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sabato 18 gennaio 2020

Attualità, Roma, Nicola Manuppelli, Budd Boetticher, Memorie di una contadina, Vic Chesnutt/Kristin Hersh


In questi giorni sto seguendo sì e no la politica italiana perché più coinvolto da alcune questioni svizzere come le discussioni sull'accordo coi frontalieri, i prossimi referendum, le liste per le comunali.

Restando all'Italia: da un lato sono disinteressato, se non del tutto alieno, a quanto sta accadendo fra Pd/Sardine e compagnia bella e dall'altra molto preoccupato per una coalizione di destra che si traveste da mille facce da bar sport. 




Per fortuna esistono ancora quotidiani come Il Riformista e Il Dubbio che mi offrono qualche boccata d'aria e una radio come Radio Radicale.

Di sicuro i prossimi saranno giorni/mesi impegnativi per tutti quelli come me iscritti al Partito Radicale.


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Leggendo “Roma” di Nicola Manuppelli (Miraggi) ho cominciato a pensare a tutto un certo cinema dimenticato. Non ho pensato a Fellini, Pasolini ma mi è venuto in mente un grande regista statunitense come Budd Boetticher. Domani ho visto che mandano un film in tv come Seminole con dentro Rock Hudson e che è un film con spunti molto interessanti. Considerato, a torto, un regista di serie B è stato per me un incredibile regista. Sarà di serie B per qualcuno ma per me uno che gira film come I sette assassini o L'albero della vendetta è un regista che mi tengo stretto al cuore.


E poi questo pomeriggio, restando a Fellini, ho pure visto su Radio Radicale la conversazione di Maria Antonietta Farina Coscioni a Sandra Milo.


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Poi qui c'è “Memorie di una contadina”.

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Andrea Consonni, 18 gennaio 2020

NESSUNO TOCCHI CAINO NEWS - SOMALILAND (SOMALIA): SEI GIUSTIZIATI PER OMICIDIO E TERRORISMO

NESSUNO TOCCHI CAINO NEWS

Anno 20 - n. 3 - 18-01-2020

Contenuti del numero:

1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : SOMALILAND (SOMALIA): SEI GIUSTIZIATI PER OMICIDIO E TERRORISMO
2.  NEWS FLASH: BIELORUSSIA: EMESSE LE PRIME DUE CONDANNE CAPITALI DEL 2020
3.  NEWS FLASH: ARABIA SAUDITA: 184 GIUSTIZIATI NEL 2019
4.  NEWS FLASH: PAKISTAN: ANNULLATA CONDANNA A MORTE DELL’EX PRESIDENTE MUSHARRAF
5.  NEWS FLASH: MYANMAR: CONDANNATO ALL’IMPICCAGIONE PER OMICIDIO
6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA :


SOMALILAND (SOMALIA): SEI GIUSTIZIATI PER OMICIDIO E TERRORISMO

Sei uomini che erano stati condannati per omicidio e terrorismo nel Somaliland sono stati giustiziati a Hargeisa il 15 gennaio 2020.

Attivisti per i diritti umani hanno confermato l'esecuzione dei sei detenuti nella prigione di Mandheera, situata nella capitale Hargeisa.
Il funzionario del Somaliland Human Rights Center, Guleid Ahmed Jama, ha detto che i sei sono stati giustiziati il 15 gennaio mattina.
“Il Somaliland ha giustiziato questa mattina sei uomini. Le esecuzioni sono avvenute mediante fucilazione nella prigione di Mandheera. Due erano presumibilmente legate ad al Shabaab ", ha detto Jama.
Secondo l'attivista per i diritti umani, questa esecuzione è la prima per un caso relativo ad Al-Shabaab in Somaliland dal 2016.
Il Somaliland, ufficialmente la Repubblica del Somaliland, è uno stato auto-proclamato considerato a livello internazionale come una regione autonoma della Somalia.
(Fonti: hiiraan.com, 15/01/2020)

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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

