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mercoledì 14 agosto 2019

Partendo da Coetzee arrivando altrove fino a colloqui di lavoro e ai possibili governi alternativi


- Cosa intendi per buona morte, mamma?
- Una buona morte è quella che avviene lontano, quella in cui delle tue spoglie mortali si occupano degli sconosciuti, gente che per mestiere ha a che fare con la morte. Una buona morte è quella che si apprende da un telegramma: Ci dispiace dovervi informare, eccetera. Che peccato che i telegrammi siano passati di moda" (Quando una donna invecchia, pagg. 30-31)

Anche se è un Coetzee minore, laterale, in forma racconto, è sempre un incanto leggerlo. 
Ci sono passaggi che ti si stampano dentro al cuore e ti lacerano dentro.
Mentre leggevo e rileggevo, prima di restituirlo in biblioteca, pensavo a mia madre morta, alla madre malata di un mio carissimo amico e poi pensavo a mio padre che ho incontrato ieri. 
Mio padre ha 71 anni ed è una persona ingestibile, narcisista, egocentrico, pedante, con in testa da sempre la fica, ha metà guancia/palato/setto nasale ricostruiti dopo un tumore. 
Mi ha distrutto l'adolescenza e la giovinezza con le sue critiche, aspettative, rasoiate, cattiverie, viltà, incapacità di ascoltarmi ma ieri mentre lo aiutavo a piegare i suoi vestiti appena lavati, a rifare il letto, lo portavo a fare spesa, lo ascoltavo in silenzio discutere della crisi di governo vedevo davanti a me mio padre invecchiato, stanco, col cuore spezzato in due dalla morte di mia madre e ho avuto paura perché dovesse accadergli nuovamente qualcosa sarei io a dovermene occupare, a decidere per lui e non saprei da che parte iniziare perché sostanzialmente siamo degli estranei e so che lui sa che gran parte di ciò che faccio per lui è figlio del senso di colpa e di una promessa fatta a mia madre.

"Cara Norma.
«La verità vera»: era quella che chiedeva, o forse implorava. 
Sa molto bene qual è la verità vera, come lo so io, e dunque non sarebbe stata dura pronunciare le parole. Ed ero abbastanza infuriato da farlo; infuriato per essere venuto fin qui a compiere un dovere per il quale né tu né Helen né io saremo mai ringraziati, non in questo mondo.
Ma non ho potuto. Non  potevo dirle in faccia le parole che ora non ho difficoltà a scriverti: La verità vera è che stai morendo La verità vera è che hai un piede nella fossa. La verità vera è che non hai più scelta, e domani ne avrai ancora meno, e così via un giorno dopo l'altro, fino a che non ci sarà più niente da fare. La verità vera è che non sei in condizione di discutere. La verità vera è che non puoi dire No. Non puoi dire No al ticchettio dell'orologio. Non puoi dire No alla morte. Quando la morte dirà Vieni, devi chinare il capo e andare. E allora accetta. Impara a dire Sì. Quando dico, Lascia la casa che ti sei fatta in Spagna, lascia le cose che ti sono familiari, vieni a vivere in... sì, un istituto dove un'infermiera della Guadalupa ti sveglierà al mattino con una spremuta d'arancia e un saluto allegro (Quel beau jour, Madame Costello!), non ti rabbuiare, non ti impuntare. Di' Sì. Di', Va bene. Di', Sono nelle vostre mani. Fai un buon viso a cattivo gioco.
Cara Norma, verrà un giorno in cui dovranno dire la verità, la verità vera, anche a te e a me... facciamo un patto? Promettiamoci di non dirci bugie, promettiamoci che, per quanto ci possa costare, ci diremo quelle parole, Non andrà meglio, andrà peggio, e continuerà così fino a che non potrà più peggiorare, fino a che sarà il peggio del peggio...
Con affetto, tuo marito. John" (Bugie, pag. 69-70)

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Amo il West/Western e mi piacciono le contaminazioni di qualità

