Archivio blog

venerdì 24 novembre 2017

In breve su "Lonesome Dove" di Larry McMurtry (Einaudi)


L'ho atteso, l'ho comprato e ho (ri)letto le sue 936 pagine in meno di una settimana.
“Lonesome Dove” di Larry McMurtry (Einaudi, nella nuova traduzione di Margherita Emo) è un romanzo western ma deluderà tutti coloro che hanno un'idea del West fatta di sparatorie con fucili che non hanno mai bisogno di essere ricaricati, imboscate, eccidi, assalti alla diligenza, duelli in mezzo alla strada, mandrie, cavalli al galoppo, paesaggi immensi, indiani feroci o sterminati. Non che nel romanzo di McMurtry non ci siano duelli, morti, scontri, lazos e ranch ma un qualunque lettore resterà  sorpreso da due caratteristiche fondamentali di questo romanzo: la descrizione psicologica dei numerosi personaggi e lo sterminato numero di dialoghi dal ritmo impeccabile che proseguono ininterrotti per pagine e pagine. A McMurtry interessa raccontare un mondo che sta giungendo al termine (siamo verso il 1876 e si vivono gli ultimi fuochi delle guerre indiane), crepuscolare, intristito, la Frontiera si sta chiudendo, i bisonti sono stati sterminati,  i territori liberi stanno scomparendo, e lo fa raccontando le piccole grandi storie di due ranger impegnati nell'ultima avventura della loro vita (portare una mandria dal Texas all'ancora per poco selvaggio Montana), di una prostituta in cerca di riscatto e di una famiglia, di immigrati irlandesi aggrappati al sogno della terra promessa, di indiani disperati che combattono le ultime disperate battaglie, di delinquenti di piccola tacca o feroci assassini, di giocatori d'azzardo e di vita (la figura di Jake Spoon mi ha commosso oggi come la prima volta che lessi il romanzo), di ragazzini che devono crescere in fretta se vogliono sopravvivere, di semplici cowboy che piangono dopo una tragedia, di tenutari di saloon che si lasciano morire per non appassire, di uomini che finiscono sulla forca accettando il proprio inevitabile destino. McMurtry ci fa conoscere, con una lentezza fuori dal tempo e con squarci di pura bellezza letteraria, le loro paure, le loro passioni, il loro senso dell'onore, la loro pochezza, i loro sogni, i loro amori. E lo fa portandosi dietro la Morte, che è il vero e proprio convitato di pietra di tutto il romanzo. La Morte che diventa il motore di nuove storie. Che lascia silenzi. Che viene interrogata ed evocata. Che diventa tombe anonime lungo la pista. Che diventa una promessa da mantenere. Che si fa generazione che scalpita. Che diventa amicizia, resurrezione, sorrisi, libertà, bellezza, sesso, caso, destino, un mazzo di carte truccato, un cavallo indomabile.



1 commento: