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martedì 25 giugno 2019

Due righe su "Istruzioni per un funerale" di David Means (Minimum Fax)



Amo rileggere libri, riguardare film, riascoltare dischi, ritornare su sentieri dove sono stato centinaia di volte. Mi piace perché ogni volta scopro nuove sensazioni, passaggi inesplorati, sfumature che avevo perso o nemmeno capito. Eppure ogni volta che rileggo, riguardo, ripercorro sono scosso da un brivido come se nel ritornare a ciò già conosco (o che reputo di conoscere) perdessi per strada pezzi di me stesso. In fin dei conti ogni conoscenza significa necessariamente un abbandono ma ogni abbandono è causa di ferite, lacerazioni, cicatrici, di una nuova pelle che magari può essere fastidiosa, inopportuna, ingestibile, indesiderata. 

Per dire, ogni volta che rileggo Moby Dick sento quel me stesso bambino che incontrava Melville per la prima volta allontanarsi nella galassia dei ricordi. 
Ero un bambino con la testa ossessionata da oceani sconosciuti, dalla caccia alla balena, dalla Pequod, dalla voglia di avventura e di lasciare tutto un mondo che mi faceva già molto schifo. 
Ma da allora sono accadute tante cose che mi hanno travolto e cambiato. 
Ho conosciuto il fallimento, la depressione, la morte di amici, quella di mia madre, la solitudine, il lavoro meccanico, la fatica, la mancanza di soldi, l'alcolismo, i tentativi di suicidio e quando a quarant'anni ritrovo Ismaele c'è un me stesso adulto che vive Moby Dick in maniera diversa da come accadeva allora ma nello stesso guarda a quel bambino che ero con occhi diversi già da quelli che avevo dieci anni fa. 
Ritorno sui ricordi e sulle riletture con il peso di altri anni, di altre sofferenze ed esperienze e vengo sempre preso dal dubbio se quanto sto ricordando sia il mio vero ricordo, una suggestione o un ricordo auto-assolutorio e se in fin dei ricordi un ricordo abbia davvero una forma stabile nel tempo o se invece sia sempre e soltanto una narrazione in divenire che si arricchisce di nuovi spunti, menzogne, degradazioni, invenzioni. 

Ecco l'ultima raccolta di racconti di David Means "Istruzioni per un funerale" (Minimum Fax, traduzione di Assunta Martinese) vive costantemente di questa sensazione di perdita e ricostruzione, di momenti presenti che vivendo nell'alternanza di sbalzi temporali, voci, ricordi, riesumazioni, supposizioni restituiscono la complessità dell'esistenza e di tutti quegli ingranaggi invisibili (eppure così concreti) su cui sono costruite le vite degli esseri umani. 

David Means è, in ogni suo libro, un autore di una precisione chirurgica ma sembra quasi dirci che nella scrittura così come nella vita non esiste una vera precisione, non esiste una sola possibilità perché ogni cosa sembra sfumare, farsi più difficile e complicata ogni volta che la affrontiamo. I punti di vista possono essere instabili, ciò che riteniamo veritiero nella nostra vita potrebbe essere solo una costruzione fatta a posteriori oppure no. Invitiamo gli altri a crederci, scriviamo disposizioni per funerali raccontando un'ipotesi sulla nostra morte, raccontiamo una scazzottata , proprio adesso, ma anche fra trent'anni, invecchiati, seduti su un portico insieme alla donna che amiamo, quando ciò che accade si è perso e ciò che avevamo raccontato la prima volta ha smesso di esistere e resiste solo quel momento presente che già sta evaporando. Siamo un gruppo di tossici che si fumano una sigaretta proibita fuori dal centro di recupero ma nella nostra testa, nei nostri corpi si sta già sviluppando (si è già sviluppato) il tradimento delle nostre promesse di riabilitazione, c'è già la tentazione, la voglia di fuggire, c'è quell'ipotesi che poi diverrà l'amara constatazione dei nostri fallimenti anni più tardi quando saremo ancora rinchiusi in carcere, sbattuti in una comunità, nascosti a bucarci sotto un ponte. Siamo quel padre che vede il proprio figlio correre verso il fiume e il pericolo e si chiede quando nella sua testa è diventato padre e dov'è finito quella parte di sé stesso che non era un padre. O quel marito che rivede il tradimento suo e della moglie con gli occhi di un uomo che quei tradimenti li ha superati ma che li sente ancora marcire dentro al cuore, nella mente. 

Quando leggo David Means più che di accostarlo ad altri autori mi viene voglia di accostarlo ai miei amati laghi che tutte le volte quando li vado a incontrare sembrano aver mutato volto ed esigono nell'incontro molta attenzione, dedizione, ascolto. Ecco, i racconti di questo straordinario scrittore esigono l'ascolto di sé stessi quasi fino al silenzio più assoluto, a costo di farci un male incredibile e di restare senza fiato mentre vediamo scorrere un treno in lontananza dove sta viaggiando chi ci tradirà e che tradiremo tutti i giorni, noi stessi.


lunedì 24 giugno 2019

David Means e Alexandra Kleeman, Radio Carcere e il Bassone di Como, Kyuss, Jason Lytle e il caldo, Halldór Laxness



Due straordinari scrittrici/scrittori di racconti.
Due raccolte veramente belle.
Ne scrivo nei prossimi giorni.
E che bello questo caldo che mi arriva addosso.



