2 marzo 2020

Ciao Elisabetta, Giovanna, ricordi, morti, Virginie Despentes, Heaven Knows What, Keeley Forsyth



La morte di Elisabetta Imelio, fondatrice dei Prozac+ e dei Sick Tamburo, mi ha commosso e smosso tanti ricordi della mia adolescenza e della mia vita da adulto. 



Mi sono ricordato di quando a 17 anni entrai nella Statale di Milano per tornare a casa con mia sorella che studiava Lettere antiche e mi ritrovai a parlare di musica e in particolare di questo nuovo gruppo italiano con una compagna di studi di mia sorella che si chiamava Giovanna. 
Avevo appena comprato Testa Plastica coi miei pochi risparmi dopo essere uscito dal dentista. Conoscevo Giovanna solo per la sua voce quando rispondevo alle decine di chiamate che riceva mia sorella e mi trovai di fronte una ragazza con due occhi azzurro ghiaccio, un sorriso sbeffeggiante e un'intelligenza fulminante. 
Mi disse che secondo lei non avrei mai dovuto iscrivermi a Lettere perché la Statale mi avrebbe ucciso. Aggiunse che il confronto con mia sorella mi avrebbe demolito. 
Vai via, cambia aria, mi disse scompigliandomi i capelli che tenevo ancora lunghi. 
Durante la mia frequentazione della Statale durata appena 6 mesi ci incontrammo raramente ma una volta mi pescò mentre mi stavo ubriacando di vino bianco alle 9 di mattino discutendo con un barbone che vendeva fumetti usati. 
Meglio il vino bianco che una lezione del cazzo.
Mi mise una mano sulla spalla, bevve un bicchiere con me per poi abbracciarmi e dirmi, Non fare cazzate. 
Non la ascoltai. 
Sono sicuro che lei non ne parlò mai con mia sorella. 
Per me i Prozac+ rimarranno sempre i suoi occhi e il mio stomaco rotto, la sopravvivenza al Collegio, la mancanza di sbocchi, le lezioni di cui non me ne fregava nulla e quelle orride mani che si muovevano in sincrono a prendere appunti, un luogo come la Statale che mi fece sentire una vera merda, la sfrontatezza del vino bianco a vent'anni, le mie velleità artistiche, quel modo quasi primitivo di ascoltare la musica che mi porto dentro ancora a quarant'anni

E poi c'è questa canzone dei Sick Tamburo che avrei voluto far ascoltare a mia madre.



Perché....

E ovviamente un abbraccio a tutti i suoi cari e a chi le ha voluto bene,

Ho un magone dentro che mi pesa sul cuore perché tramite mio padre ho saputo che qualche settimana fa è morta per il solito tumore anche una ragazza che per tanti anni ha vissuto a poca distanza dal mio palazzo e che somigliava tantissimo alla ragazza di questo video degli Arctic Monkeys.


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Mi ci sono dedicato anima e corpo alle 949 pagine della "Trilogia della città di Parigi. Vernon Subutex" di Virginie Despentes (Bompiani, traduzione di Tiziana lo Porto) 949 pagine che mi sono partite via senza quasi accorgermene e peccato per il finale (post apocalittico) debole e non nelle mie corde. 
Ma in queste 949 c'è tutta l'irruenza e la sfrontatezza della Despentes nel delineare una vera e propria moderna Comédie Humaine con una colonna sonora da brividi che mette alla berlina usi, costumi, vizi, contraddizioni, aspirazioni, sogni di un mondo prossimo al crollo o che forse è già crollato e che vive nell'eterna attesa di una resurrezione, di una catarsi, di una rigenerazione che cancelli e assorba tutti i nostri fallimenti, il nostro odio, il nostro istinto di accumulo e prevaricazione. Ammiro della Despentes la sua estrema libertà intellettuale, il suo fregarsene di una certa morale bigotta di destra e di sinistra, la sua libertà espressiva che però si poggia da un lato su uno stile rigoroso nel delineare personaggi molto diversi fra loro e e nel farli crescere e vivere sulla pagina restituendoci in tutte le loro contraddizioni e travagli, e dall'altro su una struttura solidissima e classica che parte da una messa in scena straordinaria, evoluzione e risoluzione finale, con un ritmo rock, anarchico, libertario e libertario e proprio quando il rock sembra esser diventata roba riservata solo a un pugno di stronzi come me diretti alla pensione. 

Un passaggio che ritrae uno dei tanti bei personaggi (un mezzo fascio) secondari della trilogia anche se in assoluto i personaggi migliori sono forse i barboni come Charles, Laurent, Olga, la Vero.

Ma bisogna comunque ammettere che Loic detesta ancora di più gli imbecilli di sinistra. Si sono serviti di gente come lui, gli sono saliti sulle spalle per issarsi sulle spalle per issarsi al potere, e una volta in alto gli hanno pisciato in faccia chiedendo di ringraziare. Quanto ti reclutano, i capi della sinistra ti fanno firmare gli stessi contratti, sfacchinare alle stesse condizioni, ma per prima cosa ti chiedono di ammirarli e si rabbuiano se tu gli parli di straordinari. Quando c'è un buon posto che si libera, fanno come tutti gli altri: ci piazzano il loro figlio, l'amante o il nipote. Ti assumono con il salario minimo e ti spremono come un limone, ma la mattina devi essere contento perché ti chiamano per nome. Lui se ne frega di essere salutato correttamente, lui va lì per la busta paga. Se la cifra scritta in basso alla tua è dieci volte superiore alla mia, puoi tenertela la tua gentilezza.
La sinistra lo ha disgustato. Tutte quelle medaglie d'oro alla ribellione. Si sono proclamati campioni della verità. Non fa niente: non meritano di vincere più di quanto lo meriti la destra. Per tutta la vita sua madre ha votato comunista. Lui ha sentito parlare dell'operaio e la sua fabbrica. In tutti i toni. Come se fosse un'abbinata di cose per cui valeva la pena battersi. È come “la parrucchiera e il suo eczema”. E lei votava adesso nemmeno lei ci va più a votare. Ha capito.” (pag. 556)

E Parigi rimarrà per sempre Emmanuel Seigner.
E quella notte a bere alcolici con una mia compagna di collegio che avrei tanto voluto scopare e invece niente. Solo litri e litri di alcolici.

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E questo virus dovrebbe stimolare le sale aperte a sperimentare.