mercoledì 8 novembre 2017

In breve su "Gli assassini delle terra rossa" di David Grann (Corbaccio)



Questo "Gli assassini della terra rossa" di David Grann (Corbaccio, traduzione di Francesco Zago) è uno di quei libri preziosi che raccontano storie dimenticate e che nel farlo  illuminano processi storici in cui siamo anche noi coinvolti, trasformazioni epocali dalle ripercussioni globali e duratuzre e che finalmente cercano di restituire giustizia e onore ai Nativi americani, vittime di uno dei genocidi piu' feroci, spietati e dimenticati della storia.
Genocidio e distruzione dei loro territori che non hanno mai fine e basti ricordare quanto sta accadendo a Standing Rock.
David Grann, autore del bel "Civiltà perduta" e da cui è stato tratto uno splendido film, riesuma un episodio oscuro accaduto nel primo ventennio del Ventesimo Secolo nella riserva Osage dell'Oklahoma dove cominciarono a verificarsi una serie di morti sospette fra i membri della tribu' Osage che, in seguito della scoperta del petrolio all'interno del proprio territorio, si era arricchita e sognava un presente/futuro migliore, sicuramente non scevro da contraddizioni. Su questo episodio l'autore innesta un saggio/ricerca investigativa che esplora i lati piu' oscuri della storia americana: la conquista dell'Ovest, lo sradicamento territoriale/culturale/linguistico/spirituale dei Nativi, l'arrivismo dell'uomo bianco, il razzismo, la nascita delle Corporations e quello dell'FBI, dietro cui si cela quell'oscuro uomo che fu Edgar Hoover. È un saggio dal respiro romanzesco  thriller ( e di cui non vi svelo nulla), corredato da straordinarie fotografie, che ha lo straordinario merito di restituire la giusta importanza a questo tragico evento. 
Le indagini di quel tempo, portate avanti con meritoria dedizione dal nascente FBI e in particolare dell'ex Texas Ranger Tom White, portarono allo svelamento di un complotto (attuato con avvelenamenti e esecuzioni) volto a sottrarre i profitti e i terreni posseduti dagli Osage ma durante le sue investigazioni l'autore scopre tragicamente che le morti furono molte di piu' di quelle documentate negli anni '20, decine se non centinaia di morti da aggiungere al compiuto, e che il complotto e le strategie di annientamento della popolazione Osage erano diffuse da anni, godendo di una compiacenza e sostegno a tutti i livelli possibili 
Se il libro è doloroso dalla prima all'ultima pagina, commoventi e strazianti sono quelle dell'ultimo capitolo quando l'autore incontra i nipoti delle vittime e rivela loro il risultato delle sue indagini. Impossibile descrivere queste pagine. 
Pagine che si devono solo leggere e meditare in silenzio, con le lacrime agli occhi.


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