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Sono stato davanti al carcere Bassone di Como e anche nella zona dell'accoglienza dei parenti visto che nel carcere c'era detenuta l'amica di una amica.


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Poco fa su Sentire Ascoltare ho trovato una recensione di un disco che ho mangiato come un fungo psichedelico durante un certo periodo della mia vita e mentre sto scrivendo questo inutile post l'ho riacceso nelle cuffie e sono sempre 50 minuti incredibili. Per me i Kyuss sono un disco da ascoltarsi quando si percorrono lunghi viaggi in macchina. Fermarsi negli autogrill o in qualche bettola e motel lungo le  strade provinciali. I Kyuss sono quel classico gruppo che mi mette addosso una voglia matta di lasciarmi andare, di bere fino allo stordimento, di drogarmi e di combinare pazzie.

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Poi c'è la mia parte supersensibile, depressa timida, dimessa, riflessiva alla Grandaddy... che poi alla fine le due anime sono in perenne interscambio, scontro, confronto, simbiosi. 

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Che poi il caldo mi piace tantissimo ma di stare in mezzo alla gente non ne ho voglia.
Non mi interessa, non me la sento.
E poi magari fra un po' mi dedico a questo romanzo




anche se poi prima o poi devo trovare la forza di scrivere l'intervento che vorrei pronunciare all'ormai prossimo congresso del Partito Radicale:






domenica 23 giugno 2019

NESSUNO TOCCHI CAINO NEWS - USA: 1500 PRIGIONIERI GIUSTIZIATI DALLA REINTRODUZIONE DELLA PENA DI MORTE NEL 1976

NESSUNO TOCCHI CAINO NEWS

Anno 19 - n. 25 - 22-06-2019 

Contenuti del numero:

1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : USA: 1500 PRIGIONIERI GIUSTIZIATI DALLA REINTRODUZIONE DELLA PENA DI MORTE NEL 1976
2.  NEWS FLASH: ROMA: 26 GIUGNO PRESENTAZIONE DEL LIBRO ‘UOMINI COME BESTIE. IL MEDICO DEGLI ULTIMI’ DI FRANCESCO CERAUDO
3.  NEWS FLASH: ROMA: 23 GIUGNO CONCERTO NELLA CHIESA SANTA LUCIA DEL GONFALONE
4.  NEWS FLASH: ARABIA SAUDITA: ARRESTATO A 13 ANNI EVITA L’ESECUZIONE
5.  NEWS FLASH: INDIA: CONDANNA CAPITALE COMMUTATA IN ERGASTOLO
6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA : DONA IL 5 X 1000 A NESSUNO TOCCHI CAINO


USA: 1500 PRIGIONIERI GIUSTIZIATI DALLA REINTRODUZIONE DELLA PENA DI MORTE NEL 1976

Marion Wilson, 42 anni, nero, è stato giustiziato nello stato della Georgia il 20 giugno 2019, nel Georgia Diagnostic and Classification Prison a Jackson.

Era accusato, e in parte aveva ammesso, di aver partecipato all’uccisione, il 28 marzo 1996, Donovan Corey Parks. Wilson era stato condannato a morte il 7 novembre 1997 nella Baldwin County con l’accusa di aver rapinato e ucciso, il 28 marzo 1996, Donovan Corey Parks, 24 anni, un agente di custodia fuori servizio, scelto a caso dalla coppia mentre faceva acquisti in un supermercato. Secondo l’accusa, che al processo ha mostrato le immagini delle telecamere di sorveglianza, Wilson e Robert Earl Butts, che all’epoca avevano 18 anni, hanno compiuto l’omicidio come “rito di accettazione” per entrare in una gang. I due erano stati processati separatamente, ed entrambe avevano cercato di addossare le responsabilità principali all’altro. Di fatto, sembra che a sparare fosse stato Butts, ma la legge della Georgia (come di molti altri stati) consente la condanna a morte anche dei complici quando il loro ruolo sia stato intenzionale e rilevante. Wilson venne condannato a morte
  nella Baldwin County il 7 novembre 1997. Butts è stato giustiziato il 4 maggio. Secondo una nota del Death Penalty Information Center, Wilson è la seconda persona dalla reintroduzione della pena di morte nel 1976 ad essere giustiziata in Georgia pur non avendo materialmente commesso un omicidio. Il caso precedente è quello di Kelly Gissendaner, giustiziata il 30 settembre 2015 per aver commissionato l’omicidio del marito. Wilson diventa la 2a persona giustiziata quest’anno in Georgia, la 74a da quando la Georgia ha ripreso le esecuzioni nel 1983, la 10a dell’anno negli Usa, e la n° 1500 da quando gli Usa hanno ripreso le esecuzioni nel 1977. 
(Fonti: themarshallproject.org, vox.com, 20/06/2019)


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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