BIELORUSSIA: EMESSE LE PRIME DUE CONDANNE CAPITALI DEL 2020

Il tribunale regionale di Mogilev il 10 gennaio 2020 ha condannato a morte due fratelli che sono stati giudicati colpevoli di aver commesso un omicidio in modo particolarmente violento, ha reso noto il Centro per i Diritti Umani Viasna.
"Oggi, 10 gennaio, un giudice del tribunale regionale di Mogilev ha condannato a morte due fratelli, Ilya Kostin e Stanislav Kostin, in un'udienza fuori sede a Cherikov. Sono stati accusati di aver ucciso la loro insegnante, che era anche loro vicina, dando fuoco alla sua casa", ha detto il Centro.
La sentenza può essere impugnata presso un tribunale superiore.
Nell'aprile 2019, mentre spegnevano un incendio in una casa a Cherikov, gli addetti dei servizi di emergenza trovarono il corpo della sua proprietaria di 47 anni. Numerose ferite da taglio furono trovate sul cadavere. I presunti autori dell’omicidio furono identificati poco dopo; erano due fratelli con precedenti penali, di 19 e 21 anni, che avevano litigato con la donna il giorno prima.
 (Fonti: interfax.com, 10/01/2020)


ARABIA SAUDITA: 184 GIUSTIZIATI NEL 2019

L'Arabia Saudita ha messo a morte 184 persone nel 2019, il numero più alto in un anno solare da sei anni, ha reso noto l'organizzazione per i diritti umani Reprieve, definendola una "tragica pietra miliare" per il Regno.
Delle esecuzioni annunciate dall'agenzia di stampa saudita l'anno scorso, 88 sono state di cittadini sauditi, 90 di cittadini stranieri mentre sei persone erano di nazionalità sconosciuta, secondo quanto dichiarato da Reprieve il 13 gennaio 2020.
Il gruppo per i diritti ha riferito che 37 persone sono state messe a morte dal governo saudita in un solo giorno il 23 aprile, inclusi tre prigionieri che erano minorenni quando hanno commesso i loro presunti reati.
"Questa è un'altra tragica pietra miliare per l'Arabia Saudita di Mohammed bin Salman. I sovrani del Regno credono chiaramente di avere totale impunità nel violare il diritto internazionale quando pare a loro", ha affermato la direttrice del gruppo per i diritti, Maya Foa.
La dichiarazione di Reprieve ha sottolineato che il principe ereditario saudita, noto anche come MBS, aveva dichiarato in un'intervista televisiva nel 2018: "Abbiamo cercato di ridurre al minimo [la pena di morte] ... E crediamo che ci vorrà un anno, forse un po' di più, per porre fine ... Non lo otterremo al 100%, ma la ridurremo notevolmente".
(Fonti: aljazeera.com, 13/01/2020)


PAKISTAN: ANNULLATA CONDANNA A MORTE DELL’EX PRESIDENTE MUSHARRAF

Un tribunale pakistano il 13 gennaio 2020 ha annullato la condanna a morte pronunciata nei confronti dell’ex presidente del Paese Pervez Musharraf.
L'Alta Corte di Lahore ha stabilito che il tribunale speciale istituito per processare l'ex presidente non fosse legale. Il collegio di difesa di Musharraf aveva presentato una petizione all'Alta Corte in seguito alla condanna a morte emessa lo scorso dicembre dal tribunale, secondo cui l'ex generale dell'esercito era colpevole di aver imposto leggi di emergenza in violazione della Costituzione durante il suo governo.
Musharraf prese il potere nel 1999 quando estromise il governo eletto dell'ex primo ministro Nawaz Sharif con un colpo di stato militare. Otto anni dopo, impose leggi di emergenza e mise diversi giudici chiave agli arresti domiciliari. Queste mosse provocarono condanne e proteste a livello nazionale che portarono alle sue dimissioni nel 2008.
"La condanna a morte pronunciata contro Pervez Musharraf è annullata dopo l'odierna sentenza della Corte", ha detto ai giornalisti il procuratore pakistano Ishtiaq Khan.
L'avvocato di Musharraf, Azhar Sadique, ha accolto positivamente il verdetto del tribunale, tuttavia ha dichiarato: "Vediamo come reagisce il governo". L’avvocato ha sostenuto che Musharraf fosse un obiettivo politico e fosse stato falsamente accusato di tradimento dal governo nel 2014 dopo che l'ex premier Sharif è tornato al potere.
(Fonti: AP, 13/01/2020)


