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venerdì 17 gennaio 2020

Rachel Cusk, Interno 17, Lo Sgargabonzi, la zia



Non ho parole per descrivere la bellezza che sento in testa quando leggo Rachel Cusk.
E anche parecchia invidia per il suo straordinario talento.
Non aggiungo altro perché sarebbero parole inutili.
Solo un grande grazie a lei e alle traduttrici che mi hanno permesso di leggerla.
E quanto mi piacerebbe "incontrarla" su un aereo.

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-un disco dei miei anni che non dimentichero' mai ma che ho perso e che in un modo o nell'altro recuperero'-
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Ho promesso alla persona che in questo momento ha la mia copia e che mi restituirà quando tornerà dal suo lavoro in Oriente che ne scrivero' ma per ora posso solo dire che di sicuro  è uno dei libri italiani piu' belli che ho letto in questi ultimi anni. 
Il primo brano del libro e che si intitola "Anna Frank 2000" è un pezzo meraviglioso e che farà girare il cazzo a tanti.

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C'è una mia zia che sta male, molto male.
La moglie del fratello di mia madre.
Mi dispiace tantissimo per lei e i miei cugini.
Ma ogni volta che penso a lei non posso che ricordare le volte che trattava mia madre come una bestia.
Il suo disprezzo per mia sorella.
Il suo tono di voce di merda quando discettava della mia vita.
Penso a lei morente e la mente si riempie di tanta cattiveria e brutti ricordi.

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