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martedì 31 dicembre 2019

Fra i miei 200 libri letti quest'anno; Pattinando in Antartide; awakebutstillinbed




Sono tornato dal lavoro alle 13 dopo aver cominciato alle 6.
Quasi sei ore filate di popcorn e successiva pulizia macchina.
Usciro' per tornare al lavoro alle 18 per tornare verso le 23.
Un bicchiere di vino e a dormire.
Domani dalle 13 alle 20.
Sto cercando di rilassarmi anche se le famiglie del palazzo cominciano già a rompere i coglioni.

Quest'anno ho superato i 200 libri letti e riletti.
Non riesco a fare classifiche.
Ma fra i libri letti quest'anno la pagina 206 del racconto "Il mondo degli spiriti" contenuto in "Calypso" di David Sedaris è forse la pagina che mi ha scosso maggiormente. 
Perché mi sono sentito completamente messo a nudo.
Ho pianto tantissimo.

"L'ultima volta che ho visto mia sorella Tiffany è stato all'ingresso artisti della Symphony Hall di Boston. Avevo appena finito uno spettacolo e mi preparavo a firmare i libri, quando l'ho sentita dire: "David. David, sono io".
Non ci parlavamo da quattro anni, e il suo aspetto mi ha sconvolto. Tiffany mi aveva sempre ricordato mia madre da giovane. Adesso sembrava mia madre da vecchia, anche se non poteva avere piu' di quarantacinque anni. "Sono io, Tiffany." Ha sollevato un sacchetto di carta con il logo di Starbucks. Le scarpe che aveva ai piedi sembravano recuperate da un bidone della spazzatura.  "Ti ho portato una cosa."
Un addetto alla sicurezza del teatro stava tenendo aperta la porta, e io gli ho detto: "Puo' chiudere, per favore?". Quella sera avevo fatto il tutto esaurito. Comandavo io. Il signor Sedaris. "La porta" ho detto. "La chiuda, per cortesia."
E lui ha obbedito. Ha chiuso la porta in faccia a mia sorella, e io non l'ho mai piu' vista né sentita. Né quando è stata sfrattata. Né quando è stata violentata. Né quando è finita in ospedale dopo il primo tentativo di suicidio. Tiffany, mi ripetevo, non era un problema mia. Non potevo piu'  averci a che fare.
"Be'" hanno detto i miei famigliari, "era Tiffany. Non essere troppo severo con te stesso. Sappiamo tutti cos'è in grado di fare."
Forse, come la medium, dicevano semplicemente cio' che volevo sentirmi dire, qualcosa che mi alleggerisse la coscienza, dandomi l'impressione che, sotto sotto, io non fossi diverso da chiunque altro. La mia famiglia con me lo fa da sempre. Ecco perché continuo a tornare. " 

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lunedì 30 dicembre 2019

Il prof alcolizzato, Conte e le Sardine; Rocky e Massimo Del Papa; uno dei miei libri dell'anno






G. è un ex impiegato alcolizzato che conosco sin da bambino. 
Laureato in lettere e filosofia, anarcosocialista, divorziato, con una figlia splendida, venne cacciato dal lavoro quando il vino divenne la sua sola ragione di vita.
Un prof.
Lui e mia madre si conoscevano da sempre e sono cresciuto incontrandolo nei bar, nei supermercati, per strada, nei cimiteri. 
Riesce a vivere grazie all'aiuto delle sorelle, della figlia e dei dividendi di alcune case in affitto. 
Quando ha la sbronza cattiva tendo a evitarlo mentre quando è di luna buona e il vino non gli ha dato alla testa mi piace fermarmi a parlare con lui discutendo di politica, attualità, economia, libri e piccole questioni di provincia. 
L'ho incontrato qualche giorno fa in un bar e mi ha salutato dandomi del radicale del cazzo.
Sembrava star meglio del solito, rasatura fresca, vestiti profumati.
- Sono appena uscito dall'ospedale.
- Tutto bene?
- No.
E poi si è lanciato in un lungo monologo sulla situazione politica e per la prima volta gli ho sentito dire che se uno come Conte era diventato premier c'era speranza anche per lui.
- Ma com'è possibile che ci sia gente che apprezza questo governo? Che ama Conte, che gli piace Zingaretti, che rivota il PD o i Cinquestelle? E quelli di Leu? E Renzi? E i giornali come Repubblica che sembrano le veline del governo come il Fatto?
Venti minuti a dirne di ogni su tutta la sinistra/grillini al governo.
Di Salvini pensa ogni male e su quel versante non c'era bisogno di chiedergli nulla.
Al quarto calicino mi chiede:
- Tu cosa ne pensi delle Sardine?
- Mi lasciano totalmente indifferente. Non mi comunicano nulla. Niente di niente. Non ne sentivo la mancanza di quelle piazze. Gran parte dei discorsi politici non riesco nemmeno a seguirli. E trovo tutto imbarazzante, vuoto.
- A me invece mi fanno incazzare e mi annoiano come quando vedo la processione del Santo, i boyscout, quelli dell'ACR, i bravi ragazzi che dicono sempre la cosa giusta, tutti belli e sorridenti e noiosi. Almeno voi col vostro gruppo a Lecco eravate terribili, rompevate il cazzo, avevate quello spirito goliardico e dissacrante. Me la ricordo quella volta che avete rotto il cazzo allo sciopero dei sindacati. Mi avete fatto ridere come una bestia. C'erano i sindacalisti, gli operai, i politici che volevano uccidervi.
- Mi ricordo eccome. Quante risate ci siamo fatti.
- E vedi io sono diventato cosi' cinico che se è vero che spero che in Emilia vinca quello del Pd è vero anche che vorrei anche che perdesse per vedere la sua faccia e quella delle sardine e di tutti i bravi commentatori
Ho sorriso complice perché sapevo che saremmo arrivati a questo.
E per chiudere mi fa:
- E a te quando ti mettono in carcere visto che tuo padre mi dice che non fai che occuparti di queste cose?
- Coi tempi che corrono non si sa mai...
Ho accettato un calice di bianco e siamo rimasti in silenzio a guardare fuori dalla finestra del bar gestito dai cinesi.
Ci siamo stretti la mano e ho visto che aveva gli occhi gonfi di lacrime.
Quasi come un addio.
 - Ti voglio bene Andrea.
- Anche io G.
Quando sono salito in macchina mi sono sentito a pezzi.
Avrei voluto accendermi una sigaretta e guidare fino al Polo Nord.

