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mercoledì 25 aprile 2018

Matalo!, Scemocrazia, Chiara Lev Mazzetti, Natsuo Kirino, bul


Non sono mai stato un grande amante dello spaghetti-western ma Matalo! è splendido e violentissimo e ho scoperto sfogliando un giornale che lo stanno per dare in tv.

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Un'amica che sa che non amo i regali e che me li fa soltanto per farmi incazzare e litigare mi scrive che per il mio prossimo compleanno mi regalerà questo libro perché magari un cretino/deficiente/fighetto/snob/malato di mente come me potrebbe trovarsi in una delle descrizioni di Massimiliano Parente.

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-qui-


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Quanto mi piacerebbe sedermi a un tavolo o su una panchina, in Giappone, e discutere con Natsuo Kirino. Chiederle dei suoi romanzi, rivolgerle alcune domande sullo stile, su come si sente a raccontare ogni volta l'oscurità. Parlarne e poi salutarsi. Senza registrare, documentare, raccontare quell'incontro. Incontrarsi e basta.

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Mi capita di incontrare i testimoni di geova, i preti, le monache, i rabbini, le suore, i mormoni, i pentecostali, i predicatori islamici e poi tutto il resto con addosso tonache e divise d'ordinanza, libri in mano da farti leggere, scie chimiche in testa. 
Scambiarci quattro chiacchiere. 
Farsi afferrare.
Concedergli istanti.
Farsi ricattare.
E permettere loro di sottrarmi del tempo coi loro fiati e sguardi pestilenziali.
Poi ci sono altri giorni o dopo un giorno come ieri sera che ascolto le chiacchiere di un mentecatto di prete giovanissimo che racconta le solite stronzate a una tipa in carrozzina che mi piacerebbe avere un bulldozer per abbattere tutte le chiese, sinagoghe, moschee, templi che incontro sulla strada o dovunque mi capitasse di trovarmi.
Piallarli. 
Farli sparire con delle belle cariche di dinamite.
Far sparire le macerie e lasciare al loro posto delle buche. 
E dentro alle buche buttarci l'immondizia. 
E poi interrare tutto e farci delle colline gassose.
E poi sopra portarci a pisciare i cani.


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