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Sto cercando un altro lavoro decente oppure un altro lavoro, decente, che si affianchi a quello del cinema. Almeno per qualche mese e poi si vedrà. 
Spedisco curriculum cartacei, altri via mail, ad altri mi iscrivo e aspetto.
In questi giorni sono stato a un colloquio e davanti a me c'era un trentenne barbuto alla moda, coi muscoli gonfissimi, le braccia piene di tatuaggi tribali.
Insomma il classico tipo che non è molto nelle mie corde.
Lui parla e spiega, mi rivolge domande, annuisce sul mio curriculum, mi offre (secondo lui) un vantaggioso contratto a ore ma quando io gli chiedo "Sa garantirmi almeno un numero di ore settimanali/mensili?" , lui si risente e mi dice "Lei cominci e poi..." e io "Sì ma vede io ho già un lavoro e prima di lasciarlo oppure di tenerli tutti e due devo avere comunque delle garanzie" e lui "Lei è un tipo che non ha voglia di mettersi in gioco e di rischiare?" e a quel punto mi sono alzato, gli ho stretto la mano e gli ho augurato buona fortuna.

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Provo orrore per questo governo.
E provo uguale orrore per un possibile governo alternativo nato, legittimamente, in Parlamento.
Ma provo anche orrore per chi non ci ha ancora capito un cazzo dei rischi insiti nei CinqueStelle.
E tanta tanta tristezza all'idea che le sorti del paese siano potenzialmente in mano a una compagine come quella di Leu.
Oggi forse sono nervoso, troppo.
Meglio rilassarsi.

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10 commenti:

  1. Partendo da Coetzee, la lista è infinita delle letture mancate e ora le mie letture/scritture sono più prossime allo zero.
    Così queste "incursioni" mi annientano e mi deliziano, brevi passaggi, ma così efficaci. Per tutto il resto, come sempre... Pieni di orrore.

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    1. Ciao Santa, che bello sentirti.
      In questo periodo guarda sono alle strettissime con soldi e lavoro.
      Spero possa cambiare qualcosa.

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  2. No, dai, e perché il baywatch non dovrebbe essere nelle tue corde? Suvvia, non ti lascerai mica ingannare dalle apparenze?
    ...
    Non badare al trentenne trendy e tieni duro. In bocca al lupo.

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    1. ogni tanto le apparenze ingannano ma in questo caso proprio no... ma ormai questo posto me lo sono giocato (quasi quasi è anche meglio) e spero in qualcos'altro.

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  3. Sul governo ci sarebbe da dire tantissimo. Ci stanno facendo rimpiangere le corna nelle foto del Berlusca e il bunga bunga. Non oso (non riesco forse) ad immaginare cosa succederà adesso, ma temo si possa solo peggiorare.
    Per il lavoro hai tutta la mia comprensione. mi ci devo rimettere anche io a cercare, e so la frustrazione che si prova in certe situazioni. Speriamo bene.

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    1. Adesso forse sembra che tornano sui propri passi, io ho quasi smesso di seguire queste diatribe perché sembra di star dietro a un programma di Bonolis.

      Per il lavoro: so bene che capisci la mia situazione. Continuo a cercare anche se mi accorgo che i miei quarant'anni cominciano a essere uno scoglio in alcuni colloqui.

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  4. Qualche mese fa ho fatto un colloquio. Mi sono ritrovata di fronte a una specie di giovinastro in giacca e cravatta e muscoli pompati.
    Poteva essere mio figlio e come tale l'ho trattato. Mi ha fatto tenerezza e anche un po' pena.
    Non credo che siano persone adatte a fare colloqui di lavoro.
    Per niente.

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    1. Ho fatto molti colloqui nella mia vita. Io provo una certa distanza, a pelle, con un certo genere di maschi e trovarmeli di fronte in un colloquio ingenera spesso conflitti.

      Devo pero' dire che ho trovato di tutto nella mia vita, dalla insegnante mancata di lettere al manager rampante senza futuro e in generale ho sempre ricevuto il medesimo trattamento di merda.

      Non credo comunque che sia un lavoro semplice e bello fare l'esaminatore, anzi, credo che sia proprio un lavoro di merda. Io non lo farei mai.

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  5. Ma lo cerchi in italia o in svizzera?

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    1. Per adesso lo sto cercando in Svizzera anche perché fra non molto mi scade il permesso, piu' avanti si vedrà.

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