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domenica 26 maggio 2019

Acqua di mare, Josephine Wiggs, David Means, elezioni, Love Detective



"Acqua di mare" di Charles Simmons (Sur, traduzione e postfazione di Tommaso Pincio) è un romanzo che ho letto ieri sul finire della sera e mi ha commosso. Ieri mia madre avrebbe compiuto gli anni e sul finire di maggio cominciava a voler uscire per abbronzarsi. Il mare la rendeva bellissima. E l'acqua dell'oceano in questo splendido romanzo ha un ruolo da protagonista al pari della voce narrante dell'adolescente che durante l'estate del '63 vive il suo primo vero grande amore e la morte per annegamento del padre. Oggi ho rivisto mio padre e mentre lo ascoltavo parlare mi rendevo conto, esattamente come viene espresso nella conclusione di "Acqua di mare", di come io somigli tremendamente a mia madre. 
E poi, proprio mentre ascoltavo parlare mio padre, ho cominciato a una ragazza splendida della quale mi innamorai perdutamente a 15 anni. La vedevo ogni giorno sul treno. Era irraggiungibile. Ma lei giocava spesso con me. La volta che mi dichiarai lei mi prese per il culo davanti a tutti i suoi amici. Nelle settimane successive fu durissimo salire sul treno e vederla salire, passare davanti a me e sorridermi come se non fosse successo nulla.

Quell'estate andai al mare e cercai perdutamente il suo volto fra tutte le ragazze che prendevano il sole o volevamo dividersi una birra con me.
Fu inutile. 
L'estate svanì senza che fossi mai riuscito a togliere il costume a una delle ragazze che volevo scopare anche se poi mi fu concesso il piacere di assistere alla masturbazione di una splendida ragazzina che poi volle assolutamente che mi masturbassi davanti a lei.
Quando tornai a scuola, Marta era scomparsa.
Quando la rividi era diventata un'altra persona.
Mi raccontarono cosa le era successo ma non ho mai voluto crederci.

"Nel corso degli anni ho finito per rendermi conto che somiglio a mia madre più di quanto abbia mai somigliato a mio padre. Io, mamma e Melissa eravamo sul lato dell'amore in cui si può restare feriti. Papà, la signora Mertz e Hillyer erano su quello opposto. Probabilmente Zina si vedeva anche lei su quel lato, ma non era così. 
Oggi sono più vecchio di quanto lo era papà il giorno in cui annegò. E non so perché mi senta ancora un bambino." (pag. 135)

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Sono un super fan delle Breeders e Josephine Wiggs è una Breeders.


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David Means è uno straordinario scrittore di racconti.


Da Minimum Fax è stato riproposto recentemente "Episodi incendiari assortiti" che io conservo in questa vecchia edizione uscita nel 2003 e ho appena saputo che è appena uscito anche questa sua nuova raccolta di racconti che sicuramente andro' a leggere "Istruzioni per un funerale" (Minimum Fax, traduzione di Assunta Martinese):


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Sono tornato a votare dopo una valanga di anni.
Per dirvi, non votai nemmeno per mio padre quando si presento' a un'elezione comunale.
Sfumata l'ipotesi di vedere una lista promossa dal Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito (a cui sono iscritto) mi sono dovuto adeguare a cercare qualcosa che fosse nelle mie corde e allora spulciato fra persone e programmi e alla fine ho votato piu' che per il partito di appartenenza, per le persone e son finito a votare a esprimere la mia preferenza per:









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E oggi in macchina andavo tantissimo con quest'album che dura pochissimo e potevo ascoltare e riascoltare:




12 commenti:

  1. Pur io ho votato, più che per il partito, per la persona. Di una molto sicuro, dell'altra un po' meno. Si starà a vedere. ndr

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    1. E poi alla fine come è andata dalle tue parti?

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    2. Nella provincia Lega, PD, 5S... più in dettaglio non so. O meglio, Salvini, PD, 5S, visto che il ministro dell'interno ha preso più preferenze (triplicato, a occhio, forse più) di tutti gli altri del suo partito messi insieme. Speravo tornasse a fare l'eurodeputato ma sembra voglia rimanere ministro.

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    3. dai vi state anche voi nordizzando definitivamente. Non sei contento?... sorrido va...

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    4. Ci stiamo nordizzando da tempo in realtà, da ben prima di quest'ultimo voto. Diciamo che ora è solo più evidente.

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    5. Lo so lo so. Dai, fra un po' cambierete anche dialetto

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    6. Quello lo vedo già più difficile, ahah!

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  2. Ho visto delle europee i risultati del mio comune, lo ritenevo una roccaforte... E invece... Tutto al rovescio. Boh, c'è davvero da fare i conti con grossi cambiamenti.

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    1. nel mio paesino la Lega ha il 52 per cento, per dirvi. ma non è tanto quello, è lo schifo che respiro. la pesantezza. la cupezza. la volgarità esibita.
      ma questo schifo lo respiro ovunque e devo dirti, che essendo molto pessimista, nemmeno quando ero un ragazzino respiravo un'aria migliore.

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  3. Ah guarda, ti dico come è andata da me alla fine. Lega vincente alle europee e per coerenza PD vincente alle amministrative. "Sì ma voto per la persona perché la conosco". E poi sai che è solo un fantoccio manovrato da chi ha iniziato a rovinare il nostro paesello quando ero ragazzetta. Non è il colore politico, è la mentalità che è marcia. Quindi sì, respiravamo schifo anche tanti anni fa.

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    1. io dopo tantissimo tempo sono tornato alle urne anche perché sono un europeista convinto ma sono andato in difficoltà perché la lista per cui volevo votare (e di cui ho seguito tutto il percorso) non si è poi presentata. Mi sarebbe piaciuto allora i Verdi ma la loro lista e in generale tutto quell'assembramento non mi ha mai convinto e allora alla fine ho deciso di votare per Irene Tinagli che stimo tantissimo come persona e poi altre due persone.

      Sul mio paesello e in generale, respiro uno schifo da sempre.

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