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sabato 25 gennaio 2020

Due righe su "Jocelyn uccide ancora" di Lo Sgargabonzi (Minimum Fax) e mia madre



Ero sul set che stavo facendo l'amore con l'attrice hard Michelle Ferrari, quando mi è tornata in mente la situazione che ho a casa, con mia mamma da mesi su un materasso antidecubito che non sa che sta morendo. E allora sono scoppiato a piangere e anche Michelle ha pianto con me, abbracciando forte e intuzzando col bacino perché comunque voleva venire.” (da “9 giorni nel porno” pag. 98)


Prima di una delle sue ultime sedute di chemioterapia mia madre fu avvicinata dai parenti di un'altra paziente che si misero a discutere di lei della lotta contro il tumore, delle prospettive di vita, eccetera. Insomma i soliti discorsi. Ma mia madre quel giorno diede libero sfogo alle sue emozioni in un modo che lasciò senza respiro, irritati, disgustati quei parenti e divertiti, perplessi, toccati me e mia sorella. Semplicemente mia madre imbastì un monologo sui regali che le aveva donato il tumore: aveva perso chili, finalmente riusciva a dormire tante ore di pomeriggio senza svegliarsi,  sua cognata le stava molto più alla larga perché era convinta che il tumore fosse contagioso (adesso lei ha 89 anni e supera ogni malattia, con la mente sempre lucidissima), stava guardando un sacco di serie tv (gliele compravo io) senza che qualcuno la disturbasse e soprattutto che finalmente si sentiva parte di quella famiglia di sue amiche che si erano tutte ammalate di cancro, erano morte, altre erano sopravvissute ma sarebbero morte dopo di lei. Per tanti anni si era sentita esclusa e la malattia aveva distrutto amicizie perché lei era sempre in forma, mai un acciacco ed era esclusa da molte discussioni/drammi/valutazioni di terapie e medicine. Si era espressa col volto radioso e gli occhi bassi verso il paio nuovo di mocassini che le avevo regalato il giorno prima. L'infermiera che stava accanto a lei era scoppiata a ridere dicendole Adriana, Adriana almeno lei ci tiene su il morale. Ma lei non l'aveva fatto per tener su il morale di nessuno. Era il suo modo di fare. E c'era sempre qualcosa di molesto, inafferrabile nelle parole di mia madre. Come se non volesse farci per niente ridere pur riuscendo a farci ridere. Era come quando certe volte mi diceva Un giorno di questi Andrea ti prendo e ti taglio la gola e se la guardavi in faccia sapevi che c'era nulla di metaforico o immaginario in quella minaccia. No, aveva davvero pensato di tagliarmi la gola.


-la Michelle Ferrari di cui si parla sopra-

Ecco, non mi va più di scrivere recensioni e quasi mai di leggerle e so di essere noioso nel continuare a ripeterlo ma alla fine “Jocelyn uccide ancora” de Lo Sgargabonzi (Minimum Fax) mi è ritornato fra le mani e come quando lo lessi la prima volta è come stato respirare nuovamente il monologo di mia madre e mi sono sentito rapito, perplesso, divertito, irritato, incazzato nero, perso totalmente, innamorato, furioso. Potete cercare in rete Lo Sgargabonzi per godervi appieno questo mix di Donald Barthelme, Louis C.K., Cochi e Reanto, George Saunders, Woody Allen, Woobinda e tutto quel cazzo che va a voi ma vi avviso che se aprite questo libro precipiterete in un universo di contraddizioni, invenzioni linguistiche, ribaltamenti del quotidiano (e della Shoah), bordate contro il perbenismo, contro l'assuefazione, contro lo star system de' noantri. 

Niente viene risparmiato in questo libro dissacrante, incendiario, oro puro.

Vi ritroverete a leggere di un'Anna Frank che spedisce il padre in un campo di concentramento, riscritture di fiabe (“Hans e Gretchen”), troverete un David Bowie morente e deriso e la miserevole folla presenzialista dei funerali delle star e Gesù Cristo che scappa in motorino, bambine insopportabili che uccidereste anche subito, quello stronzo di Nanni Moretti, Osama Bin Laden che risponde alla posta, una “Ballata per Asia” che siete fan del #MeToo vi incazzerete quasi sicuramente, le avventure di Christian Raimo, una roba che si chiama “20 cose che non sai sull'aborto” che a qualcuna metterà voglia di spaccargli la faccia con un passaggio che fa così “Se il cranio del piccolo dovesse essere così resistente da danneggiare la superficie del martelletto prima dello sfondamento, la riparazione viene fatta pagare alla madre.” (pag. 135), una bella rasoiata ai fans dei Baustelle e allo stesso gruppo di Montepulciano e molto molto altro tipo un Leopardi che si risveglia “E una volta ripresa conoscenza, per prima cosa, gli venisse messo in mano un libro di Massimiliano Parente. Chissà se Leopardi sarebbe felice di essersi ridestato in un mondo tanto diverso. Un mondo in cui apri un libro e invece di parole come glicine o ginestra trovi un vecchio che si fa fare un pompino da una giovane sordocieca con del prosciutto arrotolato al pene.” (pagg. 189-190)

Insomma probabilmente moltissimi di voi non vorranno avere niente a che fare con materiale del genere. 

Lo considererete volgare, eccessivo, sessista, antisemita, fascista, volutamente provocatorio, senza decenza, immondizia.

Liberissimi di farlo.

A tutti gli altri lo consiglio vivamente.

Per quanto mi riguarda mentre sto scrivendo queste due righe ho spento la musica di Tim Hecker di sottofondo perché la tossica che vive sotto di me che sta ascoltando/cantando a sguarciagola canzoni anni '80, gridando Porco Dio al suo cane, a chi le telefona, alle vicine che discutono sulle scale.

Ogni tanto grida: Porco Dio Andrea quando cazzo me li porti i popcorn.

E non so perché penso a mia madre e a quanto le piacevano i popcorn.
Quanto mi piacerebbe che lei fosse viva anche solo per portarle a casa un sacchettino di popcorn e farglieli assaggiare.
Anche solo per tornare a vedere quel suo sorriso assassino.


4 commenti:

  1. Credo lo cercherò.
    Per mood che sto vivendo... Per continuare a respirare l'aria che ho respirato l'altro giorno al necessario stupendo live di Montanini.

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    1. Non lo conoscevo, lo sto cercando e sembra nelle mie corde.

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  2. Se ti piace questa roba (come è giusto che sia) e non li conosci, ti consiglio il kolossal "Le avventure di Gunther Brodolini" di Alessandro Gori, o il più underground "Racconti Molesti" della Eris (ottima casa).

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    1. Il primo non l'ho letto ma Gori è lo Sgargabonzi :) e il secondo lo cerco. grazie Simone.

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