MYANMAR: CONDANNATO ALL’IMPICCAGIONE PER OMICIDIO

Un tribunale della regione di Ayeyarwady nel Myanmar il 13 gennaio 2020 ha condannato all’impiccagione un ex assistente sanitario per aver ucciso un insegnante e aver nascosto il cadavere dopo che nel 2016 un triangolo amoroso era diventato violento.
L'ex assistente sanitario Than Zaw, che lavorava in un centro sanitario rurale nel villaggio di Payagon nella township di Hinthada, è stato dichiarato colpevole di aver cospirato con la sua ragazza per uccidere il suo ex fidanzato Ko Aye Naing, un insegnante di 34 anni della scuola primaria del villaggio di Mayan Lay nella stessa township, secondo il Tribunale Distrettuale di Hinthada.
Il processo è durato tre anni e nove mesi. Il 13 gennaio il tribunale ha stabilito che ai due imputati debbano essere applicate le massime punizioni previste dalla legge.
L'ex assistente sanitario è stato condannato all’impiccagione ai sensi dell'articolo 302 (1.b), del codice penale, per omicidio premeditato. La sua fidanzata, Hnin Cherry, è stata condannata a sette anni di prigione con lavori forzati ai sensi dell'articolo 201 per aver nascosto le prove dell'omicidio, secondo il giudice distrettuale U Aung Thein Oo del Tribunale Distrettuale di Hinthada.
(Fonti: irrawaddy.com, 15/01/2020)

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Per maggiori informazioni: http://www.nessunotocchicaino.it

venerdì 17 gennaio 2020

Rachel Cusk, Interno 17, Lo Sgargabonzi, la zia



Non ho parole per descrivere la bellezza che sento in testa quando leggo Rachel Cusk.
E anche parecchia invidia per il suo straordinario talento.
Non aggiungo altro perché sarebbero parole inutili.
Solo un grande grazie a lei e alle traduttrici che mi hanno permesso di leggerla.
E quanto mi piacerebbe "incontrarla" su un aereo.

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-un disco dei miei anni che non dimentichero' mai ma che ho perso e che in un modo o nell'altro recuperero'-
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Ho promesso alla persona che in questo momento ha la mia copia e che mi restituirà quando tornerà dal suo lavoro in Oriente che ne scrivero' ma per ora posso solo dire che di sicuro  è uno dei libri italiani piu' belli che ho letto in questi ultimi anni. 
Il primo brano del libro e che si intitola "Anna Frank 2000" è un pezzo meraviglioso e che farà girare il cazzo a tanti.

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C'è una mia zia che sta male, molto male.
La moglie del fratello di mia madre.
Mi dispiace tantissimo per lei e i miei cugini.
Ma ogni volta che penso a lei non posso che ricordare le volte che trattava mia madre come una bestia.
Il suo disprezzo per mia sorella.
Il suo tono di voce di merda quando discettava della mia vita.
Penso a lei morente e la mente si riempie di tanta cattiveria e brutti ricordi.

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giovedì 16 gennaio 2020

Libri e il mio paesino; The End of the Fucking World; Laura Harth; Bill Fay


Mi ha poco convinto "Arenaria" di Paolo Teobaldi (edizioni e/o). L'ho trovato stucchevole e queste piccole tristi/commoventi/allegre microstorie di provincia che spaziano fra passato e presente mi hanno quasi del tutto lasciato indifferente. Avevo letto buone recensioni ma forse sono io che ormai sono quasi del tutto insofferente a questo tipo di storie di provincia scritte in questo modo o con questo tipo di sguardo. Non mi trasmettono malinconia, tragedia, sofferenza, interesse, dolore, empatia. Niente di niente.

