mercoledì 1 novembre 2017

Saul Bellow, recensioni, I Santi, Slowdive


Faccio ormai una grande fatica a leggere e scrivere recensioni.
Mi mettono una gran noia.
Non mi trasmettono quasi nulla.
Scelgo libri (ma anche film/dischi) in base a percorsi miei personali, qualche nota, il consiglio di amici/parenti, il retro di una copertina, le prime due righe occasionali di qualche recensione sparsa. Mi fido del mio intuito.
Sono pochissime le recensioni che leggo dall'inizio alla fine. Qualcosa su La Lettura, apprezzo la pagina culturale de Il Giornale (cartacea e online), amo alla follia le recensioni di Tommaso Pincio.
Poi apro questa raccolta di saggi di quello straordinario scrittore che è stato Saul Bellow e li leggo uno dietro l'altro e mi sento circondato dalla letteratura, dai classici, da autori che non conosco, mi sento a casa insomma.
Mi sento spinto a leggere, ma con leggerezza.
Mi si confondono le idee e altre ancora non le capisco.
Ripenso a Madame Bovary, Delitto e castigo, ai racconti di Joyce, alla voce letteraria di Philip Roth e sento tutta la bellezza di una pagina da leggere e rileggere e una nuova da scoprire.

"I saggi di Saul Bellow hanno la vitalità dei romanzi, e aiutano a credere nell’esistenza degli altri" di Annalena.
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Oggi si celebrano tutti i Santi.
E per me oggi la Santa è quella tossica che tutti i giorni, tutti i giorni dell'anno, si alza dal letto e va a comprarsi la dose.
E che quando ci incontriamo mi sorride e mi dice "Buona giornata".

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E poi ci sono loro:

Slowdive - Don't Know Why

4 commenti:

  1. Delitto e castigo ho proprio voglia di rileggerlo anch'io...

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    Risposte
    1. Ricordo ancora la prima volta che lo lessi. Ne rimasi folgorato.

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  2. Delitto e castigo dovrebbe essere imparato a memoria da quei giudici -anzi giudicastri- che tendono a un perdonismo offensivo della memoria degli umiliati e offesi.

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