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Lo seguo da anni Massimo Del Papa e ormai sono piu' le volte che mi fa girare i coglioni di quelle che sono d'accordo con lui ma sostanzialmente abbiamo lo stesso carattere, la stessa urgenza, la stessa propensione a scivolare negli abissi e come lui amo tantissimo il primo Rocky e Massimo su Rocky ci ha scritto un bellissimo pezzo: "ROCKY, ANCORA"

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«Abbiamo tutti superato i cinquanta, la salute per il momento regge, ma è solo questione di tempo prima che la fortuna si esaurisca e uno di noi si becchi un cancro. Allora cominceremo a cadere come sagome di un tirassegno, facili bersagli, con la vita che abbiamo fatto».





sabato 28 dicembre 2019

NESSUNO TOCCHI CAINO NEWS - CONCLUSO VIII CONGRESSO DI NESSUNO TOCCHI CAINO-SPES CONTRA SPEM NEL CARCERE DI OPERA

NESSUNO TOCCHI CAINO NEWS - CONCLUSO VIII CONGRESSO DI NESSUNO TOCCHI CAINO-SPES CONTRA SPEM NEL CARCERE DI OPERA

Anno 19 - n. 47 - 28-12-2019

Contenuti del numero:

1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : CONCLUSO VIII CONGRESSO DI NESSUNO TOCCHI CAINO-SPES CONTRA SPEM NEL CARCERE DI OPERA
2.  NEWS FLASH: MOZIONE GENERALE DELL’VIII CONGRESSO DI NTC
3.  NEWS FLASH: NUOVI ORGANI DIRIGENTI ELETTI DALL'VIII CONGRESSO DI NTC
4.  NEWS FLASH: GIAPPONE: CINESE IMPICCATO PER GLI OMICIDI DI QUATTRO MEMBRI DI UNA FAMIGLIA
5.  NEWS FLASH: BIELORUSSIA: GIUSTIZIATO PER DUPLICE OMICIDIO
6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :


CONCLUSO VIII CONGRESSO DI NESSUNO TOCCHI CAINO-SPES CONTRA SPEM NEL CARCERE DI OPERA


Si è concluso l’VIII Congresso di “Nessuno tocchi Caino-Spes contra spem” nella sua nuova denominazione che si è svolto nel carcere di Opera a Milano dal 20 al 21 dicembre 2019 con l’elezione di un nuovo Consiglio Direttivo (https://www.nessunotocchicaino.it/documento/organi-dirigenti-di-nessuno-tocchi-caino-50314441 ) che ci ha riconfermati nelle cariche di Segretario, Tesoriere e Presidente.

Siamo felici che della Presidenza d’onore facciano parte Santi Consolo e i Professori Tullio Padovani e Andrea Saccucci.

Abbiamo inoltre fissato in 2.000 gli iscritti da raggiungere nel 2020, pur avendo ancora chiuso quelle al 2019, per conseguire gli obiettivi della mozione 
approvata all’unanimità e che da ora ci vede impegnati, tra l’altro, a prendere iniziative volte a superare, dopo la pena di morte e la pena fino alla morte, anche la morte per pena, l’assurda convinzione per cui alla violenza e al dolore del delitto debbano necessariamente corrispondere una violenza e un dolore eguali e contrari, quelli inflitti dal giudizio e dal castigo propri del diritto penale e della sua appendice ultima, il carcere, un luogo strutturalmente di tortura e patimenti, di afflizione e trattamenti inumani e degradanti.

Se vuoi avere un’idea delle emozioni e del clima di questo nostro straordinario Congresso, puoi riascoltarlo sul sito di Radio Radicale (prima giornata https://www.radioradicale.it/scheda/593550/il-diritto-alla-speranza-lergastolo-ostativo-alla-luce-delle-sentenze-della-corte e seconda giornata https://www.radioradicale.it/scheda/593551/il-diritto-alla-speranza-lergastolo-ostativo-alla-luce-delle-sentenze-della-corte) o scorrere le immagini della foto gallery a cura di Lorenzo Ceva www.lorenzocevavalla.eu/radicali/NTC2019

Sei ancora in tempo ad iscriverti al 2019 e, se sei già iscritto, puoi rinnovare l’iscrizione per il 2020.
Contiamo su di te!

Sergio D’Elia – Segretario
Elisabetta Zamparutti – Tesoriera
Rita Bernardini - Presidente


ISCRIZIONE A NESSUNO TOCCHI CAINO (almeno 100 euro)

· Bollettino postale: intestato a Nessuno tocchi Caino, C/C n. 95530002
· Bonifico bancario: intestato a Nessuno tocchi Caino, IBAN IT22L0832703221000000003012 · Paypal: attraverso il sito www.nessunotocchicaino.it
· Con carta di credito telefonando al 335 8000577
N. B. I contributi a Nessuno tocchi Caino sono deducibili dalle tasse in base al D.P.R. 917/86

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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

MOZIONE GENERALE DELL’VIII CONGRESSO DI NTC

Approvata all’unanimità

L’VIII Congresso di Nessuno tocchi Caino, tenuto nella Casa di Reclusione di Opera (Milano) il 20 e 21 dicembre 2019,
Consapevole che, in nome dell’intangibilità della dignità umana, Nessuno tocchi Caino ha condotto al successo la campagna per la moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea generale delle Nazioni Unite trainando l’Italia in un ruolo da protagonista, ritiene sempre più urgente e necessario ampliare la sua missione al conseguimento di obiettivi volti a superare, a partire dall’Italia, oltre che la pena di morte, anche la pena fino alla morte e la morte per pena.

