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sabato 9 giugno 2018

rivedere il passato




succedono cose strane tipo rivedere dopo il lavoro e un'ora e mezza di guida persone che non vedevo da 4, 5 anni. c'è un compleanno di una bambina coi riccioli nerissimi. in un palazzo in centro a Lecco. ci sono torte, pastiere vegane, succhi di frutta. vino di qualità e dottoresse. ci sono amici e amiche di un'epoca fa che mi abbracciano e mi baciano. mi chiedono e io rispondo come posso. faccio scena muta. quasi piango. stravolto dall'ansia e dal dolore. tanti, troppi bambini che mi girano intorno e mi chiedono chi sono e cosa ci faccio li'. e gli rispondo che ho fatto una prova. quale prova? mi chiede una stronzetta. quella per capire chi sono diventato. una donna che mi dà uno schiaffo. una nonna che mi maledice con lo sguardo. e la casa signorile di sinistra, quella giusta e perfetta, che risplende di romanzi e saggi che non leggerei mai.
e non vedo l'ora di andarmene.
di tornare a casa.
qui a lugano.
e quando sono arrivato a sera inoltrata ho preparato da mangiare per lei con le mani sporche di peli di cane e sudore ma volevo solo mangiare qualcosa e non avevo tempo e voglia di una doccia.
e abbiamo bevuto tante, troppe birre e discusso di Richard Yates, socialismo, Dubus, romanzi che lei ha letto e io no, Jung e buddhismo, scopate, di quelle troie delle vicine, del frigo che non funziona e del cane che prenderemo, senso di colpa, malinconia, depressione, dei film di Lars e dei miei capelli lunghi che stanno scivolando ormai verso le spalle.
e non ho piu' voglia di tagliarmeli.
e delle nostre famiglie di merda abbiamo sempre qualcosa di nuovo da dire.
e abbiamo sorriso.
e poi ho dormito tre ore e sono andato a lavorare.


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