sabato 27 gennaio 2018

Sono Sion, I presunti martiri, Lento, Giovanni Papini



Ci sono giorni come questi che finisco per giustificare quei pazzi che a un certo punto mandano tutto a fanculo, prendono un fucile e si mettono a sparare.
Roba tipo Michael Douglas in Un giorno di ordinaria follia, perché quando è troppo è troppo.
Al lavoro mi è salita prima l'ansia, poi la depressione, infine una rabbia totale verso i colleghi, i team manager perché non è bello sentirsi presi per il culo (io e un'altra mia storica collega), senza mai un vero Grazie, anzi no, fai quello che ti è stato chiesto di fare e ti senti rispondere "Si', vabbè, a me non frega un cazzo, l'hai fatto? Ok" e invece hai trascorso la giornata a trovare una soluzione e una parte di quel lavoro, senza spiegare cosa, me la sono pure portata a casa e la sbrighero' piu' tardi ascoltando un po' di musica e sai pure che quello ha un bellissimo contratto, uno che a me e alla mia collega non faranno mai e mica gliene frega qualcosa a lui di noi.

Poi mangio di fretta e vado in centro che devo controllare se si è finalmente sbloccato un bonifico e poi entro nella solita libreria che in quel momento è vuota, se non per due commessi maschi e una loro collega.
Gironzolo per gli scaffali, prendo in mano il nuovo di Bukowski, sfoglio alcuni saggi e intanto comincio ad andare in ebollizione ascoltando il mix di chiacchiere tardofintobiochicradicalsinistrodemocraticobellepoque che esce dalla bocca dei commessi, una litania fatta di battute sull'arrivo di Trump, la Giornata della Memoria e quanto è buono il kosher e la cultura ebraica ma vuoi mettere quella giapponese e la Anna Felder e potevano mettere qualche libro in piu' dei sopravvissuti e il film di Guadagnino deve essere molto bello e tu la fondue chinoise vicino al Cimitero l'hai mai mangiata? Si', buonissima e pensi di andare in vacanza in Amazzonia? e la mostra di Caravaggio a Milano? e hai letto l'articolo su Internazionale? e quanto mi fa schifo Salvini e io non so come si fanno a leggere ste boiate e se vince la Destra ci saranno un sacco di italiani che emigreranno e chissà quanti...

Ecco su quel "quanti" scambiato con un paio di clienti sono uscito. 
Quel "quanti" anticipava italiani per bene/scrittori/intellettuali & co. che la Destra o chissà chi manderà a spasso.

E allora io ho pensato a tutti quegli scrittori, intellettuali, pensatori & co che non fanno che lamentarsi della censura o di come faticano a trovare spazio e di tutti i nemici che devono combattere, che ce l'hanno col mercato e i regimi di questo o quell'altro colore politico, parlano di resistenza/guerra/ribellione/restaurazione, sono animati dal sacro fuoco dell'Arte pura e poi sai che gli stessi pubblicano con le migliori e piu' grandi case editrici, scrivono sui maggiori giornali/riviste/inserti, vanno in tv come ospiti e presentatori, vengono intervistati in radio, insegnano di qui e di là, fanno o hanno fatto parte di questo o quell'altro partito politico o movimento, lavorano nelle case editrici e scrivono su internet e potrei andare avanti all'infinito ma sono solo dei poveretti e non li invidio per un cazzo.
Mi fanno solo pena e schifo.
Che miseria.

Ecco, oggi è un giorno cosi' e domani è domenica e lavoro e lunedi' e lavoro e martedi' sono libero ma restero' in casa a leggere e usciro' solo per andare nei boschi e sul lago, la mattina prestissimo, se non piove.

E allora i soldi ho preferito darli alla peruviana che suonava il flauto in maniera orribile piuttosto che a quei tre commessi.
Le ho dato tutti gli spiccioli che avevo in tasca e abbiamo sorriso dei nostri volti stanchi.
Perché ci vuole davvero coraggio a chiedere la carità sfidando il freddo e la pioggia e la polizia.

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-qui-

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