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sabato 25 novembre 2017

Un film imbarazzante



Del caso Emanuela Orlandi ne sento parlare fin da piccolo perché alcune volte veniva usato, a seconda dell'occasione o del fatto del giorno, come argomento di discussione/clava/provocazione coi due malcapitati religiosi di famiglia (una suora e un prete, oggi esorcista in pensione). Malcapitati che comunque difendevano e difendono ancora oggi, a loro modo, l'operato della Chiesa e il disegno di Dio.
Crescendo ho poi, anche un po' per caso e senza approfondire molto l'argomento, letto articoli e seguito trasmissioni dedicati alla sparizione della ragazza romana e allora ieri sera ci siam detti, io e la mia compagna, Visto che siamo molto stanchi e vogliamo solo staccare la spina perché non diamo un'occhiata al film di Roberto Faenza che danno su Rai3.
E allora l'abbiamo guardato questo "La verità sta in cielo" e l'abbiamo trovato tutti e due un film imbarazzante.
Dal primo all'ultimo minuto.
Sceneggiatura claudicante che, al di là dei rimandi alla realtà/indagini/verità, sembra la classica mescita di intercettazioni e ricostruzioni pubblicate sul Fatto & Co. che dopo che le hai lette, cazzo ti è servito averle lette? Cristo Dio di merda una lettura ai romanzi di James Ellroy qualcuno di questi registi la darà mai per capire come sulla sfumatura di fatti reali o presunti si possano creare scene/romanzi/film memorabili? Una Roma che sembra uscita dal peggior fondale del peggior Peplum. Un inascoltabile, improbabile e inguardabile Shel Shapiro. Per non parlare dei dialoghi che mi hanno fatto accapponare la pelle. E cosa dire di Scamarcio? E di quel cazzo di dito medio che fa una sbirra che mi ha fatto rimpiangere tutti i cazzo di serial polizieschi americani? E di questi ambienti malavitoso/religiosi che sono ritratti senza nessuna vera profondità? Possibile decidere di far uscire un film del genere su un argomento che avrebbe meritato tutt'altro respiro (anche se supportato dalla famiglia) e invece naufraga in una melassa all'italiana tutta all'insegna del fantomatico cinema di qualità civile che di qualità non ha un bel niente e che di civile ha solo l'imperativo di farti rabbrividire e spingerti a dedicarti ad altro?
E davvero, la serie "Gomorra", che manco mi piace, è di tutt'altro spessore.
Cosa salvo di questo film?
Una sola cosa: il personaggio di Greta Scarano nella parte di Sabrina Minardi, la sua straordinaria bellezza e anche la sua bella interpretazione.



Potrei parlare anche della bellezza di Valentina Lodovini ma il suo personaggio era così insopportabile che preferisco soprassedere.

Certe volte faccio cose solo per il gusto di farmi del male e ingrossarmi il fegato.

6 commenti:

  1. Anche per me resta un fatto di cronaca molto oscura, tra dossier e rimpalli vari. Guardo talmente poco la Tv, ma il tuo quadro impietoso mi conferma le ragioni. Anche di Gomorra ne ho sentito tanto parlare. A volte penso che bisogna solo sporgersi dalla finestra per vedere certe realtà...

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    1. questo è un film che ha un pesantissimo impianto televisivo. non so che dirti. magari ti piacerà. io l'ho proprio detestato.

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  2. Lo scorso anno l'abbiamo visto al cinema e ci era piaciuto molto. Forse certi film vanno visti al cinema, in tv perdono, e non solo dal punto di vista visivo, anzi, a partire da quello, che si riversa sul resto.

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    1. Ciao Ally, ti devo dire che questo non è il genere di film che apprezzo e anche il resto di Faenza non mi ha mai convinto, anzi.... Sono pochissimi i film dichiaratamente d'impegno civile/politico/di denuncia che mi hanno coinvolto e convinto, anzi, tendenzialmente mi hanno sempre respinto. In questo caso po un caso come quello della Orlandi si sarebbe meritato un film piu' coraggioso e bello. Insomma, si sarebbe meritato un film. Poi forse la verità è che piuttosto che guardarli al cinema non dovrei proprio guardarli questi film e limitarmi a guardare quelli che mi piacciono e a esplorare altre strade.

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  3. Allora ho fatto bene a non guardarlo, mi ha scoraggiata la presenza di scamarcio, lo mettono sempre in film polpettoni.

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