ROMA: 26 GIUGNO PRESENTAZIONE DEL LIBRO ‘UOMINI COME BESTIE. IL MEDICO DEGLI ULTIMI’ DI FRANCESCO CERAUDO

Nessuno Tocchi Caino e il Partito Radicale presentano il libro “Uomini come bestie. Il medico degli ultimi” di Francesco Ceraudo, edizioni ETS 2019 - Mercoledì 26 giugno 2019 alle ore 10.30 nella sede del Partito Radicale Via di Torre Argentina 76, Roma 
Francesco Ceraudo ha lavorato come medico in carcere per 37 anni. Ha curato tutti, dall’ultimo extracomunitario, al detenuto politico famoso, al capomafia. Con tutti è riuscito ad essere “solo un medico”, seppure un medico consapevole, sensibile, come si direbbe oggi, “olistico”. Perché il bravo medico penitenziario deve saper curare le malattie “convenzionali” ma anche e forse soprattutto le malattie dell’anima tipiche del detenuto, chiunque esso sia, innocente o molto colpevole: la solitudine, l’inedia, la frustrazione, la paura per sé e per i propri familiari. Il tutto con l’aggiunta di scarso spazio vitale, poca luce del sole, sedentarietà, fumo attivo o passivo, alimentazione incompleta. Ceraudo nel corso dei decenni si è offerto come ostaggio in una famosa rivolta carceraria, è salito su un tetto per parlare in albanese con un detenuto che voleva suicidarsi, ha cercato di suturare uomini accoltellati dai “killer delle carceri”, ha denunciato dirett
 ori corrotti, marescialli prezzolati, brigadieri ladri, e avvocati corruttori. Ha anche testimoniato, impaurito e non creduto, in un grave caso di terrorismo. 
Eppure ha fatto il suo lavoro talmente bene che non è mai stato minacciato da nessun detenuto, ed è stato tanto stimato dai dirigenti ministeriali e dai colleghi medici da essere eletto per un quarto di secolo a capo del sindacato italiano dei medici penitenziari, e per 5 anni addirittura a capo del sindacato mondiale. 
Francesco Ceraudo è stato consapevole di aver voluto curare esseri umani all’interno di strutture concepite, checché se ne dica, per infliggere sofferenza. 
Sarà presente: Francesco Ceraudo, medico e autore di “Uomini come bestie. Il medico degli ultimi” Intervengono: Rita Bernardini, Presidente di Nessuno Tocchi Caino; Furio Colombo, giornalista; Flavia Fratello, giornalista; Piero Sansonetti, giornalista; Elisabetta Zamparutti, Nessuno Tocchi Caino e rappresentante nel Comitato Prevenzione Tortura del Consiglio d'Europa.


ROMA: 23 GIUGNO CONCERTO NELLA CHIESA SANTA LUCIA DEL GONFALONE

Con il Patrocinio di “Nessuno Tocchi Caino”
Concerto Chiesa Santa Lucia del Gonfalone
Roma - Via dei Banchi Vecchi, 12

Domenica 23 giugno 2019
ore 19:30

ENSEMBLE “ESTRO MUSICALE”
Irma Mastropierro, docente del Coso di Laurea di II° livello per violino solista, musica da camera e laboratori o musicale, al conservatorio “ Licinio Refice” di Frosinone, con i suoi allievi ha costituito Ensemble “Estro Musicale” di cui tutti sono solisti.
Violino - M°Luigi Marasciulo
Viola - M° Luigi Ciriello
Violoncello – M°Donato Cedrone
Pianoforte e cembalo – M° Vittorio O

Programma:
Paul Inwood (Arr. P.Teodori)
(1947)
“Inno della Misericordia 2015”

Charles Gounod
(Arr.P.Teodori)
su un Preludio di J.S. Bach (1818 -1893)
“Ave Maria”

Nicolò Paganini (1782 -1840) Cantabile Solista Luigi Marasciulo
Giuseppe Mulè (1855 – 1951) Largo
Pëtr Il'ič Čajkovskij Op.44 No. 6 (Arr. P.Teodori) (1840 – 1893) Chant Sans Paroles
Jean Sibelius Op.44 (Arr. P.Teodori) (1865 – 1957) Valse Triste
Ennio Morricone (1928) The Mission

Direttore Artistico Prof.ssa Irma Mastropierro
Coordinatore Ing. Luca Ascenzi



ARABIA SAUDITA: ARRESTATO A 13 ANNI EVITA L’ESECUZIONE

Murtaja Qureiris, un 18enne che era stato condannato a morte in Arabia Saudita, è stato salvato dall'esecuzione e condannato a 12 anni di prigione, secondo una fonte informata.
La fonte ha riferito alla CNN che Qureiris, che era stato arrestato all'età di 13 anni dalle autorità saudite, potrebbe essere rilasciato nel 2022.
Qureiris aveva 10 anni quando avrebbe commesso almeno uno dei fatti denunciati nel suo documento di accusa.
È stato accusato di aver accompagnato suo fratello, l'attivista Ali Qureris, in un viaggio in motocicletta fino a una stazione di polizia nella città di Awamiya, dove Ali avrebbe lanciato molotov contro la struttura.
Il suo altro presunto crimine consisterebbe nella partecipazione al funerale di suo fratello, che in seguito divenne una manifestazione.
Qureiris ha negato le accuse e ha affermato che le confessioni, su cui si basava l'accusa, sono state ottenute sotto costrizione.
Murtaja Qureiris appartiene a una famiglia sciita della Provincia Orientale a maggioranza sunnita dell'Arabia Saudita.
(Fonti: CNN, 17/06/2019)


