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sabato 3 marzo 2018

Griffintown, Marie Hélène Poitras, Ilaria Piperno, Kim Gordon, Tiesj Benoot, Mèsa


“Griffintown” di Marie Hélène Poitras (La Nuova Frontiera, traduzione dal francese di Ilaria Piperno) è una delle migliori sorprese di lettura di questo inizio anno. Un romanzo densissimo e insieme stratificato, purissimo nel respiro di un mondo, quello, così reale e insieme metaforico, dei cocchieri, dei cavalli, delle carrozze che portano a spasso per la città le proprie storie e i turisti. C'è qualcosa nello stile dell'autrice di ammaliante sin dalle prime pagine per come gioca di sussurri, odori, nomi, storie, segreti, dolori, drammi di questa scuderia che vive di uomini e donne con passati e presenti dolorosi. Scheletri e visi che riemergono vivi dal gelo e dalle nevi per una nuova stagione, l'ultima, di lavoro per le strade della città vecchia di Montreal. Un luogo putrido, sporco, con cavalli giunti al termine della corsa ma pieno di magia, riti ancestrali e strampalati, soprannomi e regole da rispettare, imprevedibili riscatti e fini tragiche. C'è questo piccolo mondo che sembra il Far West e posto ai margini della Città scintillante e proiettata in un futuro di pulizia/quartieri residenziali/metropolitane/mezzi efficienti, un piccolo mondo discosto e buio e puzzolente e odiato e decadente dove vivono e lavorano, tossici, transessuali, prostitute, veterani di guerra, barboni che cercano, a loro modo, di vivere nella maniera piu' pura possibile. Si può sfidare la sorte avversa, morire e risorgere, sfidarsi a colpi di fucile, schiantarsi e scomparire dentro a una stalla in fiamme, finire relegati su una sedia a rotelle, sottoterra, con una carota e degli zuccherini in mano.
Sono uscito totalmente innamorato e frastornato e commoso dall'incontro con questa scrittura apparentemente fredda ma così densa di sentimenti e scosse improvvise. Crudele e poetica, antica e moderna, statica e tenebrosa, scarna e carnale come sa fare Cormac McCarthy.  

(Da segnalare che Ilaria Piperno ha tradotto questa cosa qui e non solo)

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Mi ero quasi scordato che oggi c'era Le strade bianche e che bellezza accendere la tv tornato dal lavoro e seguire questa corsa. Questa immagine di Tiesj Benoot è uno schiaffo in faccia ai fighetti del calcio. E per fortuna che si riapre la stagione ciclistica in tv. Per fortuna.

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Ci sono volte che resto felicemente sorpreso. Qui anche un'intervista e in questa intervista si parla anche di questo libro che vi consiglio tantissimo:

2 commenti:

  1. Sono una "fighetta" del calcio e non sopporto il ciclismo.
    E ieri sera mi sono divertita comunque parecchio!

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    1. Mi riferivo ai calciatori mia Signora della Triade e Principessa di Avezzano

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