lunedì 29 gennaio 2018

Wagner, esili riflessioni elettorali, Bobo Craxi, atletica/Evelyne Dietschi, Sherman Alexie


-perché poi in macchina io amo ascoltare Wagner e piangere mentre lo ascolto-

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Alle prossime elezioni italiane come al solito non voterò ma ogni volta mi fa star male non trovare un Partito Socialista, o comunque si', c'è ma è totalmente residuale, messo ai margini e senza una vera e propria statura. 
Sto invecchiando, vivo di fantasmi, sono un uomo appassito ma sono l'erede di una famiglia che ha il socialismo nelle sue vene e mi viene il magone quando penso a questo pezzo di storia praticamente spazzato via. Per favore non parlatemi di tangenti, manette, eccetera perché significa non averci capito un cazzo.
Tutti i miei parenti, paterni e materni, provengono da quella storia. 
I miei bisnonni, i miei nonni, eccetera. Qualcuno riformista, qualcun altro rivoluzionario. Qualcuno che è finito nel fascismo, qualcun altro nel comunismo, qualcuno nell'anarchismo, qualcun altro che ha rinnegato tutto ma sono comunque tutti o quasi tutti nati dal Partito Socialista. Mia nonna paterna ha votato socialisti fino a quando ha potuto. Il mio bisnonno venerava Filippo Corridoni. 
Si potrebbero imbastire infiniti discorsi ma non è questo che mi interessa, è solo ripensare a un pezzo, molto ma molto importante, della mia famiglia che è praticamente scomparso e fa star male anche me, perché mi fa sentire un po' orfano e distante da tutta questa marmaglia partitica. Ed è anche per questo che quando leggo Partito Socialista Svizzero un po' mi emoziono ma non a livello politico ma proprio intimo, familiare.

Ci stavo pensando in questi giorni riprendendo in mano questo libro che narra praticamente dell'ultimo capitolo di una storia secolare...e ci ho ripensato anche in seguito all'esclusione di Bobo Craxi e dalla sua area da Liberi e Uguali, a tutte le diaspore e ho pensato a mio nonno e ai suoi occhi:


E a me il suono della parola "Socialista" piace davvero.

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Lavoro vicino allo Stadio comunale di Cornaredo di Lugano con annessa pista di atletica. Se c'è una gara d'atletica in tv la guardo sempre se posso. Sono anche un cento/duecentista mancato. E da tempo vedo una ragazzina correre e correre e correre. Prende e parte. Poi la vedo sul lungolago che sfreccia sfidando le auto ferme in colonna. Corre da atleta e cacciatrice. Corre nella bellezza della corsa. Perché ci sono volte che è proprio bello veder correre una persona. E vi dico che nella mia tristezza costante vedere questa ragazza sbucare dallo stadio in questo modo è emozione pura. Spero che possa coronare tutti i suoi sogni. Lei si chiama Evelyne Dietschi

E onestamente, da ex calciatore, non esiste solo il calcio e che palle davvero.......

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Finalmente.

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