domenica 18 marzo 2018

Come leoni, Hunky Dory, Coppie, Ironweed, Marion Maréchal-Le Pen


Mi ha lasciato l'amaro in bocca "Come leoni" di Brian Panowich (NNE, traduzione di Alfredo Colitto), sequel di "Bull Mountain" di cui avevo scritto qui. Anche se tendo a diffidare di saghe, sequel, trilogie (poi vabbè lo che so ci sono, per esempio, i miei amatissimi Ellroy e St Aubyn) perché vivo sempre nell'apprensione di quadrature del cerchio, colpi di scena improbabili, lungaggini, noia, ero comunque molto incuriosito da questo annunciato sequel e purtroppo ne sono uscito deluso.  Mi piaceva che il romanzo fosse ambientato sulle Blue Ridge Mountains, fra quei bifolchi bianchi (per certi versi anche molto simili a me) che fanno tanto notizia ultimamente, mi piacevano il personaggio della moglie  dello sceriffo, Kate, e questa famiglia malavitosa con strani e violenti principi, i Burroughs. Non che sia scritto male, tutt'altro, ha tutti gli stilemi del genere e svolti con grande qualità, ma è decisamente piu' fiacco del precedente e ha questo finale, toccante e doloroso quanto si vuole, ma che vive proprio di quella volontà di far quadrare il cerchio e aprirsi, forse, a nuovi possibili capitoli futuri. Ecco, quando ho chiuso il romanzo (che tra l'altro ricorda tantissimo la serie Justified) mi è quasi venuto da pensare che non stessi leggendo un libro ma guardando una qualunque di quelle serie tv che stagione dopo stagione fanno parlare di sè. Peccato. E mi fa molto pensare questo aspetto.

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-ben tornata-

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