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mercoledì 7 novembre 2018

Sostieni le libertà civili, prendi la tessera 2019 dell'Associazione Luca Coscioni



Da quest'ultimo governo gialloneroverdestronzate, ma non è che coi precedenti andasse poi meglio, è totalmente folle aspettarsi che prendano in considerazione temi come il fine vita, matrimoni fra persone dello stesso sesso, eutanasia legale, liberalizzazione delle droghe leggere e in generale tutto cio' che riguarda le libertà civili.

Anzi, direi quasi meglio che se ne stanno alla larga, visto la banda di impresentabili che sono e farebbero solo disastri....anzi, sono già partiti al contrattacco, cercando da una parte di smantellare tutte le conquiste ottenute e dall'altra di erigere muri contro qualsiasi ipotesi di cambiamento.

Sono tutti temi che mi stanno molto a cuore e personalmente sono uno di quelli che opterebbe, in caso di malattia invalidante, per l'eutanasia.

E allora sono felice che ci siano ancora persone con la schiena dritta, libere, coraggiose come Marco Cappato, Mina Welby, Filomena Gallo che non smettono di combatter.e

In questi giorni ho ricevuto dall'Associazione Luca Coscioni l'invito a rinnovare il mio impegno. Lo copio e incollo, sperando che qualcuno di voi lettori di questo blog possa magari interessarsi e dare un contributo. I miei cento euro sono già pronti.


"Scegliere come vivere, scegliere come morire: sono obiettivi che diventano realtà.

Oltre 14.000 (quattordicimila!) bambini sono potuti nascere in Italia perché abbiamo cancellato nei tribunali i divieti sulla fecondazione assistita. Quei bimbi non sarebbero nati se Valentina, Neris, Maria Cristina, e altre da iscritte all’Associazione Luca Coscioni, non avessero sfidato in tribunale una legge violenta.

Decine di migliaia di persone hanno potuto esprimere la scelta di accettare o rifiutare una terapia grazie alla legge sul biotestamento. Quelle persone non avrebbero potuto scegliere, se Fabiano (DJ Fabo) e Davide Trentini non avessero rifiutato di morire soffrendo, in clandestinità.

Valentina e Fabiano – proprio come il nostro maratoneta, Luca Coscioni – non avevano bisogno dell’Associazione Luca Coscioni per essere coraggiosi e generosi. Ma è proprio grazie ai 2.305 iscritti che hanno trovato l’aiuto che cercavano, gli strumenti per raggiungere milioni di persone, le azioni giudiziarie e di disobbedienza civile che li hanno sorretti. Per andare al cuore della politica. Per dare un cuore alla politica.

Insieme a te, possiamo andare avanti.

Le nostre leggi sull’eutanasia e la cannabis devono essere discusse in Parlamento. Da questo Parlamento. Inoltre, il Comitato sui Diritti Economici Sociali e Culturali dell’ONU ha raccolto la nostra sollecitazione a dare attuazione concreta al diritto umano alla conoscenza scientifica e a godere dei risultati del progresso scientifico.
Ne abbiamo parlato al Congresso di Milano, decidendo nuovi obiettivi sulla genomica, le biotecnologie, l’intelligenza artificiale, la salute riproduttiva, le “terapie stupefacenti” e una sanità più attenta alle persone.

Come iscritto all’Associazione Luca Coscioni per il 2019 continuerai a essere protagonista, insieme a noi, di una delle più straordinarie impresa di libertà in Italia e non solo.

Grazie!
Filomena Gallo e Marco Cappato
Segretario e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni



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Tutte le informazioni qui.


4 commenti:

  1. Questa condivisione ti fa onore.
    Sono sempre stata a favore dell'eutanasia, pur avendo vissuto sulla mia pelle un coma (seppur brevissimo).
    Dovremmo tutti aver il diritto di conservare la nostra dignità. Anche nella morte.

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    Risposte
    1. Concordo con te Claudia.
      Io trovo molto triste che solo chi ha soldi/amicizie/s'indebita possa venire per esempio qui in Svizzera per trovare finalmente pace. Ho vissuto in famiglia eventi drammatici e lunghe malattie e qualche volta ho visto come i parenti si frapponevano alla Fine, anche quando non c'era piu' niente da fare e la persona davanti a loro era solo un vegetale attaccato a tubi, cannucce, scosso da spasmi. Malati e malate che per come avevano vissuto non avrebbero mai voluto finire in quello stato.

      Mia madre a un certo punto, quando aveva capito che la chemio non le faceva piu' nulla e anzi le toglieva giorni, parole e le causava solo vomito, decise di smettere di frequentare ospedali e sedute e trascorrere del tempo sereno in casa. Ricordo ancora quando fini definitivamente su un letto che mi ripeteva sempre "Non voglio star qui per mesi senza capire nulla e farvi solo del male". Una polmonite l'ha aiutata in tre giorni.

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    2. Spero che in quei tre giorni non abbia sofferto tanto.
      Ma, sicuramente, la morte le è stata più lieve della vita che avrebbe potuto continuare a vivere..
      Un abbraccio a te.

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    3. Furono giorni assurdi, anche perché in quel periodo non stavo bene nemmeno io e ci furono in sacco di problemi in generale. Di sicuro fu un Natale di merda e morì subito dopo il compleanno della mia compagna

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