Ricorda con affetto e riconoscenza Marco Pannella, in particolare, per il suo Spes contra Spem lanciato proprio nel Carcere di Opera nel congresso di quattro anni fa e che ha ispirato, guidato e nutrito la campagna contro il “fine pena mai”; ringrazia – per tutti – i detenuti condannati all’ergastolo protagonisti del docu-film di Ambrogio Crespi Spes contra Spem - Liberi dentro che contro ogni speranza sono stati speranza, determinando con il loro cambiamento anche l’orientamento dei giudici delle più alte giurisdizioni in Europa e in Italia.

Saluta con soddisfazione la sentenza della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, divenuta definitiva l’8 ottobre 2019, sul caso Marcello Viola verso Italia patrocinato dall’avvocato Antonella Mascia e sostenuto, tra le altre terze parti intervenienti, dagli accademici ed esperti coordinati dal Prof. Davide Galliani dell’Università degli Studi di Milano e dal Prof. Andrea Pugiotto dell’Università di Ferrara. La decisione della Corte di Strasburgo è una pietra miliare sulla via dell’abolizione del fine pena mai, con la quale si afferma in Italia, oltre che in Europa, il diritto alla speranza come un diritto umano fondamentale, finora negato dall’ergastolo ostativo, considerato dalla Corte un problema “strutturale”, essendo circa 1.200 i detenuti che scontano questo tipo di pena sui circa 1.700 ergastolani italiani.

Saluta inoltre con soddisfazione la sentenza della Corte Costituzionale italiana n. 253 del 23 ottobre 2019 che ha aperto un’ulteriore breccia nel sistema del fine pena mai e nell’intero impianto ostativo poiché ha dichiarato incostituzionale, per ora per i permessi premio – ma che non potrà non valere anche per gli altri benefici penitenziari secondo la progressività del trattamento –, la presunzione assoluta di pericolosità sociale nei confronti dei detenuti per tutti i reati di cui all’art 4 bis, primo comma, dell’Ordinamento penitenziario. La decisione della Corte Costituzionale è un primo passo nella codificazione anche in Italia del diritto alla speranza come più volte affermato nella giurisprudenza della Corte EDU ed infrange il totem della collaborazione con la giustizia come unico criterio di valutazione del ravvedimento, della rottura con logiche criminali del passato e del cambiamento dei detenuti per i reati di criminalità organizzata. Con questa sentenza, la speranza ha prevalso sulla paura, lo Stato di Diritto ha vinto contro la Ragion di Stato che per troppi anni, in nome dell’emergenza, ha stravolto i principi costituzionali.

Impegna gli organi dirigenti a proseguire nella battaglia contro la pena di morte nel mondo e a intensificare l’azione di promozione e pressione, a partire dall’Africa, volta a ottenere altri sostegni alla nuova Risoluzione pro-moratoria in vista dell’Assemblea generale del 2020.

Impegna gli organi dirigenti a condurre il monitoraggio sull’esecuzione della sentenza Viola verso Italia e comunicarne gli esiti al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa e a continuare a sostenere l’azione collettiva di 252 ergastolani ostativi che, grazie all’Avv. Andrea Saccucci, è stata incardinata a Ginevra davanti al Comitato Diritti Umani delle Nazioni Unite, valutando anche di adire ad altre sedi di ricorso a livello nazionale e internazionale.

Impegna gli organi dirigenti a proseguire nella battaglia contro l’ergastolo, specie nella sua variante ostativa, attraverso mirate questioni di costituzionalità nel solco della ratio decidendi della sentenza n. 253/19.

Impegna gli organi dirigenti a prendere iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di ricorso alle alte giurisdizioni nazionali e sovranazionali, volte a superare l’armamentario emergenzialista speciale di norme e regimi quali il sistema delle informazioni interdittive e delle misure di prevenzione antimafia, e delle procedure di scioglimento dei comuni per mafia, al fine di prevenire il crimine senza
distruggere la vita delle persone, combattere la mafia senza minare i principi dello Stato di Diritto e i diritti umani fondamentali.

Impegna gli organi dirigenti a prendere tutte le iniziative volte all'abolizione delle misure di sicurezza personali per i soggetti imputabili, così come voluto dai progetti di Riforma del Codice Penale scaturiti dalle Commissioni Grosso, Nordio e Pisapia. L'impegno deve essere in particolare rivolto all'abolizione delle misure di sicurezza detentive nelle cosiddette “case lavoro” o nelle colonie agricole, attraverso il ricorso alle giurisdizioni superiori quali la Corte Costituzionale e la Corte EDU per violazione di principi riguardanti la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali. I sette casi di detenuti che scontano la misura di sicurezza in regime di 41-bis sono emblematici della violazione del diritto a non essere giudicati o puniti due volte per lo stesso fatto.

Impegna gli organi dirigenti a prendere tutte le iniziative volte all'abolizione dell’isolamento, a partire dal regime di 41 bis e dell’isolamento diurno, tenuto conto dei documentati effetti lesivi, specialmente se prolungato nel tempo, che lo pongono in contrasto con il divieto di tortura e di trattamenti o punizioni disumane o degradanti. La stessa Assemblea Generale delle Nazioni Unite nelle Mandela Rules del 2015 ha ritenuto che l’isolamento, per un tempo indefinito o per un tempo prolungato, da intendersi come quello superiore a 15 giorni, deve essere proibito. Ha altresì dato per la prima volta una definizione di isolamento da intendersi come "la reclusione di un detenuto per 22 ore o più al giorno senza alcun significativo contatto umano", riaffermando il principio per cui “l’isolamento non deve essere comminato in sentenza”. Come ha stabilito il CPT, nel suo 21° Rapporto annuale del 2011, l’isolamento “non deve rientrare nel catalogo delle sanzioni penali.”

Impegna gli organi dirigenti a prendere iniziative volte a superare, dopo la pena di morte e la pena fino alla morte, anche la morte per pena, l’assurda convinzione per cui alla violenza e al dolore del delitto debbano necessariamente corrispondere una violenza e un dolore eguali e contrari, quelli inflitti dal giudizio e dal castigo propri del diritto penale e della sua appendice ultima, il carcere, un luogo strutturalmente di tortura e patimenti, di afflizione e trattamenti inumani e degradanti, per cercare di affermare l'alternativa, come ci richiamava Aldo Moro, “non tanto di un diritto penale migliore, ma di qualcosa di meglio del diritto penale”, non tanto di pene alternative, ma di alternative alla pena, quali sono quelle – già in atto e che vanno rafforzate – delle pratiche di riconciliazione e di riparazione, delle opere volontarie di pubblica utilità e di ogni altra forma di inclusione e reinserimento nella comunità.


