venerdì 1 dicembre 2017

Leggere, Gogol', classici, aspettando

È un periodo, anche abbastanza lungo, che quando leggo non sto trovando qualcosa di nuovo veramente sconvolgente che mi segni in profondità. Sto leggendo bei romanzi, ci mancherebbe. Le schifezze o i libri che non mi interessano li sto lasciando dopo poche pagine. Ci pensavo oggi mentre lavoravo. Potrei fare tanti esempi ma stasera mi piace ricordare la volta che scoprii Philip Roth e fui talmente scosso nell'anima che per un certo lunghissimo periodo l'ho quasi evitato, nemmeno annoverandolo fra i miei autori preferiti (lo so è un comportamento assurdo ma è accaduto), o come quella volta che acquistai "Estensione del dominio della lotta" di Houellebecq e mi si fermo' il cuore ed è anche grazie a questo autore che io e la mia compagna abbiamo poi cominciato a frequentarci. La sera stessa che acquistai "Estensione" ero stato invitato fuori a bere qualcosa da un paio di amiche ma quando cominciai a leggere il romanzo mi passo' la voglia di uscire. Uscii lo stesso per senso del dovere ma trascorsi tutta la serata con la voglia di tornare a casa e a un certo punto inventai una scusa e me la svignai. Trascorsi tutta la notte a leggere Michel in cucina e la mattina avevo le occhiaie nerissime perché venivo da sei giorni di lavoro a dodici ore al giorno. Vivevo ancora coi miei e per il resto della giornata non feci praticamente nulla, se non espletare le due o tre formalità casalinghe, il pensiero fisso su quelle pagine. E ricordo ancora che provavo tanta invidia. E rispetto. E amore.
Perché per un libro sono capace di sacrificare di tutto.
L'ho fatto.
E ho anche sbagliato a farlo e me ne vergogno ma lo rifarei anche adesso.
E lo faccio anche adesso.
Nemmeno con gli esordi va meglio, anzi va ancora peggio.
E allora di questi tempi ho riletto questo capolavoro di Nikolaj Gogol' che mantiene una freschezza a dir poco distruttiva...stile, struttura del romanzo, descrizioni, la storia, il personaggio principale e tutti i comprimari....cazzo...:


e allora sto andando di riletture su riletture, magari anche solo per una cinquantina di pagine, di classici ritradotti, di racconti singoli, di libri che ho letto e riletto come le raccolte di racconti della Homes perché poi è arrivato l'inverno e bisogna coprirsi bene, sentirsi coccolati da qualcosa che ci faccia star bene.

O forse perché semplicemente, come diceva mio nonno, sto invecchiando e delle novità praticamente ne sento il bisogno solo quando sanno illuminare la mia strada che è sempre buia o illuminarne di nuove che mi facciano respirare, provare piacere, dissetarmi, spogliarmi e mettermi a nudo.

Di tutto il resto ne faccio volentieri a meno.

2 commenti:

  1. Rispolverare i classici... lo faccio anche con la musica quando non trovo niente di interessante nel presente.
    E a proposito di libri recenti, l'hai letto poi "Ragazze elettriche"? Non mi ha entusiasmato ma al tempo stesso ne ho subito il fascino. Pare ne vogliano fare una serie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Lucien, anche a me Ragazze elettriche non mi ha entusiasmato ma ha lasciato strascichi importanti. Ne ho parlato con mia sorella che invece l'ha amato tanto.

      E sulla riscoperta dei classici...pensa che io sono quasi vent'anni che ascolto con grande costanza Just for a Day degli Slowdive.

      Elimina