INDIA: CONDANNA CAPITALE COMMUTATA IN ERGASTOLO

Una sezione dell’alta corte del Madhya Pradesh il 17 giugno 2019 ha commutato la condanna a morte di un ragazzo di 19 anni che avrebbe stuprato e ucciso suo cugino di cinque anni in un villaggio presso la stazione di polizia di Katangi nel distretto di Jabalpur. Il tribunale ha commutato la pena di morte in ergastolo, precisando che l'imputato passerà in prigione 30 anni.
La corte ha ritenuto che il caso si fondasse su prove circostanziali e che quindi il tribunale doveva essere più prudente nell’emettere la condanna a morte, inoltre l'accusato ha solo 19 anni e la possibilità di riforma e riabilitazione non può essere esclusa, infine il crimine non rientra tra i "più rari tra i rari".
(Fonti: TNN, 18/06/2019)

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DONA IL 5 X 1000 A NESSUNO TOCCHI CAINO

Sostieni la lotta per l'affermazione del diritto alla speranza per chi è condannato alla pena di morte e alla pena fino alla morte che nel nostro Paese si chiama "ergastolo ostativo". Spes contra spem è il motto di una vita di Marco Pannella che continua ad orientare l'impegno di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale. 
Aiutaci ad essere speranza quando tutto intorno sembra remare contro. 
Scrivi il codice 96267720587 nel riquadro “Sostegno del volontariato...” della tua dichiarazione dei redditi.



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Per maggiori informazioni: http://www.nessunotocchicaino.it

giovedì 20 giugno 2019

La maglietta Lacoste e mia sorella





Premessa numero 1, molto raffazzonata: non amo per niente tutto un certo mondo di sinistra che si reputa da anni la crème de la crème dell'universo. Quel mondo mezzo battagliero, mezzo salottiero, mezzo giornalistico, mezzo giustiziere, mezzo di palazzo e mezzo di lotta, mezzo di potere che un po' piange e un po' ride. Discorso che vale anche per un certo mondo di destra che piange e piange e piange ma è pure lui establishment da un sacco di tempo. E la parola radical-chic nel suo significato corretto è per me ancora ben spendibile sia a destra che a sinistra che al centro.

Premessa numero 2: non mi sta molto simpatico Carlo Calenda e non voglio difenderlo e lui nemmeno dice di essere di sinistra sinistra, tantomeno comunista e viene pure da una famiglia che di denari ne ha eccome.

Arriviamo al dunque: tutta questa polemica sulla maglietta Lacoste indossata dall'ex Ministro dello Sviluppo economico (me l'ha riferita mio padre che compra sempre un paio di Lacoste all'anno e che tra l'altro manco costano  questa cifra folle... ok costano 48 euro e per qualcuno è tanto ma porca troia che palle...  quanto costano le All Stars?) mi sembra pretestuosa, stupida, senza senso.

L'ennesima dimostrazione del livello infimo non solo dei social ma in generale del dibattito politico.

Ma tutta questa vicenda mi ha fatto pensare a mia sorella Anna con la quale ho un rapporto molto conflittuale: per realizzare il suo sogno di diventare egittologa ha faticato tutta la vita e ancora oggi non è ancora riuscita veramente a realizzare il suo sogno. 
All'università si è mantenuta con le borse di studio e lavorando. 
Si è scontrata (rovinandosi la vita e la carriera) con la muffa universitaria (spesso di sinistra) e adesso unisce scavi archeologici e il suo lavoro principale di funzionario (ottenuto con un concorso) presso il Marta di Taranto, facendo avanti e indietro da Milano dove vive suo marito. 
Tutto quello che ha ottenuto, l'ha ottenuto con le sue forze e la nostra famiglia non l'ha potuta aiutare in nulla se non standole accanto e sostenendola nelle sue scelte. 
Ha sempre votato a sinistra, è una democratica, mai comunista, sempre in prima linea nelle battaglie per i diritti civili, insegna agli immigrati e in Egitto aiuta alcune famiglie bisognose. Pure iscritta al sindacato. 
Ma mia sorella ha ereditato da mio padre l'amore per la moda e il look e per questo motivo è sempre impeccabile, spende una bella cifra dal parrucchiere, in vestiti di alta sartoria, in scarpe, borse, gioielli. Sogna anche di guidare una macchina sportiva.
Non c'è mai una volta che ti faccia pesare tutta la sua immensa cultura, le lingue che conosce, le sue letture.  

Ecco, è tutta una vita che mia sorella non ha mai un bel rapporto con un certo tipo di uomini e donne di sinistra (lei non va molto d'accordo con tutta quell'area dell'estrema sinistra, de Manifesto, Emergency, centri sociali, autonomi, eccetera eccetera) che la accusano di essere solo una borghese, che una vestita cosi' dovrebbe stare con Berlusconi e che non ha niente a che fare col mondo del lavoro, quando in fin dei conti mia sorella son ben 25 anni che lavora e studia insieme ininterrottamente. 