NUOVI ORGANI DIRIGENTI ELETTI DALL'VIII CONGRESSO DI NTC

Casa di Reclusione di Opera (Milano)
20-21 dicembre 2019

PRESIDENZA D’ONORE E CONSIGLIO DIRETTIVO DI NESSUNO TOCCHI CAINO

Presidenza d’Onore
• Santi Consolo
• Tullio Padovani
• Andrea Saccucci


Presidente - Rita Bernardini
Segretario - Sergio D’Elia
Tesoriere - Elisabetta Zamparutti


Membri del Consiglio Direttivo

1. Matteo Angioli
2. Vito Baglio
3. Maura Benvenuti
4. Padre Guido Bertagna
5. Guido Biancardi
6. Salvatore Bonadonna
7. Anna Briganti
8. Pasquale Bronzo
9. Maria Brucale
10. Roberto Cannavò
11. Stefano Castellino
12. Gianpaolo Catanzariti
13. Pietro Cavallotti
14. Paolo Cesari
15. Deborah Cianfanelli
16. Antonio Coniglio
17. Donatella Corleo
18. Marco Costantini
19. Ambrogio Crespi
20. Andreana Esposito
21. Maria Antonietta Farina Coscioni
22. Rocco Ferrara
23. Davide Galliani
24. Simona Giannetti
25. Laura Harth
26. Domenico Letizia
27. Renzo Magosso
28. Francesca Mambro
29. Antonella Mascia
30. Diego Mazzola
31. Beniamino Migliucci
32. Esmail Mohades
33. Giuseppe Napoli
34. Orazio Paolello
35. Maria Teresa Pintus
36. Andrea Pugiotto
37. Gaetano Puzzangaro
38. Elisabetta Rampelli
39. Sabrina Renna
40. Alessandro Rosasco
41. Giuseppe Rossodivita
42. Sergio Segio
43. Emiliano Silvestri
44. Alfredo Sole
45. Mauro Toffetti
46. Maurizio Turco
47. Matteo Zamboni

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GIAPPONE: CINESE IMPICCATO PER GLI OMICIDI DI QUATTRO MEMBRI DI UNA FAMIGLIA

Il Giappone il 26 dicembre 2019 ha impiccato un cittadino cinese che era stato riconosciuto colpevole degli omicidi di quattro membri di una famiglia i cui corpi furono trovati ammanettati e legati a zavorre nelle acque di una baia, ha reso noto il Ministro della Giustizia.
Il ministro Masako Mori ha dichiarato di aver ordinato l'esecuzione di Wei Wei "dopo attenta considerazione", per la rapina e gli omicidi plurimi commessi con altri due studenti nel 2003.
"È un caso estremamente crudele e brutale in cui i membri della famiglia che vivevano felicemente, tra cui un bambino di otto anni e uno di undici, sono stati tutti assassinati per motivi veramente egoistici", ha detto.
Si tratta della prima esecuzione di uno straniero in Giappone negli ultimi dieci anni.
Wei, un ex studente di lingue di 40 anni in Giappone, si era dichiarato colpevole dei quattro omicidi, ma aveva sostenuto di non essere una figura centrale nel caso.
Il terzetto, secondo quanto riferito, attirato dai soldi, avrebbe rubato nella casa dell'uomo d'affari giapponese Shinjiro Matsumoto, 41 anni, nella città sud-occidentale di Fukuoka nel giugno 2003 e lo avrebbe strangolato con una cravatta.
Sua moglie Chika, quarantenne, è stata annegata in una vasca da bagno mentre i bambini sono stati strangolati.
I corpi delle vittime furono abbandonati nella baia di Hakata a Fukuoka, ammanettati e appesantiti.
Gli altri due sospetti fuggirono in Cina ma sono stati arrestati lì. Uno dei due è stato giustiziato nel 2005, secondo Jiji Press, anno in cui un tribunale cinese lo ha condannato a morte. Lo stesso tribunale ha condannato l’altro complice all'ergastolo.
(Fonti: Afp, 26/12/2019)
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BIELORUSSIA: GIUSTIZIATO PER DUPLICE OMICIDIO

Un uomo identificato come Alexandre Ossipovitch, 37 anni, residente nella città di Bobrouïsk, è stato giustiziato per omicidio in Bielorussia il 17 dicembre 2019, ha riferito il quotidiano Kamertsyïny Kourier, citando un procuratore regionale, Olga Ivanova. Secondo il centro Viasna per la difesa dei diritti umani, nel 2018 Osipovitch avrebbe conosciuto due giovani donne in un bar e le avrebbe invitate a casa sua. Dopo una discussione, ha inflitto 77 ferite da coltello a una donna e 16 ferite all'altra, prima di smembrare i corpi e cercare di sbarazzarsi delle sue vittime. In seguito è stato arrestato dalla polizia, ha affermato la stessa fonte. Durante il processo, Alexandre Ossipovitch ha più volte tentato di aggredire altre persone, ha affermato che queste donne volevano rapinare il suo appartamento sostenendo di aver agito per difesa.
Questa esecuzione è stata condannata dal Consiglio d'Europa. “Chiediamo alla Bielorussia di abolire la pena di morte o almeno di introdurre una moratoria. La morte non è giustizia", ha scritto il responsabile della comunicazione del Consiglio d'Europa Daniel Höltgen su Twitter.
(Fonti: ourbitcoinnews.com, 23/12/2019)


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Per maggiori informazioni: http://www.nessunotocchicaino.it

venerdì 27 dicembre 2019

Flares, giorni natalizi al cinema, le cazzate della scuola Holden, Gipi, Ritratto della giovane in fiamme, Libri, Il Riformista



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Le feste natalizie al cinema sono quasi ormai alle spalle.
Mi aspettavo molto più pubblico, soprattutto ieri, e invece, anche a causa delle splendide temperature di queste giornate, sono stati giorni intensi, faticosissimi ma non di vera e propria follia. La saga di Star Wars é arrivata all'ultimo episodio col fiato corto e poche idee, Pinocchio non ha attirato molta gente e hanno funzionato particolarmente le sale piccole sempre pienissime, la 4DX e Jumanji: The Next Level che è una cazzata gigante e attira il pubblico più casinista possibile.
Si attende adesso Zalone (a me fanno schifo i suoi film ma non ho nessuna voglia di entrare in polemiche di cui me ne frega un cazzo) e poi si vedrà.
Ma ogni anno che passa sento un pubblico meno entusiasta quando esce dalle sale o parla di un film, a differenza invece dell'entusiasmo delle persone che seguono le serie tv.

