sabato 19 maggio 2018

essere presi a schiaffi. una dedica



è giusto per me essere presi a schiaffi e magari a pugni
mi è successo e mi accadrà
meglio di multe, chiacchiere e altre stronzate
anche una bastonata
inchiodatemi la lingua
gli occhi
il cuore
uccidetemi
avevo un'amica che mi prendeva a schiaffi quando la facevo incazzare
mi picchiava
una tizia mi ha quasi rotto una costola per dimostrarmi quanto fossi una merda
io non rispondevo e stavo zitto
ne ho conosciuta un'altra che si chiudeva in camera e manco mi parlava
poi la stessa notte picchiavo la testa contro la porta e mi segnavo di lividi la fronte
fuori c'era un bambino che chiedeva di nascondere giocattoli dietro alla sua schiena
io lo prendevo in braccio e lo baciavo sulla fronte
mi svegliavo e mi trovavo sdraiato dentro a un bagno pensando all'ultima volta che avevo parlato con mia madre
lo sballo era stato perfetto
intenso
dilaniante
cattivo
l'autostrada era intasata di automobili, camper e tir in travaglio vacanziero
stavo digerendo un pranzo fatto di una lattina di fagioli e pomodori a fette cercando di non seppellirmi le dita dentro al mio stomaco
e mi mettevo alla finestra con in testa il libro di Curtis Dawkins
che rileggo e rileggo
per imparare
sentite
il suono delle parole
non abbiate paura di restare zitti
pensando alla mia prigione e a Scibo che in prigione ci era stato e mi aveva fatto sentire vivo
offrendomi quella sera una sigaretta
un'altra
un'altra ancora
e chiedendomi di non morire
e poi ho visto la tizia croata che resta incinta ogni anno con le unghie rosse e la borsa Gucci legata al collo
il mio riflesso gonfio e stravolto appannato nel vetro
e ho bevuto un'altra birra chiedendo scusa al Branco per tutti i miei sfoghi
pensando a Eli e a i suoi sogni tossici di reali inglesi incoronati e fughe provinciali
il profilo delicato del suo viso bellissimo
le sue labbra
il suo cuore
e ho pianto
solo pianto
a dirotto.





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