A lettura ultimata ho ripensato a una chiacchierata avuta con una delle memorie storiche del mio paesino. Un ottantenne molto in gamba che si rammaricava dei negozi chiusi, delle banche chiuse, di un centro spopolato, della chiesa vuota e cercava in me soluzioni, solidarietà e ricordi dei bei tempi andati. L'ho assecondato per una quindicina di minuti senza quasi mai aprire bocca e poi me ne sono andato. Avrei voluto rispondergli che a me del mio paesino in decadenza non frega nulla. Anzi, lo vorrei vedere ancora piu' deserto e abbandonato con tutte le fabbriche in rovina. Ho smesso da almeno trent'anni di provare attaccamento per il mio paesino. Gli unici miei legami che mi restano sono l'appartamento dove sono cresciuto e dove vive ancora mio padre e una serie di lapidi al cimitero. Ovviamente tutta una serie di ricordi e avventure fino i 14 anni ma poi nient'altro. Se non tonnellate di dolore da consumare nella mia stanza o da solo su qualche sentiero che mi portasse lontano.

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E ripenso al periodo che cominciai a tagliarmi.
Ho dei buchi di memoria talmente grandi che nemmeno ricordavo che mi tagliavo anche quando conobbi la mia compagna.

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Andrea Consonni, 16 gennaio 2020

mercoledì 15 gennaio 2020

Giorni, Rachel Cusk, chiusure librerie, La Dispute




I giorni liberi passano in fretta e stamattina ho perso pure una vita a cercare le chiavi di casa visto che la mia compagna che è uscita prestissimo per andare al lavoro mi aveva chiuso dentro.
Mi è salita l'ansia e la mattinata si è rovinata in fretta.
Ieri ho fatto il mio giro e sono tornato in quella città che è la mia città ma con la quale ho ormai interrotto i rapporti.
Mentre mangiavo una pizza la guardavo attraverso la finestra, distesa sull'altra riva del lago con alle spalle la cornice delle montagne.
Mio padre mi ha chiesto cos'avevo per avere le lacrime agli occhi.
Non gli ho risposto e ho continuato a mangiare in silenzio.

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Un giro fra librerie, biblioteche e edicole.
E finalmente ho fra le mani l'ultimo di Rachel Cusk "Onori" (Einaudi, traduzione di Anna Nadotti).

Nella pigna c'è anche altra roba e ho uno zaino pieno di libri di biblioteche varie.

Leggo di chiusure continue di librerie e mi dispiace tantissimo perché vivo di contatto fisico coi libri e direi coi dischi e con i film

Ma, visto che sono anche uno stronzo insopportabile, negli ultimi dieci anni faccio sempre piu' fatica ad avere a che fare con i proprietari/librai/commessi delle librerie indipendenti, grandi catene, eccetera.
Li trovo insopportabili.
Soprattutto ultimamente sono sbarcati tutti questi e queste librai/e che sembrano usciti pari pari da una rivista patinata indie/biologica/verde/viaggiante/spocchiosa che proprio mi stanno insopportabili.
Amazon e tutta la combriccola sono una merda ma ultimamente (non facciamo quasi mai acquisti online) ho finito per preferire i corrieri espresso e i postini che mi consegnano i pacchi e che incontro per lavoro anche al cinema.

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lunedì 13 gennaio 2020

Due giorni (quasi) liberi; Edizioni Ornitorinco; Ilari Valbonesi su Referendum/Raccolta firme Taglio dei Parlamentari




E dopo, se non sbaglio, 28 giorni di lavoro distruttivo, continuo e senza riposo domani e domani sono finalmente libero.
Anche se poi domani vado da mio padre per alcune faccende e non posso nemmeno troppo dormire ma almeno riesco a tirare il fiato e a liberare la mente anche se poi non sono uno di quelli che piange troppo quando lavora tanto, ci sono abituato, non mi dispiace nemmeno troppo.
Sicuramente una visita in biblioteca, un giro d'acquisti in libreria, due passi nei vari cimiteri, una pizza sul lago.
La speranza di tornare in fretta a casa.


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C'è una bella casa editrice che si chiama Edizioni Ornitorinco.
Prossimamente leggero' tre loro libri: ""All'ultimo centesimo. I conti dei partiti in Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna e Stati Uniti" a cura di Antonella Carenzi; "Vivere e morire a Milano" e "Bettino Craxi. Gli anni a Palazzo Marino".