Di sicuro fra macchina di popcorn, pulizia sale ed esterni mi è capitato di incontrare un sacco di alternativechic di sinistra sempre in posa che mi hanno fatto girare parecchio il cazzo in particolare quattro stronzi e tre stronzette vestiti (tutti firmati) come se gli anni '90 non fossero mai passati che la sera della vigilia mi/ci hanno accusati di non aver voglia di fare un cazzo perché quella sera chiudevamo presto e io avevo appena fatto 10 ore di lavoro e il Team Manager 11... e credo che mi ricorderò particolarmente la faccia di merda di uno con la maglietta dei Nirvana che mentre si rollava una sigaretta mi ha detto “Forse dovreste fare un corso di buone maniere e magari anche restyling” ... e sempre a proposito di stronzi ho dovuto mantenere la calma proprio stamattina quando due uomini si sono lamentati che alle 11 eravamo ancora chiusi e niente, con questa gente non si riesce a parlare e ancora una volta ho dovuto sorbirmi la predica sul fatto che poi non dobbiamo incazzarci se la gente si lamenta e bla bla bla e che non abbiamo voglia di far niente... e intanto guardavo le loro station wagon tedesche con sul retro attaccati gli adesivi dei Verdi, del No al Raddoppio del Gottardo e Salviamo le Officine di Bellinzona.

In tutti questi anni fra gli spettatori che mi hanno trattato meglio al cinema ricordo con piacere un esponente politico dell'UDC, il partito di destra (quella sera non sapevo nemmeno chi fosse, ero da poco a Lugano e mi è stato spiegato dopo) di maggioranza in Svizzera e molto distante da me, e sua moglie che mostrarono tutto il rispetto per la mia professione e coi quali io e una mia collega scambiammo due chiacchiere piacevoli mentre loro due aspettavano che uscisse un po' di gente. 
Semplicemente furono persone educate che non ci guardarono mai con disprezzo.
Nel corso degli anni ho avuto conferma che quei due erano dei veri signori.

(e comunque alzarsi la mattina alle 4 e 30 e poi uscire diretto al lavoro, a piedi, per qualcuno sarà una sofferenza ma per me è una gioia... sono uno di quei viandanti che se potesse camminerebbe e camminerebbe con al fianco la mia compagna, due cani, un asino, magari anche una capretta)

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Questa foto/articolo l'ho trovato sull'inserto D-Donna di Repubblica (mio padre mi conserva un sacco di giornali/settimanali) che poi recupero lentamente. Nei giorni scorso con una collega in gamba ci siam messi a parlare di prospettive future e lei mi fa “Dovresti andare alla scuola Holden” e io non ci ho quasi più visto e mi son dovuto trattenere per non esplodere. Già mi sta sul cazzo da tempo ma in questa foto/articolo sono condensate tutto il mio disinteresse/disprezzo/avversione/lontananza da questa stronzata di scuola che continuo a ritenere un'offesa a Holden Cauldfield (e ci metto dentro anche il giudice Holden di Meridiano di sangue). La foto è sgranata ma a destra c'é scritto “Pane e Contemporary Humanities, così cresceranno gli studenti dell'Academy, prima laurea in scrittura d'Europa, che mischia Mozart, Shakespeare e le tecnologie. Così insegna a “stare nel mondo” (e anche a trovare un lavoro)” e a sinistra in piccolo “Un po' aula magna, un po' teatro e un po' super-loft: è il General Store della scuola Holden di Torino (qui gremito per l'inaugurazione dell'anno), ristrutturato da Dante Ferretti

Ci sarà sempre più dignità in un rapinatore di banca che in questa gente.

Poi ognuno faccia le scelte che vuole.

Diventi pure l'élite europea, mondiale, spaziale.


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Non ricevo quasi mai regali nelle feste e nemmeno per il compleanno.
Questo di Gipi me l'ha regalato mia sorella.
Perché c'è una madre morente.
Sento ogni giorno l'assenza di mia madre ma durante l'inverno e le feste la ferita torna a sanguinare. Mi mancano i suoi silenzi, le nostre liti, la sua ferocia nei giudizi, la sua capacità d'ascolto, la delicatezza dei suoi piatti, i suoi occhi che mi dicono di non piangere.

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Un film che ho visto e mi é piaciuto molto: “Ritratto della giovane in fiamme” di Céline Sciamma che mi ha fatto pensare tantissimo alla mia amica Giovanna, abbraccio di una notte fiorentina, ossa contro ossa, dolore nel dolore, sorrisi e lacrime che mi portero' dentro per tutta la vita.


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Due articoli de Il Riformista:





lunedì 23 dicembre 2019

30+10; Thurston Moore; la mia scrittrice dell'anno




30 + 10 domani, vigilia
30 + 10 dopodomani, Natale
30 + 10 a Santo Stefano

Sono il numero di sacchi di popcorn, da 110 litri, che preparerò in questi giorni. 
30 salati e 10 dolci.
Un lavoro che in realtà mi piace molto seppure è molto faticoso perché la macchina non si ferma mai, fa un caldo infernale e devi correre, correre e correre.
E ci vuole un sacco di tempo per prepararli.

Sveglia 4 e 30, fissa.


