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giovedì 1 marzo 2018

Noir, Cat Chaser, Carlo Carabba, Maurizio Milani, Anna von Hausswolff, Heidegger, uno dei miei drammi lavorativi


Sono un innamorato del noir, di un certo tipo di noir. E quello di Elmore Leonard non rientra propriamente fra i miei preferiti nel genere. In questo periodo sto leggendo o rileggendo i suoi romanzi per cercare di offrire qualche spunto di confronto a un conoscente che sta scrivendo una specie di tesi su questo genere letterario/cinematografico e di Elmore Leonard lui è un super fanatico. Le qualità riconosciute di Leonard sono le solite: ritmo, dialoghi, personaggi memorabili, trame avvincenti. Eppure quando termino i suoi libri, che li leggo anche per rilassarmi, tutto evapora. Mi resta poco della lettura. Poche emozioni. L'incanto ha retto nel tempo solo per il bellissimo Tishomingo Blues  e per i perfetti racconti western mentre il resto delle volte ho come avuto l'impressione di aver letto "intrattenimento di qualità ma pur sempre intrattenimento" e la stessa cosa vale per Lansdale. "Cat Chaser" (Einaudi, traduzione di Wu Ming 1) fra quelli che ho letto mi è sembrato uno di quelli con le trame piu' claudicanti possibili e che in questo caso mescola rivoluzioni centroamericane, ex criminali di stato in fuga,  ex marine, truffatori mediocri, spiagge, Miami, ricordi d'invasione, innamorati. Tanto brio, tanta ironia ma confesso anche tanta noia. Salvo soprattutto il personaggio riuscitissimo di Tyner: ex militare, pedinatore, alcolizzato, truffatore senza arte né parte, un fallito molto simpatico. Tutto il resto mi ha lasciato sinceramente ben poco.

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Chissà.

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Uno dei miei drammi lavorativi è il post anteprima/aperitivi/feste che si celebrano nel Cinema dove lavoro. Come è accaduto per l'anteprima di ieri sera e come accadrà per quella che ci sarà sabato. 
Il giorno successivo la zona riservata a questi appuntamenti e la sala dove è stato proiettato il film sono una vera discarica. Per non parlare dei bagni. 
E mi dispiace anche per tutto il cibo e gli alcolici che devono essere buttati e tutto quello dato in regalo già fatto a pezzi o dimenticato. 
Uscito dal Cinema ho sempre le mani, la schiena, le ginocchia a pezzi. 
Stamattina mi sono consolato pensando a Anna von Hausswolff.

E io sono molto ma molto ma molto ma molto legato a questo suo pezzo, proprio per questioni personali.  È come se ci fossi dentro tutto me stesso dentro questa canzone e anche al video.
Che poi dal vivo, superdrone, è una roba da doomcerebrale:


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