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sabato 12 gennaio 2019

Chi voterò alle prossime europee e poi di spiagge luganesi, aria stantia, qualche libro,


Le elezioni europee si avvicinano e dopo una vita intera tornerò a votare e il mio voto andrà a Stati Uniti d'Europa. Tutto ancora ben da definire ma se vi interessa potete leggere questa intervista a Maurizio Turco, presidente della Lista Pannella e legale rappresentante (oltre che uno dei quattro coordinatori della presidenza) del Partito radicale nonviolento transnazionale transpartito: "Maurizio Turco: "Stati Uniti d'Europa e rosa nel pugno, i nostri vaccini per l'alternativa""


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-l'ipotesi di spiaggia luganese-

A Lugano e dintorni è molto difficile trovare accessi liberi al lago per potersi tuffare e sdraiarsi senza pagare. Certo, i lidi della mia zona, sono splendidi ma io preferisco non pagare per potermi tuffare. Alcuni giorni fa un linguista ha espresso il sogno di una croisette luganese, insomma di trasformare il lungolago e costruire delle vere e proprie spiagge. Su questo sogno/progetto, sui suoi costi/fattibilità e sul senso generale non voglio più di tanto addentrarmi (a me per esempio questo voler rimodellare alla Rimini non mi convince molto, preferirei qualcosa di piu' selvaggio, sassi o erba magari) ma sapevo che ci sarebbe stato qualcuno che avrebbe protestato e sapevo che sarebbero stati quelli che vedono con orrore l'arrivo di bagnanti in centro, magari orde di ragazzini delle periferie, buzzurri immigrati con la brace e lo stereo. 

Ok, anche io detesto quel genere di casino e infatti evito un certo posticino del lago che d'estate si riempie di griglie, cani, stereo e non ci si può muovere ma ho sorriso quando ho letto dell'orrore di qualcuno per la possibile presenza in centro/Piazza Riforma (la piazza del comune a due passi dal lago) di bagnanti con ombrellone, infradito, costumi e ho ripensato a come invece questa gente non abbia mai provato orrore per gli evasori che portavano i soldi nelle banche svizzere, che spendevano nei negozi di lusso e giocavano al Casinò, per tutti quei magnati di provenienza dubbia che spostano la residenza fiscale in Svizzera per godere di tutti i possibili vantaggi e se ne fregano di tutto.
Quanta ipocrisia...

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Sempre in questi giorni accendendo la tv o leggendo i giornali mi sembra di vivere in una specie di remake della mia infanzia-adolescenza o robe che sento da vent'anni. 
Quei suoni, quei nomi, quel sottofondo, quelle facce, quelle robe che un po' mi hanno anche rotto i coglioni, al di là che mi possano piacere o no ( ci sono cresciuto): e andiamo coi vent'anni della morte di De André e quelli che cercano il suo erede, Claudio Baglioni, Bruno Vespa, Pupo, Beppe Grillo, Vincenzo Mollica, le questioni sulla Tav e intanto si sta per volare su Marte, Holly & Benji, Lupin, i Puffi (sembrano scomparsi completamente i robottoni) discussioni sui vaccini e sull'Aids, Freddy Mercury, quanto ci aveva visto giusto Gaber, Forum e vai con la solita grandezza di Pasolini, Michelangelo, Dante, Caravaggio, Socrate, Platone, la tragedia greca, gli appelli di Corrado Augias a studiare, come se non ci fossero scrittori contemporanei da leggere c conoscere e poi Berlusconi, Maroni che aveva promesso il bollo, le Pensioni ed è da quando son nato che ogni anno sento parlare di pensioni e pensionati e arrivederci.

E lo so che c'è la rete, che ci sono grandi novità, nuovi cantanti, telefilm, serie tv, dischi, mostre e che c'è di tutto ovunque ma la sensazione prevalente è quella di aver lasciato (anche se continuo a frequentarlo) un Paese immobile  e che è anche un po' felice di vivere nella culla delle rassicurazione, rivolto quasi sempre a un passato volutamente rimodellato per non affrontare i cambiamenti, incapace di vivere una contemporaneità rinnovata e aperta alle nuove generazioni, del tutto restia ad abbracciare quel presente inascoltato/nascosto/celato/vilipeso che possa finalmente tracciare una nuova strada verso il domani.


E comunque visto che sono cresciuto con De André: "Tutti morimmo a stento" è il suo album che mi è sempre piaciuto di più.

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Quattro libri in arrivo che mi sono segnato:


-esce il 31 gennaio e di lui ho amato "Iron Towns"


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2 commenti:

  1. concordo su tutti morimmo a stento.
    quando morì DeAndrè provai una specie di sollievo: sarebbe uscito dalla contemporaneità e dal chiasso delle cose, finalmente sarebbe stata roba mia (pensiero balordo, lo ammetto)
    massimolegnani

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    1. Lo ha pensato anche mio padre che è un devoto, cosi' come suo fratello, di De Andrè. Ti dico io non ne posso anche piu' anche perchè per esempio sin da bambino sento anche sempre parlare di Dori Ghezzi che i miei genitori conobbero quando lei non era ancora nessuno e cantava nei locali della zona da cui provengo.

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