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venerdì 20 aprile 2018

Ourednik, tecnologia/lavorogratuito/biblioteche, Slow Riot for New Zerø Kanada


Se volete godere dei limiti e infiniti universi del romanzo/scrittura cercate i libri di Ourednik.

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Sono una persona scontrosa, solitaria, depressa, irosa, vigliacca, piena di difetti, che tende sempre a stare in disparte e che ama poche cose. Una di queste la amo fin da ragazzino. Ed è un atteggiamento mentale, uno stile di vita, una propensione. Faccio quasi fatica a scriverne. Per semplificare potrei dire che quando smetto di lavorare o svolgere le mie cose io vorrei tirare il fiato, non fare piu' un cazzo, riposarmi, rilassarmi. 
Non lavorare.
E invece adesso è diventato quasi impossibile. 
Se fai la spesa, devi usare la cassa automatica (nel supermercato dove vado abitualmente ormai si applica la strategia di lasciare una o due casse aperte con code chilometriche per dirottare tutto alle casse automatiche...per poi finire come me a intasare tutto perché non mi va di correre ...e irritando soprattutto quelle facce di merda degli studenti e studentesse alternativi del cazzo della vicina scuola d'arte)...
Se vai al cinema devi usare la cassa automatica...
Se devi fare un biglietto ferroviario/aereo/bus sei costretto a metterti a cliccare, studiare lo schermo e darti da fare...
Per non parlare di molti locali dove farsi servire é diventato un optional e c'é persino un cazzo di locale a Milano (e quanti ne esisteranno...) dove son stato con mia sorella con un dispositivo per ordinare e un trillo per il panino pronto...e fanculo davvero...che devo pure portar via il vassoio...dedicarmi alla raccolta differenziata...e quando mi capita di mangiare qualcosa in un centro commerciale sul confine io lascio tutto sul tavolo e fanculo davvero...
Anche scrivere questo post è lavoro gratuito...

Devi sempre lavorare.
Anche se non lavori.

Ma mi si é spezzato il cuore quando sono entrato in una biblioteca e arrivato al bancone col mio carico di libri la giovane bibliotecaria  mi  ha chiesto:
-Libri scaduti?
-No.
-Allora venga con me.
E pensavo che mi avrebbe portato in uno stanzino buio...e invece mi ha sbattuto davanti a una postazione computer con lo scanner per la registrazione dei prestiti e mi ha invitato a ripetere le stesse azioni che compio davanti a una qualsiasi cassa automatica di un supermercato.
L'ho guardata tristissimo e lei mi ha sorriso con la classica faccia da cazzo dell'innamorata dei cambiamenti, della tecnologia, dell'aiutiamoci, del prendersi responsabilità, dei corsi universitari di sto cazzo e darsi da fare per il benessere comune....
-Cosi' almeno puoi fare tu, tutto da solo, con la massima libertà...senza stare ad aspettare....muoverti liberamente...
-Ma sai che io preferirei che lo facessi tu? La biblioteca è vuota. E a parte che non sono una macchina, non sono nemmeno pagato per farlo....e di quale libertà stiamo parlando...e anche se sei pagata un cazzo non me ne frega una minchia...sei tu la bibliotecaria, non io...che cazzo di roba è...? Spiegami l'utilità...e poi parlare di utilità anche in biblioteca Dio cazzo di merda...
Devo aver alzato la voce e allora mi ha guardato come una merda, ha preso lo scanner e ha registrato lei i libri.
Una volta fuori ho provato a immaginare cosa diverranno un giorno anche le biblioteche.
E non ho immaginato niente di bello.
Di sicuro la prossima volta che qualcuno mi chiederà di fare una roba del genere gli sbattero' in testa i libri e fanculo agli scanner.
Che si tratti di una donna, un cavallo, un uomo, un disabile, un precario, un migrante o un bambino glieli sbattero' in testa e basta....
Ne ho pieni i coglioni davvero.

In cuffia da sempre:


2 commenti:

  1. Almeno tu ce l'hai una biblioteca in cui andare a fare dei prestiti con lo scanner, io non ho nemmeno quella!

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