mercoledì 10 gennaio 2018

In breve su "Bacchiglione blues" di Matteo Righetto (Perdisa), sull'Euro, piccole cose



Ci sono libri che leggo anche per tirare il fiato e “Bacchiglione Blues” di Matteo Righetto (Perdisa) è stato uno di questi. Letto in poco meno di un pomeriggio è un noir scanzonato e feroce, dalle atmosfere molto coheniane/tarantiniane/lansdaliane, ambientato nel padovano, fra campi di barbabietole, rive del Bacchiglione, nebbia, osterie sudice, Colli Euganei.
È una storia che intreccia un rapimento compiuto da rapinatori improbabili, giustizieri feroci ma incapaci, debiti da estinguere, industriali dello zucchero che commerciano anche in prodotti tossici. Uno di quei romanzi che finalmente ti fa respirare atmosfere noir senza per questo rimpiangere gli Stati Uniti. Ritmo tiratissimo, finale da brivido, ambientazione perfetta. Tutta la Pianura Padana è l'ambientazione ideale per un certo genere di storie torbide. Con maggiore coraggio, idee valide e investimenti potremmo anche noi avere serie pazzesche come Fargo. Basta farsi un giro nella Bassa, fra i canali, senza dimenticare poi Milano e tutte le altre città e cittadine e paesini disseminati per la Pianura per capire quanto materiale ci sarebbe a disposizione.

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Ci hanno rotto i coglioni per mesi e anni sull'uscita dall'Euro. Hanno guadagnato consensi sparando a zero sull'Europa. Hanno cavalcato la crisi. E adesso, come al solito, si rimettono in ginocchio, argomentano, si preparano, condividono. Cinquestellati, leghisti e compagnia bella e votante sono stati, sono e saranno sempre e soltanto feccia.

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Di questi giorni:

-Entrare nel Santuario di San Rocco e non essere riconosciuto da Anna Maria che stava pulendo la statua del Santo. 
“Chi sei?” 
“Sono il figlio di Adriana” 
“Impossibile, m'han detto che eri morto” 
“Signora, se son qui” 
“Beh, vivo o morto che sei, non l'accendi una candela al Santo?”
"Va bene"
"Ieri ho visto tua madre al mercato, sembra in forma"
"Quando la vede me la saluti"
"Certo"

...


-qui-

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