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Lo so, girando per siti, giornali sembra che questa mobilitazione contro il taglio dei parlamentari sia una lotta di quattro cretini come me e fa niente, non mi interessa far parte di una minoranza testarda come quella di cui tra l'altro fa parte l'amica e compagna di partito Ilari Valbonesi che ha scritto questo puntuale e appassionato comunicato su questa lotta che ci vedrà molto probabilmente sconfitti, emarginati, travolti, fraintesi, attaccati in maniera ipocrita:

"Ilari Valbonesi

Il 10 Gennaio 2020 alle ore 11.30 il Partito Radicale ha depositato le firme raccolte per la richiesta di referendum confermativo della legge costituzionale che taglia il numero dei parlamentari. Nel pomeriggio di quello stesso giorno è stata depositata, sempre presso la Corte di Cassazione, la richiesta di referendum sottoscritta da 71 Senatori, un numero leggermente superiore a quello necessario attivare la pronuncia della Corte di Cassazione sulla legittimità della richiesta da parte di un quinto dei membri del Senato di referendum ai sensi dell’art. 138 della Costituzione.  Nell’intervallo tra i due depositi sono usciti parecchi commenti giornalistici per toni e contenuto riassumibili in uno stralcio dell’articolo pubblicato online dalla testata La Repubblica: “Ne sarebbero servite 500mila, ma la conta si è fermata a 669: fallisce così la raccolta firme dei radicali per chiedere il referendum sul taglio dei parlamentari.
A prescindere dal fatto che per la prima volta e a firme chiuse si parla di una richiesta di referendum totalmente ignorato dai media a partire dal giorno dopo il deposito del quesito in Cassazione (18 ottobre) vorrei portare la vostra attenzione sull’utilizzo del verbo fallire. Chi scrive crede invece che non abbia nessun senso oggettivo, e pertanto giornalistico, interrogarsi sull’insuccesso del Partito radicale, essendo un Partito che non si presenta alle elezioni in quanto tale, e che non ha aspirazioni di maggioranza. Semplicemente il Partito radicale si è impegnato a mantenere in vita attraverso un referendum previsto dalla Costituzione, il diritto di un voto libero, informato e diffuso per gli elettori affinché possano esprimere il proprio consenso e dissenso in materia di revisione costituzionale, come previsto dall’art.138. Semmai il successo (o l’insuccesso) è solo dell’iniziativa, rispetto al suo scopo, quindi si dovrebbe sottolineare il successo dell’iniziativa.
Qualcuno potrebbe altresì rimarcare l’insuccesso di un metodo, ma gli unici metodi che sono stati utilizzati dal Partito Radicale sono quelli a messi a disposizione dei cittadini, nel quadro della Costituzione e della vita politica regolamentata.
Il Partito Radicale ha fin da subito tenuta alta l’attenzione sulla raccolta firme nei due rami del Parlamento, rafforzandone la comunicazione; secondo poi, e sempre nell’ottica di un rafforzamento complessivo dell’azione, il Partito Radicale ha attivato la raccolta firme in tutti i Comuni d’Italia, raccolta di 500.000 che, date le condizioni dell’informazione in Italia era statisticamente votata all’impossibilità, ma che costituiva comunque una condizione di possibilità per chiunque volesse attivarsi e una attività di sensibilizzazione capillare del paese sulla conoscenza di una richiesta di referendum su una modifica costituzionale che va ad incidere in modo incomprensibile e repentino sulla sovranità popolare.
E chi può dire poi, al di là delle firme raccolte, se nello sforzo continuo di tenere alta l’attenzione, l’intreccio di volontà e azioni composte non abbia anche contribuito alla stessa apposizione delle firme in Senato? Del resto gli effetti dell’azione sono davvero imprevedibili e alla base dell’agire libero degli esseri umani. E proprio nell’ottica di una riflessione sull’agire politico, direi che sarebbe anche molto grave, dal punto di vista giornalistico, ridurre l’esito di una scelta individuale dei Senatori ad un mero retroscena di firme messe e tolte esclusivamente sotto il dictat delle segreterie, senza alcun rispetto dei Senatori e dei territori che rappresentano.