Come se per essere di sinistra o quantomeno democratici, antifascisti, si debba sempre e comunque tenere un look da contadini/viandanti/operai, uno stile monacale di rinuncia continua, magari indossando i sandali che arrivano dal Peru', non truccarsi, non mettersi i tacchi, la minigonna, i gioielli. 

All'insegna di un integralismo etico/ideologico (pure molto reazionario) che ha fatto disastri nella storia.

La stessa storia valeva per mio nonno. 

Partigiano azionista e repubblicano che venne sempre odiato  dai comunisti e osteggiato perché possedeva un albergo e faceva studiare i propri figli. Si vestiva bene e parlava in italiano. E nessuno che si ricordava che tutti i suoi dipendenti erano assunti con un contratto regolare, anche solo per i fine settimana, con quei contributi che in molte aziende (vedi quella dove lavorava mia madre) manco venivano pagati.
Come se tutto dovesse essere collettivizzato o donato in stile francescano.

Vabbè, ho già parlato troppo di questa storia.
Ma ancora una volta mi sento solo e vicino a pochissime persone.

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Quanto amo Jane Weaver.



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-qui-



mercoledì 19 giugno 2019

In breve su "Lingua nera" di Rita Bullwinkel (Black Coffee) + Chelsea Wolfe


In Florida tutto è color pastello. Una tazza giallo acceso non si trova. Deve essere sbiadita. Consumata di fresco. Sono così le cose, laggiù, inondate di luce e diluite. Occhiali da sole di un rosa chiaro chiaro e capelli bianchi bianchi. Una presunta imitazione di essere umano, vibrante. Ecco l'aspetto che hanno quasi tutti. Di solito le persone vere non ci vivono, in Florida. Ci sono solo fantasmi, confinati in un limbo per peccati di gola o per aver applicato interessi sui prestiti.” (“I veri zombi di Dio”, pag. 67)

“Lingua nera”, esordio di Rita Bullwinkel (Black Coffee, traduzione di Leonardo Taiuti), è una raccolta di diciassette racconti, alcuni della durata anche solo di due pagine (il meraviglioso e straniante “Phylum” sulla dissoluzione di una relazione) inquietanti, surreali e magici che indagano le possibili trasformazioni di corpi, oggetti, relazioni affettive, sogni, lavori. 
Una raccolta che oserei accostare alle opere di Aimee Bender, Julia Slavin, Lydia Davis, Judy Budnitz, A. Homes dove il corpo ha una funzione spesso centrale nella narrazione: corpi che decadono, che diventano incubatrici di disagi esistenziali, corpi che diventano oggetti sostitutivi (come nel racconto “Ingobbirsi” con uomini che vengono assunti con la qualifica di Reggiseno), corpi modificati e plastificati de “I veri zombi di Dio” (un racconto da accostare a “Florida” di Lauren Groff e che offre uno spaccato più veritiero dello stato americano rispetto a quanto offerto da patinate serie tv di successo come Csi Miami), corpi odiati/martoriati/amati come accade nel racconto “Lingua nera”, relazioni umane che trovano nel sesso e nella fisicità della carne la sola comprensione possibile, amicizie adolescenziali fondate su discussioni riguardanti ciò che potremmo fare ai nostri corpi, se potremmo mangiarli e come mangiarli, nello splendido ma davvero splendido racconto  “Le braccia sopra la testa”, corpi che si fanno carnefici, nemici, vittime, alieni, interpreti della crisi economica o del crollo di qualsiasi speranza in un futuro migliore, personale e collettivo.

Quando mia figlia divenne maggiorenne, l'economia era talmente in crisi che conveniva di più pagare qualcuno per reggerle il seno che comprare la biancheria necessaria. Mettemmo un annuncio su Craiglist e stabilimmo che era Mark il più adatto all'incarico. Lo sistemammo nel giardino sul retro, in un capanno con dell'acqua corrente. Alle prime luci del mattino si alzava, si posizionava davanti alla porta della stanza di mia figlia e aspettava che si svegliasse. Ogni volta che usciva di casa, Mark si ingobbiva dietro di lei, le faceva scivolare le mani sotto la maglietta e sorreggeva delicatamente i piccoli seni.” (Ingobbirsi, pag. 135)

Una raccolta bellissima, frutto di una scrittrice dal talento cristallino, con uno stile impeccabile e con una molteplicità di registri capaci di sorprendere e affascinare, in grado di insinuarsi sotto pelle, di scavare negli angoli bui dei nostri desideri e sogni, di accarezzare i nostri lati meno nobili e le nostre debolezze, le nostre tentazioni e i nostri orrori.

Ho due istinti che mi è difficile conciliare: ho una paura matta dei trampolini ma allo stesso tempo, quando mi trovo su una superficie rialzata come un tetto o un sentiero lungo da scogliera, avverto l'impulso di saltare. Me lo sento nei piedi, questo allegro senso di vertigine che mi ripete, Metti che, metti che... Su un trampolino invece ho la certezza del risultato e mi chiudo a riccio. È la pressione sociale a costringermi a salire la lunga scaletta finché non mi ritrovo lassù. Sono famosa per quella volta che da adolescente ho fatto dietrofront rinunciando a tuffarmi – un gesto inconcepibile, vergognoso a quell'età -, e allora perché ho quest'impulso a saltare giù da altre cose? Perché il risultato è ignoto? Il mio cervello cosa crede, che spiccherò il volo? È ridicolo che il mio corpo dica, Salta e falla finita. Una volta, quando vivevo in un grande appartamento in città, ero sul tetto a fumarmi una sigaretta con un'amica e le ho confessato la cosa, e lei mi ha detto, Ah, ma certo, anch'io. È una sensazione strana, mi ha detto, questa voglia di buttarsi giù dalle cose. È il motivo per cui siamo amiche?, le ho chiesto. Perché vogliamo saltare tutte e due?” (Lingua nera, pag. 42)


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Il 13 settembre esce il nuovo disco di Chelsea Wolfe "Birth of Violence" (Sargent House) anticipato da questo singolo:



Andrea Consonni, Sun, 19 giugno 2019

martedì 18 giugno 2019

Minibot, Selma Hellal, øjeRum, Life on Venus, Monte Boglia e il mio umore e Robin Proper-Sheppard, La mente del corvo


Sta cazzata dei minibot è una di quelle robe che uno prova a cercare di capire ma poi è impossibile perché è solo una cazzata gigantesca tipo la versione serie Z del Gatto e la Volpe. Ieri su Il Foglio c'era una prima pagina copertina bellissima con questi minibot che un votante grillino che conosco di vista ha scambiato per buoni spesa e li voleva pure utilizzare per farsi una grigliata. comunque bellissimo il lungo articolo di Luciano Capone e Carlo Stagnaro: "Stiamo già uscendo dall’euro" ma ieri c'era anche un pezzo splendido dedicato a Selma Hellal, una coraggiosa editrice in Algeria, "La rivoluzione dei libri e del corpo per strada. La guerra civile e le energie finalmente libere di una moltitudine che ogni venerdì si mette in scena. Selma Hellal, editrice coraggiosa, racconta la sua Algeria e “l’esperienza meravigliosa” di portare la letteratura in giro per il paese"


Il tutto in un paese/mondo dove le alternative politiche/culturali/sociali/umorali alternative a questo andazzo generale sono assenti o timide o impaurite e incapaci di rinnovarsi, di guardare al futuro, di costruirlo, di rinnovarsi. Un cazzo, una tristezza gigante. E nessuna volontà di dialogo, ascolto, volontà di fare un percorso.
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"There Is A Flaw In My Iris" di øjeRum è un disco di pura bellezza che ha bisogno di essere ascoltato con devozione, tempo. Cresce come crescono le piante. Come si sposta la natura. Lenta. Impetuosa. Travolgente. Furiosa. Silenziosa. 

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Un album che ho scoperto oggi grazie a shoegazeblog.com : "Departure" dei Life on Venus

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Oggi mi son svegliato presto, ho preso la macchina e sono andato in montagna.
Un duro cammino in solitaria per raggiungere la vetta del Monte Boglia, 1500 metri d'altezza, che domina Lugano e la zona circostante. 
Camminare per cercare di vincere la depressione, di liberare energie negative.
In fin dei conti un'ennesima via di fuga.
In testa avevo i Sophia e questa canzone che si intitola Resisting che ogni volta che la ascolta a me salgono le lacrime da dentro lo stomaco.
E oggi quando sono arrivato in vetta la depressione era salita con me e mi sentivo vuoto e inutile.
Guardavo la città, le vie di comunicazione, i paesi, la pianura lontana, Milano e avrei voluto spazzare via tutto.

"And I don't know what we're always resisting"

E poi quando sono tornato a casa ho cominciato a dedicarmi a questo libro:


che poi, a conti fatti, i corvi sono gli animali che amo di piu'.
In assoluto.




sabato 15 giugno 2019

NESSUNO TOCCHI CAINO NEWS - CORTE DI STRASBURGO. NESSUNO TOCCHI CAINO, STORICA SENTENZA DELLA CEDU SUL CASO VIOLA vs ITALIA

NESSUNO TOCCHI CAINO NEWS - CORTE DI STRASBURGO. NESSUNO TOCCHI CAINO, STORICA SENTENZA DELLA CEDU SUL CASO VIOLA vs ITALIA

Anno 19 - n. 24 - 15-06-2019 

Contenuti del numero:

1.  LA STORIA DELLA SETTIMANA : CORTE DI STRASBURGO. NESSUNO TOCCHI CAINO, STORICA SENTENZA DELLA CEDU SUL CASO VIOLA VS ITALIA
2.  NEWS FLASH: ROMA: 26 GIUGNO PRESENTAZIONE DEL LIBRO  ‘UOMINI COME BESTIE. IL MEDICO DEGLI ULTIMI’ DI FRANCESCO CERAUDO
3.  NEWS FLASH: ROMA: 23 GIUGNO CONCERTO NELLA CHIESA SANTA LUCIA DEL GONFALONE
4.  NEWS FLASH: BIELORUSSIA: PRIGIONIERO GIUSTIZIATO PER OMICIDIO
5.  NEWS FLASH: BOTSWANA: OMOSESSUALITÀ DEPENALIZZATA
6.  I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA : DONA IL 5 X 1000 A NESSUNO TOCCHI CAINO


CORTE DI STRASBURGO. NESSUNO TOCCHI CAINO, STORICA SENTENZA DELLA CEDU SUL CASO VIOLA VS ITALIA

Per l’associazione Nessuno tocchi Caino, da anni impegnata, con il Partito Radicale, per l’abolizione dell’ergastolo ostativo, la sentenza della Corte Europea per i Diritti Umani nel caso Marcello Viola vs Italia è un pronunciamento storico.

La Corte ha infatti affermato che l’ergastolo ostativo è contrario all’art 3 della Convenzione europea per i diritti umani che vieta i trattamenti e le punizioni inumane e degradanti. Secondo la Corte infatti, l’ergastolo ostativo è una forma di punizione perpetua incomprimibile. Con questa sentenza la CEDU svuota l’art 4 bis dell’ordinamento penitenziario, che prevede uno sbarramento automatico ai benefici penitenziari, alle misure alternative al carcere e alla liberazione condizionale in assenza di collaborazione con la giustizia. La CEDU fa cadere la collaborazione con la giustizia ex art 58 ter o.p, come unico criterio di valutazione del ravvedimento del detenuto. La Corte considera inoltre questo un problema strutturale dell’ordinamento italiano e chiede che si metta mano alla legislazione in materia.
Per Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino: “Il successo alla Corte EDU è il preludio di quel che deve succedere alla Corte Costituzionale italiana che il 22 ottobre discuterà l'ergastolo ostativo a partire dal caso Cannizzaro, nel quale Nessuno tocchi Caino è stato ammesso come parte interveniente. Il pensiero non può non andare che a Marco Pannella, al suo Spes contra Spem che ci ha animati e nutriti in questi anni, e ai detenuti di Opera protagonisti del docu-film di Ambrogio Crespi “Spes contra Spem - Liberi dentro” che contro ogni speranza sono stati speranza, con ciò liberando oltre che se stessi anche le menti dei giudici di Strasburgo.”
(Fonti: NTC, 13/06/2019)


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NESSUNO TOCCHI CAINO - NEWS FLASH

ROMA: 26 GIUGNO PRESENTAZIONE DEL LIBRO  ‘UOMINI COME BESTIE. IL MEDICO DEGLI ULTIMI’ DI FRANCESCO CERAUDO

Nessuno Tocchi Caino e il Partito Radicale presentano il libro “Uomini come bestie. Il medico degli ultimi” di Francesco Ceraudo, edizioni ETS 2019 - Mercoledì 26 giugno 2019 alle ore 10.30  nella sede del Partito Radicale  Via di Torre Argentina 76, Roma 
Francesco Ceraudo ha lavorato come medico in carcere per 37 anni. Ha curato tutti, dall’ultimo extracomunitario, al detenuto politico famoso, al capomafia. Con tutti è riuscito ad essere “solo un medico”, seppure un medico consapevole, sensibile, come si direbbe oggi, “olistico”. Perché il bravo medico penitenziario deve saper curare le malattie “convenzionali” ma anche e forse soprattutto le malattie dell’anima tipiche del detenuto, chiunque esso sia, innocente o molto colpevole: la solitudine, l’inedia, la frustrazione, la paura per sé e per i propri familiari. Il tutto con l’aggiunta di scarso spazio vitale, poca luce del sole, sedentarietà, fumo attivo o passivo, alimentazione incompleta. Ceraudo nel corso dei decenni si è offerto come ostaggio in una famosa rivolta carceraria, è salito su un tetto per parlare in albanese con un detenuto che voleva suicidarsi, ha cercato di suturare uomini accoltellati dai “killer delle carceri”, ha denunciato dirett
 ori corrotti, marescialli prezzolati, brigadieri ladri, e avvocati corruttori. Ha anche testimoniato, impaurito e non creduto, in un grave caso di terrorismo.   
Eppure ha fatto il suo lavoro talmente bene che non è mai stato minacciato da nessun detenuto, ed è stato tanto stimato dai dirigenti ministeriali e dai colleghi medici da essere eletto per un quarto di secolo a capo del sindacato italiano dei medici penitenziari, e per 5 anni addirittura a capo del sindacato mondiale. 
Francesco Ceraudo è stato consapevole di aver voluto curare esseri umani all’interno di strutture concepite, checché se ne dica, per infliggere sofferenza. 
Sarà presente: Francesco Ceraudo, medico e autore di “Uomini come bestie. Il medico degli ultimi” Intervengono: Rita Bernardini, Presidente di Nessuno Tocchi Caino; Furio Colombo, giornalista; Flavia Fratello, giornalista; Piero Sansonetti, giornalista; Elisabetta Zamparutti, Nessuno Tocchi Caino e rappresentante nel Comitato Prevenzione Tortura del Consiglio d'Europa.


