lunedì 18 dicembre 2017

"L'amante imperfetto" di Emidio Clementi (Fandango/Playground)


Non so mai cosa e come scrivere di Emidio Clementi e dei Massimo Volume. Dell'Emidio Clementi dei Massimo Volume e l'Emidio Clementi scrittore. Perché sono così tanto importanti per la mia vita che mi sono sempre sentito imbarazzo nel farlo.
Onestamente non so trovare le parole giuste per descrivere l'impatto che i Massimo Volume hanno avuto sulla mia vita. E vale anche i primi romanzi di Emidio Clementi. Come se tutte quelle parole e quei suoni riuscissero a definire il mio corpo in senso fisico. La mia mente, i miei drammi, le mie ansie, le mie avventure meglio di qualunque chiacchiera, racconto agli amici o confessione con uno psichiatra.
Che poi pensavo che fosse limitato a una certa fase della mia esistenza. O ai primi dischi. Ma poi mi sono accorto che ritorno sempre a lui e a loro. E mi piace questa sensazione di essere accompagnato in un viaggio oppure di un approdo sicuro, di una stazione di rifornimento, di una casa diroccata dove poter riposare, di una mano tesa da afferrare per uscire dal fango. 
Quando ci siamo incontrati a Urbino secoli fa dopo avergli stretto la mano non ho potuto fare a meno di abbracciarlo e lui non si è scomposto, anzi, dopo siamo andati avanti a parlare per tanto tanto tempo. Impossibile che se lo ricordi uno come lui che incontra centinaia e centinaia di persone.
E allora poi acquisto l'ultimo romanzo di Emidio, "L'amante imperfetto" (Fandango/Playground) lo porto a casa e mi siedo al tavolo in soggiorno e mi metto a leggerlo e mi alzo da quel tavolo solo quando ho finito di leggerlo. 
Avrei dovuto chiamare mio padre, rispondere ad alcune sue domande e invece sono andato in cucina e ho aperto una birra da 0,5 e l'ho versata in un bicchiere che arriva dall'albergo dei miei nonni e da cui hanno bevuto migliaia e migliaia di clienti e ho cominciato a piangere. 
È un periodo che piango continuamente e quando piango mi viene il mal di testa e io già soffro di mal di testa anche se non piango e se io dovessi scrivervi di questo libro potrei dirvi che mi è mancato il fiato perché mio padre in vari modi mi ha sempre fatto capire che ero una femminuccia. 
Sin da bambino. 
Ero una femminuccia perché diceva che non giocavo bene a calcio con lui anche se poi s'incazzò parecchio quando scoprì che avevo piu' talento di lui, perché non mi curavo esteticamente, perché da adolescente non avevo una ragazza, perché avevo degli amici del cazzo, perché non gli avevo mai chiesto di regalarmi un motorino.
Lui non ha mai avuto bisogno di parlare.
A lui i giudizi piace darli parlando d'altro, d'altri. Suggerendo e distruggendo. A lui piace ferire. Gli piace un sacco. E ancora oggi mi dà, indirettamente, della femminuccia perché sto qui a pensare a lui, a quello che mi dice, a quello che pensa di me, perché non guadagno soldi, perché non sono diventato uno scrittore di successo, perché ho un lavoro di merda, perché non so no morto, perché non l'ho ucciso. 
Mio padre è uno che entrato in un negozio di Lush a Milano ha fatto così tanto il gentile con una commessa molto bella e da poco maggiorenne che la suddetta commessa mi ha poi sussurrato mentre ce ne andavamo “Ma perché ho detto a tuo padre che ho fatto il Liceo Scientifico? Mi ha confuso tutta” e sapevo che si era pure bagnata, li', fra le gambe e se mio padre le avesse chiesto di spogliarsi lei lo avrebbe fatto.
A mio padre viene naturale impersonare la figura del predatore, dell'uomo dal fascino indiscutibile.
Un sacco di donne ci sono cascate.
Ma davvero tante.
La sua ultima segretaria quando mi parlava di lui era come se parlasse del Maschio Alfa migliore al mondo.
Il problema però per mio padre è aver scoperto sulla sua pelle ciò di cui scrive Emidio Clementi in questo romanzo, ovvero aver scoperto l'impossibile, il ribaltamento di posizione: stare con una persona, mia madre, che non solo piaceva agli uomini ma che giocava con gli uomini e con uomini diversi da lui, per carattere, posizione sociale e conto in banca. 
E certe volte sogno di scoprire che mia madre possa aver tradito mio padre e andare a dirglielo per vedere che effetto gli possa fare.
Non preoccupatevi.
So di cosa sto scrivendo.
So cosa significhi essere ridotto in briciole da un tradimento. 
Un tradimento fatto solo di parole e proposte. 
Un tradimento che si sarebbe realizzato con un uomo che era il mio opposto. 
Esattamente ciò di cui scrive Clementi.
Quanto qualcuno ti tradisce con uno migliore di te ma che ti somiglia, uno più intelligente, uno più famoso, uno con più soldi, uno che ha più sicurezze, uno che ha una vita migliore della tua, tu puoi stare malissimo ma poi finisci per accettarlo ma quando una donna o un uomo ti tradisce col tuo opposto, con una persona che consideri insignificante, detestabile, schifosa allora perdi ogni sicurezza. Non conta più nulla. Non sai nemmeno piu' perchè stai al mondo.
Ti crollano tutte le poche certezze che hai.
Non conta più niente.
Ti senti nudo e inutile.
Stupido e vuoto.
Un coglione fatto e finito.
E guardi la donna o l'uomo con la quale stai vivendo con occhi diversi.
E sei costretto a ripartire.
Se lo vuoi.

Tutte le volte che ripenso a quel periodo terribile mi sento soffocare anche solo adesso mentre sto scrivendo.

Le ultime tre pagine di questo romanzo sono bellissime.

2 commenti:

  1. non so nulla di Emidio Clementi nè dei Massimo Volume, non so nulla di te (se non un brano letto giorni fa) nè tantomeno di tuo padre, ma forse proprio per tutte queste ignoranze questa pagina mi ha affascinato per la sua nudità, non ti sei difeso dalle parole, con le parole, hai lasciato che queste ti spogliassero l'anima.
    massimolegnani

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