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mercoledì 5 dicembre 2018

Di Radio Radicale e libri



Oggi sono venuto a conoscenza di un emendamento alla manovra passato alla Camera che potrebbe mettere seriamente in discussione l'esistenza stessa di Radio Radicale (si passa da un contributo di 10 milioni a uno di 5) e spero che al Senato venga modificato o totalmente cancellato per il bene della democrazia italiana e del servizio pubblico.

Ho incontrato Radio Radicale da bambino quando mio padre la ascoltava in macchina mentre ci accompagnava a scuola. Mi ricordo le parolacce di cui parlavano anche tutti gli altri ragazzini a scuola. Credo che fosse il 1991 e in realtà tutto questo post è un tentativo di far riemergere dalla mia mente ricordi molto confusi.
Chissà quanti si ricordano di Radio Parolaccia. 
Oggi non so se potrebbe esistere una trasmissione di quel genere (chi fa paragoni col programma di Cruciani si sbaglia di grosso) e magari in pochi si scandalizzerebbero ma in quegli anni tanto per capirci, soprattutto in un paesino come il mio, per gli adolescenti (e anche per gli adulti) era una faccenda complicata dichiararsi atei, non andare in chiesa o all'oratorio, dire parolacce, guardare giornaletti porno, leggere alcuni libri che era meglio non leggere, fumare in pubblico, truccarsi, mettersi la minigonna bella corta, baciarsi davanti a tutti e molto molto altro. C'era qualcosa di liberatorio veramente in quelle parolacce alla radio e poi parlarne a scuola.

Se ero in casa da solo (la mia casa è piccola e avevamo due radio, una era di mia sorella e l'altra era proprietà esclusiva di mia madre...mi rovinai le orecchie col walkman) cercavo con passione la frequenza di Radio Radicale in cerca di parolacce (ai tempi era impossibile conoscere gli orari di una determinata trasmissione se nessuno te lo diceva e scoprii per esempio solo dopo perché era nata Radio Parolaccia),  poi negli anni successivi cominciai a sintonizzarmi per altri motivi, diciamo piu' seri, ascoltando discussioni e voci che nemmeno ricordo ma iniziai lentamente a imparare parole nuove, a masticare politica, a conoscere Marco Pannella e molto altro e le parolacce smisero di interessarmi (ma anche no). 

Per un bel pezzo poi ho smesso di ascoltarla e mi ci sono riavvicinato negli ultimi anni, grazie anche alla comodità dei podcast e mi sono sentito subito rincuorato e a casa. 

Le volte che passo la frontiera e rientro in Italia mi ci sintonizzo immediatamente e di solito in quegli orari italiani di viaggio becco quasi sempre Laura Arconti, Maurizio Turco, Radio Carcere o Massimo Bordin con la sua rassegna stampa di narici e gola intasate di fumo e catarro. 
Non è che l'ascolto sempre perché ci sono dei giorni così di merda che non ho voglia di sentire voci umane e tengo tutto spento o accendo su un disco post rock senza voci, senza un cazzo di niente ma poi piano piano recupero tutto.
Non immaginatemi come un bigotto di quelli che ascoltano solo e soltanto l'emittente del Partito in maniera ossessiva....non sono quel genere di persona (per esempio la Rete Due della radio svizzera è veramente bella e poi ho un grande bisogno di musica...). 

Quando la ascolto mi sento meno solo, mi arricchisco e mi incazzo, scopro nuovi mondi e imparo. Imparo tanto. Dovesse essere zittita mi sentirei dannatamente solo e isolato e vorrebbe dire che l'aria si è fatta davvero pesantissima e irrespirabile.

Poi, tanto per sorridere, una volta ero sul lungolago di Como fermo in colonna per un incidente. Finestrino abbassato e Radio Radicale, anche se avrei voluto prendere a pugni il volante dopo una giornata del cavolo. Dalla macchina affianco vengo chiamato da una ragazza bellissima che mi fa con la sigaretta in bocca e le unghie gialle “Ma come fa uno della tua età ad ascoltare Radio Maria?”.


.....


C'era un tempo lontanissimo quando Fanucci pubblicò "Lo spazio sfinito" di Tommaso Pincio (per me ad oggi la sua opera migliore), Steve Erickson, Stephen Wright (ripubblicate per piacere il suo "M31"), Matt Ruff, Douglas Cooper. Li comprai quasi tutti e trovai un mondo letterario bellissimo ed è una bella emozione trovare in biblioteca, pubblicato dalla coraggiosissima il Saggiatore, questo romanzo di Steve Erickson:






Se avete due soldini da parte, fatevi questo regalo.

A proposito di libri: un paio di mesi fa una persona (che poi mi hanno detto essere di sinistra e impegnato sul fronte dei diritti umani) quando ha saputo della mia passione per la letteratura mi ha detto “A vederti con quella faccia che hai e per il lavoro che fai non avrei mai detto che eri uno che leggeva”. 

È anche, ma non solo, per questi motivi che tendo a vivere in solitudine.


2 commenti:

  1. Quando ero giovane, col mio primissimo fidanzato ascoltavano spesso la trasmissione libera (con parolacce annesse) di Radio Radicale. Quanto tempo...

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    1. Tanto tempo, eh sì. E com'erano i capelli di Maria a quei tempi?

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