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martedì 19 novembre 2019

La pazienza; Duca Lamberti; László Krasznahorkai; George Saunders; un altro dei miei dischi dell'anno

Perdo la pazienza spesso.
M'incazzo facilmente e per questo motivo ho combinato anche alcune grandissime cazzate.
Ma quando deve insegnare qualcosa a qualcuno tendenzialmente non mi incazzo mai.
E capisco perché mi dicevano che avrei dovuto insegnare.
Mi viene naturale.
Non me ne accorgo nemmeno, non mi forzo, mi viene e basta.
Mi successe in Cooperativa quando dovevo insegnare ai disabili e seguire alcune persone difficili da reinserire nella società.
Lo sto vedendo in questi giorni con la mia nuova collega che praticamente non è fatta per il lavoro per cui è stata assunta ma piano piano sto cercando di insegnarle tutto quello che le serve. 
Ascolto le sue domande, le rifaccio vedere, la correggo senza alzare la voce, le mostro gli errori che ha commesso, le dico di rifare tutto da capo, di sbrigarsi, le svelo alcuni trucchi per non crollare sotto il peso delle tante mansioni giornaliere, la aiuto quando capisco che proprio non ce la fa.
Questo ancora per qualche tempo e poi dovrà in un modo o nell'altro cavarsela da sola.
Tanta pazienza.
Anche perché siamo due persone proprio agli antipodi e lei è un concentrato di tantissime cose che disprezzo degli esseri umani e della società.
Non so se che tipo di professore sarei stato (lei dice che sono molto severo e preciso) ma sicuramente avrei avuto tanta pazienza coi miei studenti.

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Ogni volta che riprendo in mano uno dei romanzi della quadrilogia di Giorgio Scerbanenco non posso che avere la conferma che Duca Lamberti è uno dei personaggi migliori della letteratura italiana del Ventesimo secolo. E Livia Ussaro una dei personaggi femminili piu' affascinanti e "belli" in assoluto.
Con una Milano che pulsa, vibra, marcisce in maniera splendida.
Certe volte mi chiedo cosa ne penserebbe James Ellroy di questa quadrilogia.
E continuo anche a chiedermi come non ci sia uno straccio di regista italiano contemporaneo che voglia girare un film sul Duca e poi forse mi rispondo che forse è meglio visto il livello medio del cinema/tv italiano.

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-qui-





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Gli Have a Nice Life sono uno di quei gruppi che mi scavano dentro, che mi provocano una reazione catartica quando li ascolto. Deathconsciousness del 2008 è uno di quei dischi che mi rovinarono le orecchie per quanto lo ascoltai. Quest'anno è uscito "Sea of Worry" che seppur non è un capolavoro è uno di quei bellissimi che ascolto e riascolto e che mi portero' dentro al cuore.



2 commenti:

  1. Traditori di tutti me lo sono segnato: ufficialmente per mio padre, ma so che poi me lo godrò pure io. Il cinema italiano? Mi sa che lo hanno assassinato con le sovvenzioni, i contributi regionali ecc: quando si mettono in circolazione soldi, difficilino che vadano a chi merita... (e quel genio di franceschini vuol fare lo stesso con la cosiddetta filiera editoriale, che è già meritofobica di suo: mi scappa da ridere).

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    1. Scappa da ridere pure a me se penso a Franceschini e al cinema italiano e le sue sovvenzioni... non devi parlarne nemmeno a mia sorella che lavora in un museo e non lo sopporta. Traditori di tutti piaceva molto a mio nonno e piace molto a mio padre.

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