martedì 15 maggio 2018

Leggere per respirare, Juli Zeh, Milena Jesenská, pompini, Arctic Monkeys



Leggere è respirare per me. 
Non come.
È. 
Ancora di piu' quando torno a casa dal lavoro stanchissimo, stravolto e pieno di rabbia, con le ginocchia doloranti e le mani gonfie, un padre del cazzo che vuole solo provocarmi e farmi incazzare usando metodi degni della Stasi.
Mettersi li' alla scrivania dopo un bagno caldo e leggere.
Oppure come in un giorno libero come oggi he mi sono svegliato sempre alle 4 e mezza e mi sono messo a leggere e mi sento benissimo quando riesco a leggere trecento pagine di fila e terminare "Turbine" di Juli Zeh (Fazi Editore, traduzione di Roberta Gado e Riccardo Cravero) e poi mettermi alla finestra con una tazza con una moka da sei e rifletterci. 
Sentire la bellezza delle pagine dentro al cuore, alla carne, il cervello che respira e poi spalmarmi addosso un po' di Assan Gel sulle articolazioni doloranti, prendere un'Aspirina e buttare giu' due appunti su questo splendido romanzo che vale mille discussioni politiche. 

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Di questo interessantissimo libro se ne parla oggi sul cartaceo de Il Dubbio.

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Poi esco per sbrigare due cose con questa canzone in testa e mi siedo in un bar per un altro caffè.
Accanto a me due donne mature discutono per venti minuti di pompini, amanti, club prive, crociere, negri col cazzo gigante, ragazzini che leccano la figa.
Quando se ne vanno lasciano una cospicua mancia sul tavolo e mi lanciano sorrisi passandomi accanto.
Dieci minuti dopo le ritrovo alla stazione degli autobus.
Mi guardano insistentemente.
Mi siedo lontano da loro e a una fermata sale a sorpresa una mia collega che mi chiede se c'è qualcosa che non va e io le racconto delle due donne in questione che in quel momento si sono messe a fissarci con le lingue che si leccano le labbra.
Lei sorride e poi mi dice "Te lo ricordi l'avvocato? Tutte le mattine voleva un pompino prima di uscire ma da quelle due se fossi in te io non mi farei nemmeno toccare"

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Quando ascolto (o leggo di) gli Arctic Monkeys io penso sempre alla mia amica Brit Pat. 
Una donna alla quale devo tantissimo. 
Se il mio sangue continua a scorrere è anche in gran parte merito suo.

4 commenti:

  1. Volevano solo rimorchiarti...
    Sei diventato suscettibile?

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    1. Oddio. Possibile. Ma due tipe del genere mi ricordavano tanto mia zia e mi è salita l'angoscia.

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    2. Un pompino da due del genere non me lo farei mai fare.

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