venerdì 9 giugno 2017

Su "La riproduzione artificiale dell'umano" di Alexis Escudero (Ortica Editrice)


"La riproduzione artificiale dell'umano" di Alexis Escudero (Ortica Editrice) è un libro importante, profetico, delicato e durissimo che sposo quasi interamente nelle tesi, nello stato d'animo che lo pervade. Se ne è discusso molto di questo libro, tesi contrapposte. Personalmente io mi metto fra quelli che sostengono questo libro.

Ripropongo l'introduzione:

"Fine 2012, inizio 2013. Il dibattito sul matrimonio omosessuale occupa la scena politica e mediatica francese. Cortei, magniloquenze da ogni parte, dibattiti senza fine all’Assemblea nazionale; diatribe sui giornali e nelle trasmissioni televisive proseguono per mesi. Chiasso alimentato dall’appena eletto governo socialista per distogliere l’opinione pubblica dalla sua politica economica.

Oltre al matrimonio omosessuale, collettivi e associazioni LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) impongono, nel brusio, l’estensione del diritto alla procreazione medicalmente assistita (PMA) alle coppie lesbiche. L’inter-LGBT1 ne ha fatto una posta in gioco della campagna presidenziale. La PMA, fino ad allora riservata alle coppie eterosessuali medicalmente infertili, viene mascherata come condizione imperiosa dell’uguaglianza tra omosessuali ed eterosessuali. Il dibattito è volontariamente ridotto a questa falsa simmetria.

Il ricatto paga e la parola d’ordine è ripresa da tutta la sinistra. Vediamo emergere il collettivo “Oui, Oui, Oui”– Sì al matrimonio, sì alla filiazione, sì alla PMA. Dal partito socialista all’area anarchica, dalla molto istituzionale inter-LGBT alle femministe queer del pink bloc, dagli eco-tecnocrati di Europa-Ecologie2 ai mélenchonistes3 del Fronte di sinistra: tutti riprendono l’ultimo grido dell’epoca: “La PMA per tutti e tutte!”. In poche settimane quest’ultima è istituita a norma. Diventa il marcatore identitario di una sinistra che fatica a distinguersi dalla destra in ambito sociale ed economico. Chi-non-sostiene4-la-P-M-A-non-è-di-sinistra-sì-sì! Forti di quest’unisono, membri del governo, azionisti del quotidiano Le Monde, militanti gay o femministe liberali uniscono le loro voci per reclamare la legalizzazione della gestazione per conto di altri (GPA), cioè delle madri portatrici.

Nello stesso momento, nelle strade e nelle trasmissioni televisive, la “manif pour tous” (la manifestazione per tutti), un movimento sociale eteroclito di grande ampiezza, guidato da Frigide Barjot si oppone al “mariage pour tous” (matrimonio per tutti). Riunisce alla rinfusa cattolici, militanti e cittadini di destra, difensori della famiglia, omosessuali contrari al matrimonio. Ai suoi margini, nazistoidi, identitari e cattolici integralisti, riuniti sotto le bandiere di Civitas e della Primavera francese di Béatrice Bourge. La destra istituzionale li sostiene. Non che Copé o Fillon (dirigenti della destra) siano ferventi difensori della Famiglia. I liberali di destra hanno un unico valore: i quattrini. L’UMP riscalda il vecchio discorso familiarista soltanto per adescare il popolo di destra, imbarazzare la sinistra al potere e approfittare delle ricadute elettorali di un movimento che non ha fondato. Centinaia di migliaia di persone manifestano sotto le bandiere blu-bianche-rosa. Anche se non tutti i manifestanti sono omofobi, molti di quelli che protestano contro il matrimonio, l’adozione omosessuale, la PMA o la GPA sfilano, in realtà, contro l’omosessualità.

I rappresentanti del Partito Progressista controllano tanto meglio le loro truppe dato che, queste ultime, non gli oppongono alcuna volontà di pensare con la propria testa. Chiunque critichi il matrimonio omosessuale o la PMA «fa il gioco della destra». Chiunque critichi il regime sovietico fa il gioco dell’imperialismo USA. Marie-Jo Bonnet, ex militante del MLF (Movimento femminista), del FHAR (Fronte omosessuale d’azione rivoluzionaria) e cofondatrice delle «Gouines Rouges» nel 1971, ha preso questo rischio:

«Nessuna argomentazione di sinistra può esprimersi contro il matrimonio. Se si è di sinistra, si deve unanimemente essere favorevoli al matrimonio, il che significa la parità dei diritti e il riconoscimento dell’omosessualità. I suoi avversari, invece, sono per forza di destra, reazionari e omofobi. Le posizioni sono talmente sentenziate che abbiamo l’impressione che il dibattito riguardi molto più l’omosessualità, e più esattamente i gay, che il matrimonio, cioè l’aspirazione di una piccola parte della comunità all’assimilazione, integrandosi alla norma piccolo- borghese della rispettabilità coniugale e familiare5».

