martedì 19 settembre 2017

Un bambino



C'è un bambino del mio palazzo che tutti i giorni viene rimproverato da sua madre quando rientra in casa da scuola o dalle sue scorribande.
È un bambino dal volto cupo ma dal sorriso sconvolgente.
Facile capire che ai compiti preferisce giocare coi suoi amici, sfrecciare per le strade del quartiere in monopattino e bicicletta, darsi da fare con la playstation.
Oggi, verso le 18, sua madre gli ripeteva che se non studia e viene bocciato poi da grande se ne accorgerà.
E lui, mentre sfogliavo la posta e cercavo le chiavi di casa, mi ha guardato e ha chiesto conferma.
Io gli ho soltanto sorriso e lui mi ha strizzato l'occhio compiaciuto e strafottente.
La madre mi avrebbe quasi ucciso.
Come si fa a dire a un bambino di 10 anni che dovrebbe pensare al lavoro quando ha una bicicletta con cui esplorare il suo piccolo grande mondo?
È anche per questo che non sarò mai un padre.
Ed è anche per questo che non ho mai sopportato la scuola e le sue aule del cazzo.
Il futuro che mi veniva prospettato da maestre, insegnanti, genitori, parenti mi era del tutto indifferente e insopportabile.
Mia sorella dice che oggi sto raccogliendo i frutti marci del mio modo di vivere.
Sarebbe interessante sapere quali sono quelli che ha raccolto lei visto la gente di merda che frequenta da anni.


4 commenti:

  1. Gli adulti parlano spesso a sproposito.

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  2. cosa intendi per "gente di merda"?

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    1. Intendo per esempio uomini e donne che hanno trattato da schifo mia madre soltanto perché aveva la Quinta Elementare, che giudicano le persone in base al lavoro che fanno, che se non sei mai stato nella Valle dei Re sei un coglione, che quando sono entrate nella mia umile e piccola casa di famiglia è come se fossero entrati in una latrina. Gente che si considera l'elite intellettuale e morale del Paese. Snob senza un briciolo di classe e autoironia. Potrei avanti per ore ma mi fermo qui.

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