sabato 24 giugno 2017

I miei migliori colleghi, Charles Bukowski, Antarès

La giornata di ieri è stata un incrocio di molte preoccupazioni, idiozie, campi coltivati, fieno, discussioni di lavoro, critiche, scazzi, mucche, falsità, giochi di gruppo del cazzo (a cui mi sono rifiutato di partecipare), leccaculaggine diffusa, regali che sono una vera e propria presa per il culo.

La sola cosa buona di una giornata come quella di ieri (oltre al paesaggio incontaminato e all'alcool) è stato approfondire il rapporto con alcune colleghe e colleghi, farsi sorprendere da loro e scoprirle come persone in gamba, sensibili, intelligenti, delicate.

Ad Alessia, Sophie, Silvia, Adriana e Marco va tutto il mio ringraziamento.

Donne e uomini col cuore grande e una vita di merda come la mia.

Non dimentichero' mai la loro dolcezza, i loro sguardi, i loro abbracci, le loro parole che sembravano arrivare da un altro mondo.

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"Chi difende
i diritti dell’uomo senza qualità? Quello che manca sempre nella foto di gruppo, perché è più invisibile degli invisibili. Quello senza etichette, che non trova mai spazio nel calendario delle giornate da dedicare"



"Anche se scrivo sulla razza umana, più sono lontano e meglio sto, due pollici va bene, due miglia va bene, duemila miglia è fantastico, finché riesco a mangiare. Mi nutrono perché io nutro loro, ma non mi piace averli accanto


"La voce umana ha il difetto di ricordarmi la razza umana, e una delle ultime cose a cui voglio pensare e una delle prime da cui voglio fuggire quando ascolto musica classica è la razza umana. È con lo scopo di dimenticarla che scrivo"

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