Idem per la PMA. C’è qualcosa di rivelatore nella rapidità con cui la sinistra riprende questa rivendicazione. Dibattito sull’argomento: niente. Nulla. Nada. Come se essere di sinistra e sostenere la riproduzione artificiale dell’umano procedessero necessariamente di pari passo.

L’inseminazione praticata a domicilio con lo sperma di un amico non è la PMA. Per la prima occorrono soltanto un barattolo e una siringa. Solleva, essenzialmente, la questione dell’accesso alle origini per il bambino: dirgli chi è suo padre? La PMA invece, praticata in laboratorio, sottomette le coppie alla perizia medicale, trasforma la procreazione in merce, mette gli embrioni in balia del biologo e porta alla loro selezione: l’eugenismo. È la PMA che rivendicano la sinistra e il movimento LGBT.

Le rare persone etichettate «di sinistra» che hanno avuto posizioni discordanti sull’argomento sono state ignorate o accusate di fare il gioco della destra e dei reazionari. Come Sylviane Agacinski, che da anni denuncia la gestazione per conto di altri e il business della riproduzione artificiale nei termini in cui dovrebbero parlare tutti i militanti di sinistra6 – se si crede che la sinistra si opponga alla commercializzazione del corpo e di tutti gli aspetti della vita. I tre ecologisti ispirati da Jacques Ellul e Ivan Illich, i quali hanno espresso la loro opposizione, hanno avuto la stessa sorte. Si può discutere in merito alla loro idea di natura, ma bisogna discutere anche delle loro critiche alla PMA, completamente ignorate dai progressisti: disumanizzazione, onnipotenza degli esperti, fuga in avanti tecnologica, negazione dell’Altro e atomizzazione degli individui nel capitalismo globalizzato7. Aggiungiamo che hanno criticato a proposito, in maniera pungente; è troppo facile avere ragione troppo tardi, quando tutti gli argomenti sono stati rimuginati da tutti. Altri si sono espressi da diversi anni, senza trattare esclusivamente della PMA, avrebbero potuto permettere di pensarci doppiamente: denuncia delle manipolazioni genetiche, dell’eugenismo scientifico, dell’artificializzazione del vivente, del transumanesimo, della medicalizzazione di tutti gli aspetti della vita. Invano.

Senza dubbio l’unanimità in favore della PMA è soltanto apparente e numerose persone di sinistra non si riconoscono in questa innovazione. Ma, in politica, contano solo le apparenze. I silenziosi hanno torto.

Forti di questo mutismo, le avanguardie della sinistra cibernetica –filosofi post-moderni, transumanisti, post-femministe, medici e biologi specializzati nella procreazione – se la godono. L’omofobia di destra, che sia reale o gonfiata (esistono anche i Gays Libs, una destra omo, una borghesia gay), permette loro di presentare i propri deliri sotto un aspetto emancipatore. Questa sinistra ciber-liberale travisa la lotta per la libertà individuale con l’apologia della libertà mercantile. Confonde uguaglianza politica e uniformizzazione biologica degli individui. Sogna un eugenismo liberale, l’abolizione del corpo e l’utero artificiale. Fantastica una postumanità tramite la ri-creazione tecnologica della specie umana. Sotto la maschera della trasgressione e della ribellione: l’adesione entusiasta al tecnocapitalismo.

***

Per mesi ho sperato di sentire qualcuno esprimere queste evidenze: che la PMA non ha niente a che vedere con la parità dei diritti; che deve essere criticata in quanto tale e non per la sua estensione agli omosessuali; che non abbiamo niente da guadagnare e tutto da perdere nel lasciarci imbarcare sulla via della riproduzione artificiale dell’umano. Constatando che non si è mai meglio serviti che da se stessi (chi fa da sé fa per tre), in queste pagine mi decido a dire perché i partigiani della libertà e dell’emancipazione (ma sono ancora di sinistra?) devono opporsi allo sviluppo della riproduzione artificiale dell’umano. Né per gli omo, né per gli etero: la PMA per nessuno!"

Potete leggere il primo capitolo qui.

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