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Scrittrice.
Ma per me Rachel Cusk è in assoluto questo 2019 letterario, anche nelle riletture.
Perché la seguo già da tanti anni ma quando sul finire del 2019 aspetti solo di leggere il suo ultimo romanzo capisci che c'è qualcosa che ti lega a lei in maniera assoluta.
Micidiale.

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venerdì 20 dicembre 2019

Congresso Nessuno Tocchi Caino, Jarvis, la mia stagione lavorativa invernale, libri




Nel carcere di Opera si sta svolgendo il congresso di Nessuno Tocchi Caino. Avrei dovuto parteciparci ma purtroppo al lavoro non mi hanno concesso i giorni liberi e mentre sto sistemando, tornato dal lavoro, questo post lo sto ascoltando in diretta su Radio Radicale.


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Come vanno le mie settimane lavorative durante la “vera stagione” del cinema? 
Ho un giorno libero a settimana, di solito al mercoledì e magari nemmeno quello.
Niente week-end liberi anche se poi negli ultimi anni di cambio gestione l'unico weekend di cui ho goduto è stato quanto sono andato a Roma per il congresso del Partito
Per il resto mi alzo prestissimo, 4 e 30 di mattina, e poi a piedi vado al cinema: per pulizie o preparazione popcorn oppure pulizie e popcorn. 
Quando torno a casa: doccia, medicazione delle varie vesciche, lettura giornale, breve riposo e poi tanta tantissima lettura. 
Anche il giorno libero se non ho da fare o non devo andare da mio padre mi sveglio sempre prestissimo per una lunga camminata e poi me ne resto in casa a leggere.

L'altro ieri ho partecipato alla prima e ultima cena natalizia, quella di lavoro. 
Esperienza devastante in un ristorante portoghese e prima del caffè me ne sono andato in silenzio senza salutare.
Mi manca solo un veloce pranzo natalizio e poi per fortuna ho chiuso con queste robe del cazzo. 


Ed è così che in questi giorni, con queste mani indolenzite e l'angoscia nel cuore, ho letto di filato la splendida ultima raccolta di racconti di Amy Hempel, “Nessuno è come qualcun altro”, tradotta da Silvia Pareschi e pubblicata da Sem. Difficile scegliere il racconto migliore ma mi sono fatto una bella collezione di passaggi sottolineati a matita.


Ho pure terminato i racconti di Bernard Malamud (sono tornato a leggerne alcuni anche un paio di volte) e anche in questo caso è difficile stabilire il racconto migliore del secondo volume. Di sicuro quello che mi porterò dentro è “La lettera” del 1972 che è un racconto micidiale. Lo conoscevo già ma l'ho riletto un paio di volte ricordando S. e l'abbraccio che mi diede quando andai a trovarla in un reparto psichiatrico. È la mia amica che tutte le volte che la incontro mi stringe in un abbraccio che è tanto pieno di vita e dolore che non abbiamo mai bisogno di aprire bocca.

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E andando al lavoro sono tornato ad ascoltare tantissimo Afraid To Dance dei port-royal.



mercoledì 18 dicembre 2019

No al taglio dei parlamentari - Intervista a Ilari Valbonesi, consigliera generale del Partito Radicale e membro del Comitato Per Il No Al Taglio Dei parlamentari




Sono uno di quei cittadini, e iscritto al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito, che si è mobilitato contro la riduzione dei parlamentari portando nel mio comune i moduli nel mio comune di residenza e cercando di sensibilizzare parenti, amici, conoscenti, cittadini su questo tema.

Da quanto ho letto al Senato mancherebbe una sola firma per arrivare a quota 64, che è il numero di senatori necessari per chiedere il referendum confermativo della riforma.

Proprio per questa mia volontà di continuare a informare sulla necessità di restituire la parola ai cittadini ho deciso di intervistare la compagna Ilari Valbonesi, consigliera generale del Partito Radicale e membro del Comitato Per Il No Al Taglio Dei parlamentari.


Ciao Ilari, partirei col chiederti in cosa consiste questa riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari e le ragioni che hanno portato a questa riforma, che ha avuto un sostegno di molte trasmissioni televisive e di tutta una retorica anticasta/antipolitica che va avanti da tanti anni. Tra l'altro sembra che fra non molto arriverà pure la modifica dell'art.67 per imporre il vincolo di mandato.

Partiamo dall’ “oggetto”: il numero dei parlamentari. Un numero che fu stabilito affinché il pluralismo politico trovasse una consona rappresentanza nel Parlamento italiano. La modifica costituzionale sul cosiddetto “taglio dei parlamentari”, come se fosse un vestitino d’accorciare, non costituisce una riforma, ma una vera e propria sforbiciata alla Carta costituzionale. Uno strappo direi. La riduzione di oltre un terzo dei parlamentari determina la riduzione delle forze politiche al Senato e una grave alterazione del fragile rapporto tra il peso dei delegati regionali che partecipano all’elezione del Presidente della Repubblica e il numero dei deputati e senatori, nell’elezione della figura massima di garanzia costituzionale. Ma soprattutto, la revisione costituzionale approvata senza le contestuali misure di riequilibrio del bicameralismo paritario e della legge elettorale è un grave attacco al corpo democratico, nel silenzio più totale della stampa.  
E fai bene a ricordarmi come la modifica sia stata amplificata da molte trasmissioni televisive, per una messa in scena ad arte del facile grido populista contro la casta, che purtroppo va avanti da tanti anni. L’appello al popolo, a colpi di slogan, sempre trova, infatti, la sua rispondenza nella partitocrazia ossia nel malfunzionamento dei meccanismi della rappresentanza parlamentare, laica e democratica. Un regime oligarchico insomma, che con la legge sulla riduzione del numero dei parlamentari può solo che perfezionarsi, malgrado sia già in ottima forma. E che di fatto è già un vincolo di mandato.

Quali sono le ragioni che hanno spinto il Partito Radicale ad organizzare la raccolta di 500 mila firme per indire un referendum e dire No a questa riforma che, a quanto si dice, è sostenuta dalla maggioranza dei cittadini? Al momento, forse mi sbaglio, come da consuetudine non mi è sembrato che questa campagna abbia ricevuto la giusta attenzione dal servizio pubblico e in generale dai mass media. La solita censura che non ha mai fine.

