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sabato 18 gennaio 2020

Attualità, Roma, Nicola Manuppelli, Budd Boetticher, Memorie di una contadina, Vic Chesnutt/Kristin Hersh


In questi giorni sto seguendo sì e no la politica italiana perché più coinvolto da alcune questioni svizzere come le discussioni sull'accordo coi frontalieri, i prossimi referendum, le liste per le comunali.

Restando all'Italia: da un lato sono disinteressato, se non del tutto alieno, a quanto sta accadendo fra Pd/Sardine e compagnia bella e dall'altra molto preoccupato per una coalizione di destra che si traveste da mille facce da bar sport. 




Per fortuna esistono ancora quotidiani come Il Riformista e Il Dubbio che mi offrono qualche boccata d'aria e una radio come Radio Radicale.

Di sicuro i prossimi saranno giorni/mesi impegnativi per tutti quelli come me iscritti al Partito Radicale.


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Leggendo “Roma” di Nicola Manuppelli (Miraggi) ho cominciato a pensare a tutto un certo cinema dimenticato. Non ho pensato a Fellini, Pasolini ma mi è venuto in mente un grande regista statunitense come Budd Boetticher. Domani ho visto che mandano un film in tv come Seminole con dentro Rock Hudson e che è un film con spunti molto interessanti. Considerato, a torto, un regista di serie B è stato per me un incredibile regista. Sarà di serie B per qualcuno ma per me uno che gira film come I sette assassini o L'albero della vendetta è un regista che mi tengo stretto al cuore.


E poi questo pomeriggio, restando a Fellini, ho pure visto su Radio Radicale la conversazione di Maria Antonietta Farina Coscioni a Sandra Milo.


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Poi qui c'è “Memorie di una contadina”.

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Andrea Consonni, 18 gennaio 2020

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