venerdì 26 gennaio 2018

Il tempo che scorre nei palazzi

Ho sempre vissuto in palazzi che davano su altri palazzi, su fabbriche, su villette anonime, su boschi prossimi alla distruzione. Dall'altra parte della strada dove sono cresciuto c'erano ville e villette abitate da gente del paese che aveva fatto fortuna negli anni '60. Li vedevi urlare alle loro mogli o ai loro figli. Li vedevi fingere di non avere soldi. Li vedevi sedersi morenti sui balconi. Sono stato abituato a farmi guardare in casa e a guardare nelle case altrui. Anche senza volerlo. Aprivo la finestra del cesso e vedevo uno che si stava facendo una sega. E adesso sono anni che sto qui in un palazzo con quasi 50 abitazioni che dà su altri palazzi identici, anche se più moderni. Ho pure i rifugi sottoterra. Ho visto donne invecchiare e finire su sedie a rotelle, bambini nascere e strillare tutta notte, altri incominciare a parlare, ho visto pance gonfie e poi bambini e bambine che mi chiamano per nome, ho visto gatti e poi cani dai nomi come Walter o Adolf, ho visto una donna dai capelli rossi, quelli non li ha mai tinti di un altro colore, cambiare un uomo al mese e quando fumavo e mi affacciavo alla finestra per fumare, vedevo alternativamente lei o i vari lui nudi e non potrò mai scordare l'uomo che uscì sul balcone col cazzo in erezione più grande che io abbia mai visto, poi ho smesso di fumare pero' non di bere, e in questo momento lei, che poi vedo al cinema/supermercato/per strada, sembra averlo poi trovato, forse, l'uomo giusto, ho visto uomini in forma che spostavano armadi e divani poi colpiti da paralisi e finire chissà dove, ho salutato una donna senza capelli e poi con la parrucca e poi l'appartamento vuoto, ho ascoltato in diretta la cronaca di un divorzio, tutte le sere, mentre stavo cucinando e lei era davvero una gran merda di persona, ho visto crescere una vicina di casa che adesso potrebbe diventare un'attrice tanto é bella ma intanto di mezzo è arrivato Weinstein e bisogna stare attenti a tutto, poi c'è l'anziana che vive sopra di me che prima che si faceva tutte le scale a piedi e invece ora usa solo l'ascensore ma continua ad andare in Kenya da una sua parente e prega per me, ho visto una donna passare dalla solitudine direttamente all'alcolismo e una volta le ho pure offerto una confezione da sei di birre, c'era anche il ragazzo gay che mi salutava sempre e che poi ha cominciato a farsi ed è diventato uno scheletro e li hanno cacciati tutti e due, lui e il suo compagno, perchè distruggevano l'appartamento e quando l'ho rivisto alla Pensilina mi ha parlato di scrittura e costellazioni, perchè lui scrive e spero che un giorno possa sorridere come quando l'avevo visto la prima volta e mi aveva chiesto se poteva darmi una mano, ho conosciuto bambini che adesso sono ragazzini che mi danno il cinque se non fanno i fighi con la musica hip-hop e c'è un ragazzino che da anni quando mi vede corre per aprirmi la porta e ci picchia sempre contro la testa, ho visto una ragazza passare tutti i look possibili e oggi é stabile sul look Morticia e ha smesso di salutarmi perchè giustamente ai suoi occhi sono solo una merda, ho visto una famiglia canina allargarsi e restringersi e poi allargarsi ancora e gli ultimi arrivati sembrano dei Gremlins, c'è una donna che ha perso l'utero ma è la stessa stronza di prima e mi piacerebbe prendere a calci nel culo lei e tutta la sua famiglia del cazzo e rispedirli in Puglia con tutta la loro arroganza al seguito, ho visto un'anziana festeggiare 95 anni e poi 102, ho visto come il tumore porta disgrazie, c'era un tizio che faceva l'addetto alla sicurezza e che poi un giorno l'hanno arrestato, ho visto un giovane padre piangere sulle scale perché non riesce ad essere un buon padre, c'é un uomo che ha cominciato a tingersi i capelli ma non i baffi, ho visto me stesso nel vetro dell'ascensore guardare gli occhi di mia madre e poi cercarli alle mie spalle, ho visto letteralmente crescere un palazzo davanti ai miei occhi e prima potevo vedere bene le montagne e adesso non tanto bene e poi ho visto l'albero di Natale tutti i giorni uguali e il figlio minore della portinaia diventare un adolescente e quello più grande mettere su una spaventosa massa muscolare ma restando sempre un timido che quasi non mi guarda negli occhi e ho visto questo palazzo popolare e questa casa fatta male, con le finestre nei posti sbagliati, i locali disegnati da un demente, le pareti di cartone, diventare casa nostra. Fino a quando non lo so. Ma intanto per la prima volta nella mia vita sento che questa è davvero per la prima volta casa nostra. Poi domani ce ne andremo e qualcun altro prenderà il nostro posto.

6 commenti:

  1. ottimo brano di sguardi tuoi che non fanno sconti ma che ti fanno anche scrivere frasi perfette come questa: "ho salutato una donna senza capelli e poi con la parrucca e poi l'appartamento vuoto" che è sintesi e pietas.
    massimolegnani

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  2. Oddio, perché un font tanto piccolo?
    Non riesco a leggere.
    Lo sai che sono cecatissima!!!

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    1. Sistemato. Vederci poco è il classico problema degli juventini.

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