venerdì 8 dicembre 2017

La solitudine di mio padre e il Natale; Myrkur; Aquarium -David Vann

Io e mio padre non andiamo d'accordo. 
Da anni viviamo in un regime di pace apparente o guerra fredda. O meglio lui si diverte in scaramucce continue e provocazioni, io cerco di non reagire. Salvo poi esplodere e farlo quasi piangere. Ma quando si avvicinano le feste di Natale gli viene quasi impossibile nascondere la sua solitudine e quanto gli manchi mia madre. Perché mia madre durante le feste diventava la donna e madre migliore al mondo. Dai primi giorni di dicembre fino all'Epifania mia madre viveva in uno stato di euforia continua, poi il 7 di gennaio arrivava l'effetto down che mi faceva ridere un sacco. Natale era per lei un'esplosione di desideri da esaudire perché aveva vissuto un'infanzia e un'adolescenza da sottoproletaria al limite della povertà e invece da adulta poteva permettersi molte cose che prima erano solo un miraggio o almeno, si permetteva mandando in crisi nera le finanze di mio padre che le ha sempre lasciato fare quello che voleva. 
Parlo dei regali, del panettone, degli addobbi natalizi. 
Tutto all'insegna di una delicatezza e bellezza fuori dal comune.
Per esempio parlo di palle di vetro, le ultime quattro che ha comprato, per l'albero a 40 euro l'una.  
Senza di lei la casa di mio padre è glacialmente vuota.
Si sente la mancanza di mia madre.
Non serve avergli fatto l'albero o il presepe dopo una discussione con mio padre e mia sorella durata tre giorni perché, non ci crederete, ma scegliere quali addobbi usare è una faccenda complicatissima: ci sono otto scatoloni interi di addobbi.
Nella casa manca mia madre che aveva un quaderno rilegato in pelle che era il diario di ogni Natale con dentro ricette, incontri, regali, propositi, appunti, errori.
Per riportarla in vita mio padre cammina come uno zombie per le strade di Milano, Bergamo, Como, Lecco entrando ed uscendo dagli stessi negozi e bar dove entrava mia madre.
Andando alla disperata ricerca del Panettone Vergani che acquistava mia madre.
Lo fa con meticolosa dedizione ma il vuoto resta e non c'è niente che possa riempirlo.
So che avrebbe voglia di un nipote o di una nipote ma io e mia sorella non esaudiremo mai questo suo sogno.
Mia madre non aveva mai sopportato che io avessi smesso di festeggiare il Natale ma mi chiedeva disperatamente di darle ancora una mano nei suoi acquisti e follie. Di soldi ne spendeva a valanga. Essere nipoti o conoscenti di mia madre era un privilegio e una fortuna. Ricordo ancora che per un paio di guanti che doveva regalare a una sua amica la dovetti portare fino a Bergamo (ho stampato in testa le tre ore di colonna a tornare per colpa di un incidente) visto che mio padre era a Nottingham per lavoro. 
Per me il Natale è invece sempre stato all'insegna della falsità. 
Sorridevo per far contenta mia madre ma non vedevo l'ora che le feste finissero, che i parenti se ne andassero da casa nostra, che ce ne andassimo il prima possibile dalle case dei parenti.
Mi hanno sempre messo angoscia e sono sempre stato male durante le feste.
Adesso solo l'idea di festeggiare il Natale mi mette la nausea.
Tutte le volte che ci penso vedo mia madre morente distesa sul divano accanto all'albero di Natale.
E poi chiudo gli occhi e la vedo che mentre mangiamo piange pubblicamente per la prima e unica volta durante la  sua malattia. Un pianto straziante che ho ancora nelle orecchie. 
E quando smette di piangere mia madre mi guarda e mi dice "Adesso puoi tranquillamente smettere di festeggiare il Natale".
L'idea di sedermi a un tavolo e mettermi in bocca qualcosa, senza che io ci trovi la minima ragione, mi mette la nausea.

Quindi non parlatemi più di Natale che mancano ancora tanti giorni e solo quando si spegneranno tutte le luci, a Gesu' Bambino i pastori avranno messo il pannolone, Babbo Natale sarà tornato a fare le orge con le renne e gli elfi e la Befana si sarà tolta il trucco potro' finalmente tornare a respirare aria leggermente meno inquinata.

(Dimenticavo una cosa: mia madre da quando avevo 7 anni ha sempre fatto preparare il presepe a me.
E la faccenda è complicatissima perché non avete idea di quante statuine sto' cazzo di presepe è fatto e, ovviamente, mia madre non gradiva riutilizzare il muschio finto e allora ogni anno vai a ricomprarlo. Da piccolo c'era quello vero e allora vai a cercarlo e tutta quella cazzo di puzza di muffa in casa.....)
Adesso la versione è alleggerita anche perché sono aumentati i libri e i dvd di mio padre ma fino a quando era in vita dovevo preparare un piano presepe come quello per lo sbarco in Normandia)

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Lo leggero' nei prossimi giorni. Da piccolo non mi piacevano gli acquari ma l'ultima volta che sono stato all'Aquario di Genova sarei rimasto per ore a vedere i pesci girare e girare.

2 commenti:

  1. Il natale è sempre estremamente sgradevole vuoi per il consumismo, l'atmosfera di ipocrisia, le rotture parentali e così via... ognuno ha i suoi buoni motivi.
    Questo pensiero su tua madre è davvero molto dolce, anche se molto triste.

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    1. Non ho mai amato festeggiare il Natale ma mia madre mi aiutava a superare tanti ostacoli disseminati su questo percorso di festività e regali. Riusciva a quietarmi. Non che non litigassimo ma sapeva trovare le vie di fuga per farmi capire che si ricordava di me. Tipo portarmi sempre nei miei bar preferiti per un caffè.

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