giovedì 1 giugno 2017

Donald Trump e Rino-Cavolfiorino


Quando leggo delle scelte strategiche di Donald Trump a proposito di ambiente penso sempre a Rino-Cavolfiorino che è il figlio di uno dei migliori amici di gioventu' di mio padre.
Si chiama Rino ma da piccolo amava tantissimo mangiare cavolfiori e allora sua madre (la fotocopia di Vera Miles)  prese a chiamarlo affettuosamente Cavolfiorino.
Perché scrivo che Rino mi ricorda Donald?
Perché quando conobbi Rino, avevo 6-7 anni, tipo il 1985-86, e rimasi estasiato dalla violenza distruttiva che esprimeva mentre giocava. Una violenza totalizzante. Da disaster movie senza lieto fine. Quando giocava Rino bruciava veramente i soldatini se sul prato avanzava un soldatino lanciafiamme, distruggeva veramente tutto se c'era un cannone, se un soldatino doveva perdere la testa la perdeva veramente.
Me ne accorsi una volta che era a corto di soldatini per giocare e fece una strage coi miei.
Non ragionava mai sul dopo.
Io vedevo plastica sciolta, lui era già altrove a progettare un altro disastro. 
Rino non lo vedo da tempo.
A differenza mia, lui si è laureato a pieni voti, ha preso in mano l'azienda di famiglia e cerca di farla sopravvivere.
L'ultima volta che l'ho visto, si parla di 4-5 anni fa, quando ho accompagnato mio padre dal suo vecchio amico, indossava una maglietta dei Ramones.
Abbiamo parlato a lungo e sembrava un classico padre di famiglia, sposato con una donna gentilissima e con due figlie silenziose. 
Mentre me ne stavo andando lui comincia a mostrarmi i modellini di navi e aerei della 2GM che costruisce e mi dice: "Ci sono giorni che dopo aver costruito uno Zero, io prendo una delle navi che ho costruito e esco in giardino, faccio galleggiare la nave nella piscina, prendo lo Zero e lo incendio e lo lancio contro la nave e controllo l'impatto, faccio in modo che la plastica cominci a bruciare. Mi godo il disastro. L'inabissamento."
Gli ho sorriso.
E lui mi ha abbracciato finalmente rilassato.
Eravamo due adulti.
E ridevamo di due modellini che bruciavano.
Quando ci siamo lasciati, la figlia maggiore mi ha guardato e mi ha detto "Tu sei quello che bruciava i soldatini?"

.......

Ciao Rino.

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