Giustamente Maurizio Turco e Irene Testa, Segretario e Tesoriere del Partito Radicale hanno immediatamente ringraziato tutti i Senatori firmatari e hanno debitamente ricordato il contributo e l’impegno costante del Partito affinché la raccolta delle firme andasse a buon fine. E infatti il Partito radicale non solo non ha “fallito”, ma si è rallegrato per il successo delle 71 firme consegnate in Cassazione dai tre senatori delegati Nazario Pagano, Andrea Cangini e Tommaso Nannicini. E ancora, ci rallegriamo per le firme dei cittadini, ad oggi pervenute, che sono la dimostrazione effettiva di quale sia lo stato di una democrazia diretta e agita nel quadro costituzionale in questo paese.
E lo stato della democrazia diretta che si registra realmente in questo Paese è il seguente: assenza totale di informazione, dibattiti e contraddittori, impossibilità di reperire autenticatori, regole di trasparenza amministrativa disomogenee, corredate da evidenti difficoltà burocratiche ed inefficienze, costi esorbitanti di una campagna referendaria. Senza contare che un cittadino, in perfetta salute, dovrebbe prendersi mezza giornata di lavoro per recarsi in comune a firmare, senza sapere spesso in quale ufficio andare. Insomma al cittadino promotore e firmatario è richiesto un impegno civile assolutamente eccezionale e grazie ai cittadini l’hanno fatto, senza contare quelli che sono stati mandati a casa da funzionari disinformati, o scoraggiati dall’annuncio prenatalizio che le firme dei senatori erano state già raccolte e che dunque il referendum s'ha da fare.
Non solo, sarebbe opportuno ricordare che molte firme sono ancora in viaggio postale, un ritardo che possiamo solo registrare nei termini di inefficienza amministrativa e burocratica dovuta anche alle festività, anche se in qualche caso sarebbe lecito pensare che sia stata agita localmente una censura esplicitamente politica.
Ad ogni modo il Partito Radicale ha deciso di depositare le poche firme arrivate in tempo per “verbalizzare” innanzitutto la violenta censura attuata dai media e dal servizio pubblico, media e servizio pubblico ai quali non a caso si è rivolto per la prima volta nel discorso di fine anno il Presidente della Repubblica.
Con queste poche righe spero di essere riuscita a chiarire la natura del “successo” della raccolta firme e che conseguentemente si favorisca un’informazione adeguata sul referendum in merito alla riduzione dei parlamentari che poi, di fatto, è un referendum sulla natura stessa del referendum e sull’esercizio politico della sovranità popolare, fuori e dentro il Parlamento. E in ultimo si deve sottolineare un paradosso: proprio le forze che si dichiarano espressione compiuta della democrazia diretta sono state le prime a censurare la comunicazione dal basso e diffusa e addirittura a negare l’applicazione del metodo referendario, l’unico strumento costituzionale a disposizione dei cittadini. Del resto proprio coloro che proclamano teorie avanzate di partecipazione dei cittadini alla vita politica, hanno fin da subito creato strumenti di partecipazione destinati esclusivamente ai loro elettori. Esclusivi appunto. E così concludo: ma davvero sono comparabili le firme di cittadini che sono usciti di casa per recarsi nel Comune per andare a sottoscrivere la richiesta di referendum, con firme poi autenticate da funzionari comunali e provviste materialmente di certificati elettorali con voti raccolti su Rousseau, il sistema operativo del MoVimento 5 Stelle, gestito da un’Associazione Rousseau, via Gerolamo Morone, 6 - 20121 Milano, che tra l’altro rappresentano meno dell'1 per cento dell'elettorato M5S alle ultime Politiche e che - per qualche ragione sconosciuta in uno stato di diritto - hanno creduto di decidere le sorti di un governo?
Credo insomma che in questo Paese innanzitutto si dovrebbe aprire un dibattito laico e plurale sulla riduzione dei parlamentari ossia della rappresentanza popolare; più in generale sullo stato e sul destino della democrazia in questo paese, in cui purtroppo si continua solo a raccontare che l'eliminazione di 345 poltrone porterebbe un grande risparmio per gli italiani, una tazzina di caffè insomma.


