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mercoledì 29 gennaio 2020

Rileggere i classici/Guy De Maupassant; Chris Offutt; Deborah Willis


Quando leggo per la prima volta un classico o torno rileggere i classici che ho amato mi sento sempre un coglione ad aver perso tanto tempo e forze con libri che durano un giorno, due giorni per poi non lasciare più traccia.

Ho provato questa sensazione di bellezza senza tempo rileggendo i tre racconti, famosi e splendidi, di Guy de Maupassant: “Boule de suif”, “La Maison Tellier” e “Mademoiselle Fifi” tradotti da Mario Fortunato e raccolti in volume intitolato “Fanti e puttane”, edito da Bompiani.

Non ho niente da scrivere perché rovinerei la bellezza di questi racconti.
Posso solo invitarli a leggere se non l'avete già fatto.



Non ho potuto fare a meno di riportare sulla scrivania anche quel “Bel-Ami” che lessi per la prima volta alle medie nell'edizione posseduta da mio padre e dal quale ricevetti una ramanzina perché avevo osato sottolineare alcune frasi che mi erano tanto piaciute. 

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“Il posto da dove venite è scomparso, quello dove credevate di star andando non c'è mai stato e quello dove siete non conta nulla a meno che non possiate allontanarvene.
(Flannery O'Connor)

Sto leggendo molto in questo inizio anno e così mi sono dedicato totalmente alla lettura/rilettura di “A casa e ritorno” di Chris Offutt (Minimum Fax, traduzione di Roberto Serrai) che avevo letto in maniera disordinata e che invece oggi ho ripreso in maniera integrale, leggendo i racconti uno dietro e l'altro e ritrovando quel mix mirabile di violenza, malinconia, attaccamento alla terra, Kentucky, faide familiari, alcool, prigioni, dolore, ferite, sangue, disperati ritorni a casa che mi ha colpito al cuore e al fegato.

Racconti preferiti: “Gente tosta”, “Allocco barrato” e “Tiro al bersaglio”.


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Era una vita che non avevo in casa qualcosa della Del Vecchio Editore e  non ho resistito al fascino di questa copertina.

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2 commenti:

  1. Ho appena iniziato a leggere Il maestro e Margherita e mi stavo giustappunto chiedendo se non sia il caso di arginare la mia enorme ignoranza sui Classici (intesi proprio con la C maiuscola), anziché continuare a buttarmi a capofitto sulle ultime uscite editoriali...

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    1. Stai leggendo un romanzo incredibile e tutte le volte che per esempio torno a leggere uno come Maupassant penso come te a tutto il tempo che perdo a leggere libri che durano il tempo di un giorno.

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