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lunedì 12 marzo 2018

Spegnere il cellulare, mangiare a casa di mio padre dopo il lavoro, Haley Heynderickx, Field Harmonics, Nathan Englander

È facile accorgersi di essere diventati paurosi, schiavi, dipendenti quando il cellulare si spegne e smette di funzionare. Pero' cominci anche ad assaporare quel brivido di quella metà vita trascorsa senza il cellulare. Tutto incomprensibile per la nuova generazione. Riconosco le utilità del cellulare, mi permette di restare in contatto con amici e amiche ma...per il resto a che mi serve? Sostanzialmente per il lavoro. Nient'altro. Chiamo solo mio padre e qualche volta mia sorella e questo vi dà dimostrazione di quanto io viva isolato e solitario. 
Ci pensavo oggi, in macchina.
Quando presi la patente la prima cosa da grande che feci fu guidare, senza dire niente ai miei genitori, fino a Genova. Un sabato sera. Partii da solo e tornai in mattinata. Avevo raccontato di un concerto fino a notte fonda ma il contachilometri e il serbatoio a secco dicevano altro. E non mi ero preoccupato di niente. Non c'era nessuno che ti potesse controllare. Adesso se il cellulare è spento pensi subito che uno è morto. E se è morto è morto. Quella sera avevo preso la macchina e basta. Fine. Oggi l'autostrada era piena di camionisti folli e a un certo punto ho pensato "Se mi succede qualcosa come faccio..." poi pero' ho sorriso. Non so perché ma ho sorriso. E ho guidato piu' sereno.
Poi ovviamente son tornato a casa, praticamente mezz'ora fa, e la mail era piena di messaggi di lavoro.
È terribile pensare che al giorno d'oggi sia diventato praticamente impossibile immaginare un lavoro che non necessiti costantemente di un cellulare in tasca.
Terribile.
Angosciante.
E questo vale anche per la vita.
Soprattutto per la vita.



....

Mio padre cucina benissimo.
Tutto.
Ha imparato tutto nelle cucine del nostro albergo.
Mia madre cucinava ancora meglio.
Ma quando vado a trovarlo io tendo a portarmi il cibo da casa, a comprarlo già pronto, a prepararmelo io.
Questa volta obbligato visto che erano quasi le tre  e solo per firmare alcune carte.
Tendo anche a evitare tutti i cibi preparati da zii e parenti che danno a lui e lui vorrebbe dare a me.
Lui lo sa che lo faccio per stabilire il mio confine ipoteticamente inviolabile e per impedirgli di debordare.
È solo che sono io che consumo tutte le energie.
Ma non c'è altro che io possa fare.

.....



-qui-


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6 commenti:

  1. Risposte
    1. Succede anche per il pc, hai ragione
      Poi pensando al lavoro, visto che ormai sta sempre andando piu' verso la forma a chiamata, senza telefono non so come si farà...pensa che tutte le donne delle pulizie con le quali ho lavorato non usavano il pc ma senza cellulare non avrebbero mai potuto mangiare.

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    2. Importante ma inquietante.

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    3. Nel mio posto di lavoro (precario/a ore/anche se ho un monte ore mensili piu' o meno stabile) ormai tutte le comunicazioni passano su whatsapp) e il lunedi sera per mail ci arriva il programma settimanale che parte dal giovedi', con poi tutte le variabili possibili.
      Nel caso di Eva, che ha un lavoro stabile (ferie, malattia, tredicesima), anche li' la direzione comunica con whatsapp ogni giorno il piano di lavoro per il giorno successivo.

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  2. già connessione è una parola che mi irrita per fonetica e concetto, ma poi un tempo se non connettevi significava che eri fuori di testa, ora se non (ti) connetti sei tagliato fuori.
    massimolegnani

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    1. Si'. È finito anche il concetto di tempo libero, senza lavoro. Praticamente anche quando sono a casa, arrivano tutti i messaggi sul gruppo whatsapp. Poi ci sono i messaggi privati di lavoro e non e quando non rispondi immediatamente ti fanno il cicchetto o si preoccupano. Insopportabile davvero.

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