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mercoledì 26 giugno 2019

Veleno, Rovina, Israel, un Céline che consiglio, Mark Fisher, Julian Holter, Il bastardo






Che fatica che faccio a sopportare le starnazzanti casalinghe, madri, figlie, pensionate, sorelle, cognate, prozie, zie, nonne, bisnonne che chiacchierano e chiacchierano sulle scale o da balcone a balcone, da palazzo a palazzo.
Le sento in sottofondo anche se ho le cuffie e sto ascoltando musica.
La loro presunta saggezza femminile, materna, antica, popolare, proletaria, sociale profuma di marcio, consunzione, degrado.
Vili, vigliacche, pettegole, grette, stronze, ignoranti, servili, cattive, razziste, teste di cazzo.
Donne che si lamentano sempre di questo o di quello e poi scopro che hanno la casa di proprietà nei paesi di provenienza, hanno la macchina bella, si vantano di questo o di quello ma piangono ogni giorno miseria, sofferenze.
Io e la mia compagna non possiamo fare altro che litigare con queste stronze di merda e cercare di averci a che fare il meno possibile.
Preferisco farmi rampe e rampe di scale piuttosto che salire in ascensore con loro.
Preferisco andare a lavare a pagamento piuttosto che dividere dello spazio nel locale sotterraneo insieme a loro.
In passato sono sempre stato educato con loro.
Le ho aiutate, ascoltate e concesso loro favori.
Ho scambiato turni lavatrice, regalato biglietti del cinema, raccontato quanto stava accadendo a mia madre.
Ma ormai basta.
Le lascio perdere.
Quando non lavoro e ritornano sulle scale o mi metto le cuffie o esco.
Ma che orrore che mi trasmettono.

Che fortuna aver avuto compagne, madri, sorelle, zie, nonne, amiche, cugine completamente diverse.

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Sul mio tavolo, acquistati perché non sono mai sazio di letture. 


L'altro è "Rovina" di Simona Vinci (Einaudi) perché tratta di un argomento che mi sta molto a cuore e Simona scrive benissimo.

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Poi eccolo finalmente sul mio tavolo "Spettri della mia vita. Scritti su depressione, hauntologia e futuri perduti" di Mark Fisher (Minimum Fax, traduzione di Vincenzo Perna) perché Mark Fisher era/è un intellettuale straordinario. E perché vivo da anni con la depressione sulla spalla e non smetto di riflettere su cosa sia il futuro.

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L'ho già consigliato ma visto che fra non molto parte la campagna presidenziale statunitense 2020, lo consiglio come lettura estiva a tutti coloro che vorrebbero quantomeno scoprire la genesi di alcune delle tante contraddizioni del sistema politico e sociale statunitense. Leggendolo ho davvero sentito la voglia di rinascere in quegli anni e vivere quel fermento culturale incredibile che cambio' il mondo.

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Da céliniano leggo ogni cosa di e su l'autore francese.

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"Aviary" di Julia Holter è per me uno dei migliori dischi del 2018 ma in generale uno di quegli ascolti totalizzanti che adoro e mi mangio le dita per non esserci stato a Ferrara.

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Bellissimo il Buongiorno di oggi di Mattia Feltri dedicato a Jovan Divjak.

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