mercoledì 6 dicembre 2017

Biotestamento/dolore; "Unger Khan - Il Dio della guerra"; Città amara

In Senato stanno discutendo di Biotestamento. Argomento sensibile, difficile da affrontare. Si potrebbe parlare di diritto alla vita, di accanimento terapeutico, di diritti individuali, di culto della salute e molto altro. Nella mia vita ho dovuto spesso affrontare questi argomenti perché quasi tutti i miei lutti sono giunti al termine di lunghe e strazianti malattie che hanno lasciato dietro di sè strascichi che non si sono mai risolti. Non credo che una Legge possa risolvere il dolore della vita e certe volte mi sembra che vogliamo invece a tutti i costi alleggerire il peso della malattia, altre volte che vogliamo dai malati un sacrificio immane. Non credo che ci sia un equilibrio. Vorrei scrivere qualcosa di compiuto, serio ma non ci riesco. Ho troppi dubbi dentro di me. Mio padre mi disse che la sua vita è stato un orrore durante la malattia di mia madre ma che sarebbe andato avanti per altri trent'anni in quel modo pur di poterle parlare e vedere i suoi occhi. Forse uno dovrebbe rispondere solo alla propria coscienza ma la morte, se non vi vive fuori dal mondo, non è mai una questione solamente privata. Cosi' come non lo è la vita. Non credo che la vita sia soltanto nostra. Stabilire poi il grado di responsabilità che abbiamo sugli altri e che gli altri hanno su di noi è quasi impossibile. E anche la retorica dei diritti, individuali o meno, mi convince poco.
Penso che questa casa dove vivo, la mia vita intera senza la mia compagna sarebbe vuota e non so come mi comporterei in caso di malattia o malanni. E di questo poi si sta parlando. Quando ci si deve fermare. 
Perché poi a mente fredda si puo' dire quello che si vuole ma nella pratica cambia tutto.
Mia madre era una sostenitrice dell'eutanasia ma quando si rese conto di non avere scampo non voleva sentirne parlare di eutanasia.
Fino all'ultimo volle che le dessi qualcosa per sopportare il dolore ma senza mai addormentarla perché voleva parlarmi, guardarmi, ascoltarmi e dirmi "Sei matto Andrea, quanto sei matto"
E lo so che non c'entra nulla col Biotestamento ma oggi mi sento un po' egoista.

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Uno che invece non si faceva troppe questioni sul togliere la vita agli altri era il mio adorato Barone von Ungern protagonista di questo interessante fumetto.

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Oggi è stato un giorno di riposo in cui dopo essermi alzato alle 6 e aver fatto colazione mi sono seduto sul divano e ci sono rimasto fino ad ora per leggere, correggere qualche pagina e ascoltare musica. 
Alzandomi solo per andare al bagno e prepararmi un piatto di fagioli. 
L'idea di fare altro, uscire di casa, prendere freddo, fare spesa, vedere persone mi mette solo il voltastomaco.

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-qui-


Libro e film bellissimi.

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