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martedì 2 gennaio 2018

Il lago e "I me' noni i me diseven" di Gianpiero Riva (Lariologo)


Quando guardo il lago lo sento dentro di me. Vivo. E per me il Lago è il Lario, anche se adesso sto sul Ceresio, che è pure questo un lago e di altri laghi bellissimi ne ho visti tanti. Non conta la sponda del Lago, anche se la mia è quella orientale, quella che da Lecco, semplificando, sale fino a Colico. Quella povera, insomma, a detta dei fighetti Comaschi. È come avvicinarsi a un corpo vivo che vive di mille altri corpi, bocche, occhi, vite, carezze, sogni, fantasmi. Non sono nato sul lago ma sul Lago ho trovato me stesso. Nelle sue acque mi sono curato, ho sorriso, mi sono spaventato. Sulle sue rive mi sono seduto a bere birra, baciare ragazze, piangere, parlare, leggere, quasi morire, studiare, scrivere. Ci ho guidato attorno, preferendo la strada che da Lecco costeggia il Lago a quella che trapassa le montagne in galleria. Ci ho trascorso vacanze sul Lago, dentro un bungalow, a Domaso, circondato da mezza Europa. E penso ai lavarelli, agli agoni. Alla nonna di Mirco con le sue polpette di pesce appena pescato e a tutti i miei amici dimenticati e persi. Questo libro raccoglie leggende, storie, aneddoti della parte occidentale del Lago ma non solo, perché il lago è una dimensione quasi spirituale a cui si abbeverano anche le montagne e le vallate che sembrano quasi canali di irrigazioni, arterie, vene, polmoni, articolazioni, estensioni dell'acqua. Un libro fatto di streghe, santi, chiese, paesi scomparsi, miracoli, Barbarossa, invasioni, la maledizione dell'Isola Comacina, Romani, peste, Resistenza, alberi centenari, palazzi che si portano dietro l'assedio di Vienna, briganti, rivalità e tanto altro. Piccole e grandi storie che commuovono e fanno innamorare e che fanno venire voglia di prendere un auto, una bici, un battello, un paio di scarpone per tornare a visitarlo, costeggiarlo, guardarlo, sentirlo, con calma, perchè il lago regala sorprese dietro ogni curva. E stasera mi chiedo, amaramente, cosa invece resterà di questi vip chiusi nelle loro ville, di questi turisti orientali col telefonino in mano e i soldi da spendere, di queste villette che sconquassano senza ritegno i pendii. E non posso che rimpiangere quel Lago fatto ancora di storie, di avventure, di vita vissuta e non solo di un turismo sempre piu' triste, imbarazzante, invasivo, distruttore, vuoto.

13 commenti:

  1. mi sento in perfetta sintonia con le tue parole.
    da qualche anno ho scoperto il modo giusto per gustare il fascino del lago,il Lario soprattutto ma anche il Maggiore, il Cusio, il Ceresio, l'Iseo, meno il Garda che è una passerella di diverse esteriorità. E il modo è la bicicletta, pochi giorni ogni volta a girovagare per le sponde senza programmi nè prenotazioni ma gli pronti a emozionarsi per uno sguardo dal Ghisallo o per una sosta a Varenna o per la silenziosa strada tutta curve dell'Iseo. Ne ho scritto molto perchè ogni volta mi sembra di riempirmi il cuore di nuove piccole avventure.
    massimolegnani

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    1. Anche per me è sempre un'emozione vivere il lago. Ma allora sei anche tu un Lariano o cosa?

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  2. Purtroppo solo lariano di passaggio, ogni volta che posso
    massimolegnani

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    1. Ti consiglio due escursioni molto semplici ma molto belle se vai sul versante lecchese, anche in bicicletta. Una è quella verso i Resinelli, che arrivi proprio sotto le Grigne e l'altra è da Lecco salendo verso i Piani d'Erna, da dove puoi prendere poi la funivia e arrivare a un passo dal Resegone. Ai Piani d'Erna, tra l'altro, si combattè una delle prime battaglie della Resistenza. ciao

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  3. segnate per questa primavera :)
    ciao
    ml

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  4. Presumo che ti piaccia anche il cantautore laghè!

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  5. Pure io preferisco la strada vecchia, a meno che debba andare in Valtellina o in Svizzera

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  6. St Moritz? ??? Ahahah!!
    Ma dai, ti sembro un tipo da San Moritz? ??
    Vado, a volte, a camminare in engadina. L anno scorso avevo in progetto una gita familiare estiva con tutto il parentado, ma per problemi seri di salute di mia figlia non si è potuto fare.
    Sono stata più volte in vacanza a Davos, una volta a Svognin

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  7. Savognin,
    Tarasp vulpera
    Interlaken
    Falera
    E un posto in Svizzera francese di cui non ricordo il nome.

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  8. Amo la Svizzera e i suoi paesaggi.
    Ci vivrei.
    L'unica cosa che non mi piace è il cibo.

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