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venerdì 6 ottobre 2017

Il nostro grande pollice grigio, Cavalieri, David Means, Lisa Germano, Riccardo Bacchelli, Anna K. Valerio ricorda Cappello


Io e mia madre eravamo accomunati da quello che lei chiamava, alla maniera dei Peanuts, "Il Nostro Grande Pollice Grigio". In pratica, pur amando tantissimo fiori e piante, non abbiamo mai avuto tanta fortuna in questo campo. Mia madre si innamorava sempre quando scendeva dal Passo del San Gottardo e arrivando a Andermatt trovava tutti i campi fioriti e mi diceva per telefono "Quei fiori Andrea...se potessi portarmeli tutti a casa o avere i prati così in paese....".
Quando comprava una pianta o gliene regalavano mi divertivo a scommettere con lei sulla durata di vita. Non ci azzeccavo mai ma morivano sempre. Tranne un Ibiscus dai fiori rossissimi che però era di sua madre (mia nonna l'aveva comprato poco prima di morire) e che le fu rubato anni dopo quando stavamo pensando di piantarlo nel giardino dei palazzi. Sì, le fu rubato da una donna che viveva a duecento metri da noi. Tra l'altro a farla sentire Una Fottutissima Grande Pollice Grigia c'era sua suocera che puntualmente in sua presenza si vantava del suo giardino (bellissimo) dove risplendevano le ortensie, le rose, i tulipani e ogni altro genere di pianta e fiore immaginabile. 
Mia madre adorava le rose bianche.
Vorrei che mia madre fosse qui ora per farle vedere la nostra rigogliosa Beaucarnea che sta con noi da due anni e l'ultimo arrivato, l'Avocado, che siamo riusciti a far germogliare e adesso vedremo cosa succederà.
Ma lei è morta e quando guardo queste due piantine mi sento ancora piu' solo.


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-qui-

Se amo Rodi/isola di Rodi è anche per la Via dei Cavalieri nella città vecchia di Rodi. Ci eravamo stati a Rodi a fine stagione turistica anche se il mare era ancora caldissimo e il sole mi asciugava il dolore. Quel giorno, forse per uno strano incanto, la città vecchia era quasi vuota e le comitive, gli altri turisti ci stavano anticipando, ci precedevano, ci evitavamo, non lo so ma ci trovammo a percorrere la Via quasi in perfetta solitudine e posso dirmi di essermi emozionato e commosso.
Mi sentii vivo.
Finalmente a casa.
Quella vacanza fu bellissima, fra spiagge, camminate, luoghi appartati, ristoranti improvvisati capaci di sorprendermi con piatti incredibili.
E quel greco che mi disse "Tu e Eva siete albanesi?"

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David Means è uno straordinario scrittore di cui si parla forse troppo poco. Fra poco uscirà questo.

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Su Barbadillo un bel ricordo di Pierluigi Cappello scritto da Anna K. Valerio: "Il dolore perfetto di Pierluigi Cappello, poeta"

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