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venerdì 27 settembre 2019

Pubblicità/santini elettorali svizzeri/politica in tv; David Sedaris; Hikes; sul fine vita






Il prossimo 20 ottobre in Svizzera si svolgeranno le elezioni federali e le strade sono costellate di manifesti elettorali e la cassetta della posta si riempiono coi vari santini, programmi, pubblicità. Pure oggi, al cinema, ho raccolto i resti di una serata organizzata dai candidati del partito di maggioranza in Ticino, la Lega dei Ticinesi, e di quello di maggioranza in Svizzera, l'UDC. Mi piace leggerli, studiarli, osservare le facce di tutti i partiti. Non ho preclusioni, non cestino niente. E si capisce immediatamente chi ha piu' soldi da spendere, chi ha qualcuno alle spalle che lo aiuta, chi va allo sbaraglio, chi è un vecchio volpone, chi gioca sugli slogan, chi sulle ideologie, chi sull'immediatezza. Se avessi la possibilità di votare credo che opterei per la lista dei Verdi anche se alcune posizioni non mi convincono ma Greta Gysin e i candidati mescolano una bella dose di utopia e sano pragmatismo, sempre al rialzo. 
Ma c'è un aspetto che mi colpisce sempre è che non ci sono mai NUMERI, DATI. DOVE SI PRENDONO I SOLDI. 

E l'altro aspetto che mi colpisce ogni volta è la pacatezza, puntigliosità, severità con cui la RSI (televisione di stato) ma anche Teleticino (privata) segue i dibattiti politici: niente a che vedere con la sarabanda urlata e gozzovigliante delle trasmissioni italiane ma delle sane tribune elettorali, confronti/scontri fra i candidati, con domande e tempi a disposizione. Durata un'ora, un'ora e mezza, due. Intense ma che danno la possibilità ai cittadini di farsi un'idea.

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Sono storicamente favorevole al suicidio assistito e all'eutanasia, anche come iscritto al Partito Radicale che da anni combatte su questo tema, e sorrido, anche se a metà, per la decisione della Corte Costituzionale a proposito del caso Cappato/Dj Fabo. E' una battaglia impegnativa, difficile e che necessita di tanta sensibilità e dialogo aperto. Per esempio oggi ho letto questo spunto dell'onorevole Anna Maria Bernini di Forza Italia e già mentre lo sto rilanciando subito ho pensato a tutti gli insulti che prendero' solo per il fatto di averla citata ma l'ho fatto perché per cambiare lo stato di cose su queste questioni è necessario aprirsi, dialogare, aiutarsi. Proprio in nome della democrazia. 

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2 commenti:

  1. Invece da me ti becchi i complimenti per averla condivisa, perché mai mi sarei aspettato una sua posizione così aperta e "dubbiosa" nel senso nobile del termine. Si vede che a differenza di tanti è una che ragiona con la sua testa e non con quella della Cei.

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    1. In Forza Italia ci sono tanti esponenti in gamba e veri liberali che rispetto e apprezzo, il problema è la dipendenza da Berlusconi e l'incapacità, almeno per ora, di costruire qualcosa di nuovo slegato da Salvini e da tutto un certo tipo di destra rozza e sovranista. Poi credo che sia necessario dialogare con tutti e discutere di questi temi anche con pazienza perché ognuno ha i propri tempi per cambiare, aprirsi, rinnovarsi, mettersi in dubbio, ascoltarsi. Se voglio discutere con un cattolico (generalizzo perché anche tantissimi laici sono molto scettici e chiusi su molti di questi temi etici) contrario a questi temi e do' per scontato, a prescindere, che sia un coglione proprio perché la pensa in maniera diversa da me allora non ci sarà nessun reale cambiamento/confronto/scontro.

      Vabbè. grazie a te.

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