giovedì 2 novembre 2017

Letteratura svizzera, Tamangur, i morti, Scarpette rosse


"Tamangur" di Leta Semadeni (Casagrande, traduzione di Laura Bortot)) è stato Premio svizzero di letteratura 201 e Bünder Kulturpreis 2017 e lo leggerò non appena chiuderò questi lunghi giorni di lavoro durissimo, preoccupazioni che si sommano e di nuove rotture di coglioni che rovineranno i prossimi mesi.

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Oggi si celebra la festa dei morti.
Dopo il lavoro avrei potuto fare un salto nel cimitero dove è seppellita mia madre.
Ma ho evitato.
Non avevo voglia di vedere parenti, concittadini, sconosciuti.
Parlare.
Rispondere.
Sorridere ipocritamente a teste di cazzo che mi chiedono come va, cosa sto facendo, se convivo, se ho figli, che mi dicono che somiglio tanto a mia madre, a mio nonno, a mio bisnonno, al soprammobile che tengono accanto alla televisione.
Confesso di avere anche molta paura di queste situazioni.
Me ne porto il peso addosso anche a distanza di anni.
Mi viene voglia di usare un lanciafiamme.
Mi piacciono i cimiteri deserti.
Il silenzio.
E preferisco bere qualche birra e guardare fuori dalla finestra piuttosto che parlare, spiegare come va la mia vita, aggiungere inutilità all'inutilità.

....


Un film bellissimo.

4 commenti:

  1. Guardandoti bene ..somigli molto anche a me :) un abbraccio :D

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    1. ah ah ah
      Buona giornata e un abbraccio anche a te.

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  2. Anche io andrò al cimitero dai miei nonni, i miei zii, i miei amici solo tra qualche giorno, quando la calca della celebrazioni ufficiale sarà spenta.

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    1. A me ormai è venuta quasi voglia di andarci di notte, scavalcare il cancello e aggirarmi fa le tombe in tutta pace.

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