ROMA: 23 GIUGNO CONCERTO NELLA CHIESA SANTA LUCIA DEL GONFALONE

Con il Patrocinio di “Nessuno Tocchi Caino”
Concerto Chiesa Santa Lucia del Gonfalone
Roma - Via dei Banchi Vecchi, 12

Domenica 23 giugno 2019
ore 19:30

ENSEMBLE “ESTRO MUSICALE”
Irma Mastropierro, docente del Coso di Laurea di II° livello per violino solista, musica da camera e laboratori o musicale, al conservatorio “ Licinio Refice” di Frosinone, con i suoi allievi ha costituito Ensemble “Estro Musicale” di cui tutti sono solisti.
Violino - M°Luigi Marasciulo
Viola - M° Luigi Ciriello
Violoncello – M°Donato Cedrone
Pianoforte e cembalo – M° Vittorio O

Programma:
Paul Inwood (Arr. P.Teodori)
(1947)
“Inno della Misericordia 2015”

Charles Gounod
(Arr.P.Teodori)
su un Preludio di J.S. Bach (1818 -1893)
“Ave Maria”

Nicolò Paganini (1782 -1840) Cantabile Solista Luigi Marasciulo
Giuseppe Mulè (1855 – 1951) Largo
Pëtr Il'ič Čajkovskij Op.44 No. 6 (Arr. P.Teodori) (1840 – 1893) Chant Sans Paroles
Jean Sibelius Op.44 (Arr. P.Teodori) (1865 – 1957) Valse Triste
Ennio Morricone (1928) The Mission

Direttore Artistico Prof.ssa Irma Mastropierro
Coordinatore Ing. Luca Ascenzi


BIELORUSSIA: PRIGIONIERO GIUSTIZIATO PER OMICIDIO

Alexander Zhilnikov è stato giustiziato in Bielorussia in relazione agli omicidi di tre persone, ha riferito il suo avvocato il 13 giugno 2019.
Il destino del secondo detenuto coinvolto nel caso, Vyacheslav Sukharko, fino ad ora rimane sconosciuto, ha detto il centro per i diritti umani Vesna.
I parenti di Zhilnikov hanno riferito dell'esecuzione al coordinatore della campagna "Difensori dei diritti umani contro la pena di morte in Bielorussia". L'esperienza ha dimostrato che le condanne in questi casi vengono eseguite simultaneamente.
Secondo Vesna, lo scorso 30 maggio l'avvocato ha incontrato Alexander Zhilnikov al fine di presentare all'Ufficio del Procuratore Generale una richiesta di riconsiderare il caso alla luce di circostanze appena scoperte.
Il 13 giugno l'avvocato è andato al centro di custodia cautelare per continuare il lavoro sulla richiesta e lì le è stata comunicata l’esecuzione di Zhilnikov. L'avvocato ha chiesto se fosse stato fucilato e ha ricevuto una risposta positiva.
Un rapporto ufficiale sull'esecuzione della sentenza verrà inviato ai familiari secondo la procedura stabilita. I parenti dei condannati a morte, di regola, non vengono informati dell'esecuzione della pena e non hanno la possibilità di una visita finale.
In conformità con la legislazione bielorussa, i corpi dei prigionieri fucilati non sono consegnati ai parenti per la sepoltura, e il luogo della loro sepoltura non viene reso noto. 
Un appello individuale per Alexander Zilnikov è attualmente esaminato dal Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite.
(Fonti: belarusfeed.com, 13/06/2019)


BOTSWANA: OMOSESSUALITÀ DEPENALIZZATA

L'Alta Corte del Botswana l’11 giugno 2019 ha annullato una legge che criminalizza le relazioni omosessuali consensuali, in una vittoria storica per i movimenti LGBTQ in Africa.
La Corte ha deciso all'unanimità che la legislazione era discriminatoria, incostituzionale e contraria all'interesse pubblico.
"Una società democratica è una società che abbraccia tolleranza, diversità e apertura mentale", ha detto il giudice Michael Leburu, osservando che la legge discriminatoria non solo costituisce un detrimento per le persone LGBTQ, ma porta indietro tutta la società.
"L'inclusione sociale è fondamentale per porre fine alla povertà e promuovere la prosperità condivisa", ha affermato il giudice.
Secondo la sezione 164 del Codice penale del Botswana, "la conoscenza carnale di ogni persona contro l'ordine della natura" è un reato che comporta una condanna massima di sette anni di reclusione. La sezione 167 rende gli "atti di grave indecenza" - in pubblico o in privato – reati punibili con un massimo di due anni di carcere.
(Fonti: CNN, 11/06/2019)


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I SUGGERIMENTI DELLA SETTIMANA

Sostieni la lotta per l'affermazione del diritto alla speranza per chi è condannato alla pena di morte e alla pena fino alla morte che nel nostro Paese si chiama "ergastolo ostativo". Spes contra spem è il motto di una vita di Marco Pannella che continua ad orientare l'impegno di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale. 
Aiutaci ad essere speranza quando tutto intorno sembra remare contro. 
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