sabato 11 gennaio 2020

La punk che legge alla nonna; Il Riformista, La traversata, Repertorio dei matti del Canton Ticino


La migliore istantanea di questi giorni: una giovanissima punk con le toppe sui jeans dei Sex Pistols seduta su una panchina che leggeva ad alta voce e con la sigaretta fra le dita una rivista scandalistica che vedo spesso in edicola alla nonna cieca e costretta su una sedia a rotelle. Fra le cosce della punk un pacchetto di Fonzie, un accendino, una birra sottocostomPrix mentre sopra la coperta che teneva al caldo le gambe dell'anziana un piattino di plastica con due toast pieni di mortadella di Bologna. Stavo sulla panchina affianco che mangiavo un panino in pausa pranzo e la ragazza leggeva quegli articoli come se stesse leggendo un romanzo epico. La sua voce delicata mi ha regalato mezz'ora di vero benessere.


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Oggi è stato forse il primo giorno di scarico (anche a causa di queste straordinarie giornate di sole) dopo il turbinio lavorativo delle ultime settimane. Appena 4 ore di lavoro, soprattutto lavoro di magazzino, carico e scarico. Incognita su questo weekend ma è stato bello tornare a casa meno stanco del solito e trovare sul tavolo una pila di giornali di ieri e altri due acquistati oggi dalla mia compagna, insieme a due libri, uno che avevo già in francese di Philippe Lançon "La traversata" (Edizioni e/o, traduzione di Alberto Bracci Testasecca) e che è un vero e proprio capolavoro e l'altro che é “Repertorio dei matti del Canton Ticino” a cura di Paolo Nori (Marcos y Marcos) perché anche se sono lecchese al lavoro qui a lugano mi dicono che sempre che ormai sono diventato un matto ticinese.

E poi dentro questo repertorio c'é anche Pietro che é stato uno dei miei primi incontri luganesi mentre aspettavo che la mia compagna uscisse dall'albergo dove lavorava. 
Un uomo con la vita difficile, segnata anche dalla dipendenza:

Uno si chiamava Pietro ma tutti lo chiamavano Barbarossa, camminava col baricentro basso e attraversava la strada di colpo senza guardare.
Tutti lo conoscevano ma pochi si fermavano a parlare con lui anche perché non  si capiva bene quello che diceva. Poi l'hanno preso sotto con la macchina e è morto e tutti si sono ricordati che lui attraversava sempre la strada senza guardare.

E per fortuna che ci sono ancora in giro giornalisti come Mattia Feltri e Piero Sansonetti.
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Sto facendo bruttissimi incubi.
Per fortuna i quasi due chilometri a piedi per il cinema con la temperatura a -3 sottozero come stamattina mi ripuliscono il cervello.
Piango spesso nel sonno.
La mia compagna dice che preferisce non svegliarmi quando ho notti bruttissime.
Lo diceva anche mia sorella.
E lo diceva anche mia madre.
Posso davvero terrorizzare le persone che dormono con me e vicino a me.
Una mia amica mi diceva che le mie lacrime notturne sono l'emorragia del mio senso di colpa.
Ne ho parlato spesso.
Di sicuro é un comportamento che mi porto dietro sin da bambino.

Ascolto musica a caso e mi muovo avanti e indietro con la lettera di dimissioni nella tasca del giaccone.

Una l'ho persa per strada e mi chiedo se sia mai stata ritrovata, letta e cos'abbia pensato la persona che se l'è ritrovata fra le mani.

Come una volta che ho trovato al cinema una lettera d'amore scritta da una ragazza.

L'ho letta, non ho resistito e mi è venuto un magone così grande che avrei voluto rintracciarla e restituirgliela o trovare quel ragazzo e dirgli come fai a non voler stare insieme a una ragazza del genere oppure come hai fatto a perdere una lettera di questo tipo? 

L'ho lasciata in ufficio ma ancora oggi vorrei sapere che fine ha fatto quella ragazza o quella coppia.

Vorrei chiederti "Come stai?"