La Camera dei deputati, nella seduta dell’8 ottobre 2019, ha approvato in via definitiva, in seconda deliberazione, la proposta di legge costituzionale A.C. 1585-B "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, già approvata, in seconda deliberazione, dal Senato della Repubblica in data 11 luglio 2019. Votazione: presenti 569 votanti 567, favorevoli 553, contrari 14, astenuti 2. Come recita l’art. 138, 2° comma Cost., nel mancato raggiungimento della maggioranza dei due terzi nelle seconde deliberazioni camerali, “le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali”. Per tale ragione immediatamente il Partito Radicale ha auspicato e sostenuto la raccolta firme in entrambi i rami del Parlamento, e depositato il quesito referendario in Cassazione. Il referendum costituzionale è uno strumento normativo della sovranità popolare, esercitata nelle forme e nei limiti della Costituzione e in favore delle minoranze, tant’è che è abrogativo e privo di quorum partecipativo. Nondimeno, spesso abbiamo assistito ad un eccessiva presenza del governo nei processi di revisione in favore dell’indirizzo politico della maggioranza piuttosto che in merito alla riforma costituzionale. A maggior ragione l’iniziativa referendaria è motivata dalla convinzione che ogni modifica alla carta fondamentale del nostro ordinamento istituzionale debba essere preceduta da un ampio e libero e pluralistico dibattito nel paese, che consenta ai cittadini di comprendere e valutare ogni aspetto della variazione proposta, e quindi di esprimersi con il voto. 

Dove si può firmare? E sono previsti banchetti/iniziative sul territorio nazionale?

Teoricamente in tutti i Comuni d’Italia. Sarebbe utile che ognuno di noi andasse a sottoscrivere la richiesta nel proprio Comune di residenza, e segnalare eventuali disguidi al +393791555742 
A Bari sono previsti due tavoli nelle giornate 18 e il 20 dicembre dalle ore 17.00 sino alle ore 21.00, in Via Calefati, 61 – angolo Via Sparano (adiacenze Chiesa di San Ferdinando). Per altre notizie e segnalazioni rimando al gruppo Facebook REFERENDUM RIDUZIONE PARLAMENTARI 

Raccogliere 500mila firme sembra alquanto difficile ma sembra che una speranza possa arrivare dai 65 senatori della Repubblica. Come siamo messi su quel fronte?

La raccolta firme promossa “trasversalmente” dalla Fondazione Einaudi e dal Partito Radicale, a cui hanno aderito esponenti di Forza Italia (Cangini, Pagano, Dal Mas e Caliendo) del PD (Nannicini e Pittella), del gruppo misto (De Falco e Nugnes) di Forza Italia (Lonardo Mastella e Rizzotti), e altri illustri Senatori, coloro diciamo che fin dall’inizio ci hanno messo il volto e il nome, e partecipato a ben due importanti appuntamenti pubblici del Partito Radicale - la conferenza stampa del 4 dicembre a Largo Argentina, e La notte della democrazia dell’8 dicembre nella sede del Partito - insomma: la raccolta sembrerebbe vicina al raggiungimento delle 65 firme necessarie per il quorum. E c’è tempo fino al 12 gennaio. 
Io sarei felice se fossero anche i cittadini a sottoscrivere la richiesta di referendum costituzionale. Apro una parentesi. L’altro giorno ho seguito l'assemblea dei 150 coordinatori delle “Sardine” a Roma. Sono entrata e nessuno mi ha chiesto niente. Quindi sono rimasta ad ascoltare pazientemente, senza abusare dei lavori o della presenza della stampa dalle prime ore della mattina che invece era alla ricerca di qualche intervista da dare in pasto ai telegiornali. Dal comunicato finale si conferma, circa, quel che ho ascoltato: la volontà di rimanere sui territori, con iniziative in tutte le regioni d’Italia, a partire dalle piazze per liberare “la creatività, valorizzando l’arte, favorendo l’interazione fisica fra i corpi” e raggiungere il più possibile territori più fragili perché disinformati. E qui risorge la stessa obiettiva domanda che avrei voluto porre all’assemblea divisa in gruppi a seconda delle regioni di provenienza: me se volete raccogliere i bisogni dei territori, pretendere che i rappresentanti facciano politica nelle sedi istituzionali, trasparenza nell’uso dei social network, tutela del diritto all’informazione, perché allora non fate vostra la battaglia per il referendum costituzionale? In questo senso comprendo ma non condivido il temporeggiare delle “sardine” nella costruzione di un percorso condiviso, perché già esiste il referendum, uno strumento nonviolento, politico ma non partitico, che attiva una vera e propria staffetta di “arte democratica” che richiederebbe lo sforzo, non di prendere un treno o di scendere in piazza ma di andare a firmare nel proprio Comune di residenza. Aggiungo, con preoccupazione, che la rete, anche se fatta di corpi, non è a rischio di tentazioni autoritarie, totalitarie, così come è già accaduto con il movimento 5S, dove credo molte persone si siano inizialmente avvicinate per sconforto e delusione della classe politica partitocratica. Una rete tanto più a rischio di totalitarismo (tecnocratico) laddove le differenze vengono poi rimosse in comunicati stampa in cui si spengono le tante giuste domande al fine di restituire una sola grande immagine “positiva”. Non c’è libertà senza rischio. Dar vita al referendum è davvero un gesto politico a portata di tutti: servono 500.000 firme di liberi cittadini da raccogliere entro il 31 dicembre per il ripristino di uno stato democratico, nella tutela della Costituzione. 

Il Partito Radicale però non si limita a dire No a questo taglio ma ha anche delle proposte su alcune riforme necessarie per l'assetto istituzionale. Ti va di illustrarcele?

