mercoledì 21 marzo 2018

Leggendo "Storia di mio padre" di Stefano Cagliari (Longanesi)


Ne ho già scritto altre volte ma quando scoppio' Mani Pulite io avevo tredici anni e mi sentii sempre molto lontano dalla caccia al ladro, da quei magistrati ripulitori, da quel popolo apparentemente esente da colpe, da quelli che cambiavano casacca.
Mi facevano schifo quel Paolo Brosio appostato fuori dal Tribunale di Milano e i titoloni sui giornali e lo sventolare manette e il lancio di monetine e il Pool che si muoveva come i boia della Rivoluzione. Non che tifassi per quei politici e per quel sistema corrotto e imbarazzante, anzi, ma mi facevano forse ancora piu' schifo i processi sommari, le delazioni, le carceri, la carcerazione preventiva, il colpevole da esibire come esempio, l'impossibilità di parlare di presunzione d'innocenza.
Di quel periodo storico stiamo ancora oggi raccogliendo i frutti marci con i vari vaffanculo e gli sventolatori di cappi e gli amici dei mafiosi e i comunisti riciclati in ogni modo e i giornalisti con lo stuzzicadenti fra i denti dopo ogni pasto a suon di arresti e intercettazioni e i cittadini che sbianchettavano in due giorni tutte le loro colpe e complicità e soldi in nero.
E intanto la politica è scomparsa.
Mi colpirono tanto i suicidi.
Tantissimo.
Mia madre cercava di tenermi alla larga da quegli eventi perché mi vedeva troppo coinvolto e non capiva perché, o anzi lo capiva, perché ero sempre ombroso e fu in quel periodo che prese delle scelte per tenermi al sicuro da possibili strade cattive che mi avrebbero, secondo lei, rovinato.
Ancora oggi resto senza parole e mi commuovo quando leggo di un detenuto che si è tolto la vita. Forse anche perchè la mia famiglia era socialista, oppure ex socialista.
Mi colpirono la storia di Sergio Moroni morto suicida nel settembre del '92 e anche quella di Gabriele Cagliari, impiccatosi nel luglio del '93 dopo 134 giorni di carcerazione preventiva. Quest'ultima in particolare perché fu oggetto di discussione accesissima fra mio padre, mio zio repubblicano/liberale/socialista (consulente del lavoro, una specie di Biagi/D'Antona in anticipo) e altri parenti. Quel giorno sentii parlare per la prima volta, con tanta passione politica, di Eni, sistemi economici, strategie politiche, cambiamenti epocali, crisi dell'industria manifatturiera.
Ero un ragazzino e non potevo partecipare a quelle discussioni ma solo stare ad ascoltare.
E ascoltai, tanto, seduto su una sedia in vimini.
E ricordo ancora mia nonna, che voto' sempre socialista pur se odiava Craxi, che a tavola quasi si mise a piangere per l'ormai prossima scomparsa del Partito Socialista a cui il mio bisnonno aveva dato tutto, sin da ragazzino e durante il Fascismo.
Non ci fu verso di consolarla.
Mia nonna mi ha ricordato Bruna, la moglie di Gabriele Cagliari.
Madre, socialista, delusa dalla deriva affaristica di quel partito.
Se sono diventato garantista lo devo a quei giorni e anche a tutto quello che accadeva nei cortili, a scuola, in casa.

Ecco e allora sono andato in libreria a comprare questo bellissimo e commovente libro di Stefano Cagliari "Storia di mio padre" (Longanesi, a cura di Costanza Rizzacasa d'Orsogna, prefazione di Gherardo Colombo) e l'ho letto in una notte. 
È un libro prezioso, carico di dolore e dignità. Restituisce il clima di un'epoca attraverso le lettere spedite dal prigioniero ai suoi familiari e colleghi, le risposte e le riflessioni del figlio Stefano.
Da brividi la lettera d'addio di Gabriele Cagliari.
Un vero e proprio testamento politico.

Ne ha scritto benissimo Annalisa Chirico: "Gabriele Cagliari, suicida dello "stato di polizia governato dai magistrati" Venticinque anni fa la morte del presidente Eni, "ostaggio di un tribunale speciale". In un libro le epistole inedite del manager recuperate in soffitta dal figlio"


Per maggiori informazioni su Gabriele Cagliari, conoscere la sua storia, leggere documenti c'è un sito:  www.gabrielecagliari.it



(Perché lentamente e con fatica e tanti ripensamenti sto tornando a quella casa a cui sono sempre appartenuto, perché ce l'ho una casa, non è quella della famiglia, ma di quello che ho dentro)

1 commento:

  1. Segnalato qui:
    http://www.gabrielecagliari.it/contributi/

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