Il Partito Radicale opera per la transizione verso lo Stato di Diritto. A partire da questa mirabile sintesi che ci ha lasciato Marco Pannella, il Partito Radicale Nonviolento Transpartito Transnazionale, ribadisce che il sistema dei diritti umani fondamentali, attualmente sotto attacco sia a livello nazionale che a livello internazionale, anche da parte di paesi con riconosciuta tradizione democratica, costituisce una piattaforma non negoziabile in quanto tesa a garantire ad ogni persona, di qualsiasi nazionalità, sesso, religione, il minimo di diritti volti a riconoscere la stessa dignità umana. E considera di estrema necessità e urgenza, non solo per l’Italia, la scelta federalista e per gli Stati Uniti d’Europa, e progetti di riforma strutturali, per ripristinare principi e regole dello Stato di Diritto in settori cruciali per la vita democratica, come quelli dell’informazione e dei sistemi elettorali, della amministrazione della giustizia e del carcere, e della lotta antiproibizionista alla criminalità.

In chiusura: come sta il Partito Radicale, perché è ancora necessario e perché secondo te un cittadino dovrebbe iscriversi?

Non ho mai preso una tessera di un Partito in tutta la mia vita. Ma sono iscritta al Partito Radicale. Perché è l’unico spazio politico esistente in Italia, dove per spazio politico s’intende un agire fra persone differenti che si incontrano in uno spazio pubblico. Basta leggere il suo statuto che proclama il diritto e la legge, nelle supreme forme di lotta nonviolenta per la difesa, con la vita, della vita, del diritto, della legge. Uno Statuto che si appella a tutte le persone che sperano nella vita e nella pace, nella giustizia e nella libertà attraverso il metodo della nonviolenza che trova nell’ascolto il principio di ogni dialogo. Un partito dove chiunque sia iscritto può prendere parola in Congresso, presentare mozioni, candidarsi e votare. Iscriversi al Partito Radicale significa anche scongiurare la chiusura di Radio Radicale, unico e vero servizio pubblico di informazione in Italia, e continuare una storia di conoscenza per un archivio vivente a disposizione delle generazioni future. Non conosco altri luoghi dove sia possibile continuare a sperare e praticare (un’alternativa) politica, per questo continuo a credere che il Partito Radicale sia ancor più necessario oggi e vada conosciuto e partecipato e mantenuto in vita, vita politica certo, ma fatta di corpi e di luoghi che necessitano di iscrizioni e autofinanziamento.





lunedì 16 dicembre 2019

Days of Candy; medicine; Libreria Voltapagina la mia Amy; Nuova poesia americana; somministrazione controllata di eroina


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Entro in una farmacia e chiedo: Per piacere vorrei avere una confezione di Dafalgan, Aspirina in compressa, Assan Gel e Procto-Glyvenol.
La farmacista: C'è una promozione per il Procto. Le interessa?
Ovvio, le rispondo. Dimenticavo, avrei anche bisogno di bende, garze e cerotti.
Sai che sono proprio buoni i tuoi popcorn Andy?
Grazie. 
C'è una promozione anche...
Ciao.
Ciao.

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Attivare anche in Italia il protocollo svizzero, ovvero la terapia con somministrazione controllata di eroina, a sostegno dei tossicodipendenti eroinomani non rispondenti alle terapie standard: questa è la proposta del Partito Radicale, ampiamente suffragata da dati e studi scientifici, per combattere il recente nuovo grave uso di eroina (24% di decessi dal 2016 al 2019).
Un ampio documento basato su evidenze scientifiche verrà illustrato mercoledì 18 dicembre alle 17 in Via di Torre Argentina 76, sede del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito; una brevissima sintesi è in calce.
Introduzione a cura del Segretario del Partito, Maurizio Turco.
Illustrazione a cura di Carla Rossi, già ordinario di Statistica Medica.
Interverranno studiosi ed operatori sociosanitari, fra cui: Massimo Barra, medico, della fondazione Villa Maraini e già presidente della Croce Rossa Italiana; Claudio Cippitelli, sociologo, della cooperativa sociale Parsec.

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Sintesi del documento Attivare anche in Italia la terapia di somministrazione controllata di eroina per la cura dei tossicodipendenti (da eroina) non rispondenti alle terapie standard.
Da alcuni anni l’uso di eroina e oppiacei è in grande crescita in quasi tutti i paesi occidentali, con la conseguenza di grande aumento di decessi e di altre gravi conseguenze sanitarie, finanziarie e criminali anche sui non consumatori. La Svizzera è l’unico paese che non presenta questo fenomeno ed è anche l’unico ad aver introdotto già dagli anni Novanta una misura efficace: il “trattamento assistito da eroina” (denominato internazionalmente “HAT”, Heroin Assisted Treatment).
Anche l’Italia, ancora su livelli più bassi di quelli spaventosi degli Stati Uniti, ha comunque già visto una crescita di mortalità di tossicodipendenti dopo la legge Fini-Giovanardi (2006); ma, soprattutto, una nuova ripresa dal 2010, che appare di particolare gravità dato che coinvolge largamente i giovani.
Il trattamento assistito da eroina (HAT) praticato in Svizzera consiste nella somministrazione controllata di eroina, sotto rigoroso controllo medico, con un protocollo che comprende anche assistenza psicologica e sociale, ai tossicodipendenti refrattari ai trattamenti standard. Esso è stato attentamente valutato e riconosciuto efficace dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e di recente introdotto in vari paesi in ambiti più o meno ampi.
Il documento che si presenta convalida le considerazioni precedenti con abbondanza di dati di fonte nazionale e internazionale, di sviluppi scientifici rigorosi, di informazioni sull’esperienza svizzera. Con riferimento al nostro paese, si valutano in modo quantitativo sia i decessi, sia altri indicatori di consumo e di inefficacia delle politiche e dell’attività di repressione.
La richiesta è l’attivazione anche in Italia della terapia con somministrazione controllata di eroina (HAT) per quei soggetti che non rispondono alle terapie standard già disponibili; ciò per effettuare la terapia più efficace per malati specifici e alleviarne le pene e ridurne i reati, soprattutto di spaccio, che favoriscono l’aumento dell’incidenza di uso tra i giovani, evitando anche ulteriori guadagni per le Organizzazioni criminali e carichi e costi sulle strutture giudiziarie e sulla popolazione generale.


Andrea Consonni, Beach House | Soirée de Poche #14, 16 dicembre 2019