giovedì 22 giugno 2017

Domani/Slowdive, Farinetti/Milano, Giorgio Ballario, Raggi/Il Foglio, Il Campo dei Santi, Slowdive

- Domani mi tocca vivere una giornata durissima.
Un vero condensato di tutto cio' che odio, mi fa paura, mi fa star male, mi fa venir voglia di farmi fuori.
Nell'attesa bevo birra e ascolto gli Slowdive.
Nella mia testa ci sono solo pensieri negativi.
Il dottore ha detto "Rilassati".
A me viene voglia solo di piangere.
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Guardando #cartabianca con quell'ignobile mentecatto di Oscar Farinetti in confronto a Marta Fana ho sorriso di disprezzo.

Nella trasmissione si parla anche di Carugate che sta a pochi chilometri da dove son nato. 
Eataly/Farinetti è una grandissima e violentissima truffa intellettuale, imbarazzanti sono i punti Eataly (sono entrato solo in uno e mi è bastato) ma mi preme anche ribadire:
- la piazza Gae Aulenti a Milano (Eataly è a due passi) fa orrore e basta una volta che si aprono gli occhi, li si aprono per davvero ma per davvero veramente. Forse piace perché guardando all'insu' nemmeno scorgiamo la nostra idiozia.
- Corso Como fa schifo pure quello.
- i barbieri alla moda, tipo Womo, tutti fighi, hipster, spuntati dalle fogne come spioni sono insopportabili.
- i vari Pisapia/Montanari/Civati/Laforgia/Camusso/Bersani/Gotor sono una zavorra e la morte nel cuore.

Se non si uniscono le questioni poi tutte le critiche a Farinetti finiscono nel vuoto.

- le varie destre sono la stessa merda.



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Questa copertina di Vincino, che sembra un abbraccio del giornale, de Il Foglio dedicata al primo anno di Virginia Raggi è bellissima. Grandissimo.

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Poi vabbé io mi sento altrove. Disconnesso.

Trascrivo una parte del capitolo XV di quello straordinario romanzo che é “Il Campo dei Santi” di Jean Raspail. Le parti migliori di questo romanzo sono proprio quelle dedicate all'inconsistenza dell'Occidente.

“Affermare che la notizia della partenza della flotta inquietasse sul serio il mondo occidentale, sarebbe, sostanzialmente, contrario alla verità. Per questo molti personaggi si affannarono subito a spalmare con compiacimento e maestria la crema untuosa sgorgata dai loro cervelli. Le vacche da latte del pensiero occidentale contemporaneo si resero subito disponibili e, in occasione della mungitura quotidiana, muggirono con soddisfazione tanto maggiore in quanto, per il momento, nulla lasciava sospettare la particolare gravità del problema. Se si vuol capire qualcosa dell'opinione pubblica occidentale, in relazione alla flotta migrante o a qualsiasi avvenimento fuori della sua norma, occorre afferrare un concetto essenziale, ovvero che essa se ne infischi altamente di tutto. È una constatazione curiosa, ma la sua ignoranza insondabile, la fiacchezza delle sue reazioni, la vanità grossolana e il cattivo gusto dei suoi impeti passionali (sempre più rari), aumentano in misura proporzionale al suo grado di informazione. Sì, certo! Essa si concede qualche emozione, quando va al cinema o si incolla fremendo al televisore per seguire un teleromanzo, di sua spontanea volontà o grazie all'azione di qualche professionista. Lo spettacolo degli avvenimenti mondiali, offerto dalla puttana chiamata Comunicazione di Massa, serve semplicemente a vivacizzare il nulla in cui da lungo tempo essa è sprofondata. Chi crede di pensare, non fa altro che sbavare di fronte a un avvenimento. Non si deve, però, disprezzare più di tanto questa bava. Colando al momento del telegiornale o della lettura dei quotidiani, essa rivela una qualche attività cerebrale, così come la bava del cane di Pavlov dimostrava l'azione dell'istinto. L'opinione pubblica cerca di ravvivare la propria inerzia, non fa altro... Qualcuno pensa davvero che per un occidentale medio, appena uscito dall'officina o dall'ufficio, i grandi avvenimenti mondiali rappresentino altra cosa da un'interruzione provvisoria della noia mortale in cui si dibatte? La concertazione stessa, la Santa Concertazione, salvagente della società moderna, non è che un diversivo per la massa, perchè la massa è troppo stanca per sopportare svaghi più seri. Chi si azzarda a proporli, viene annientato. La luna, il Biafra, un terremoto rovinoso, una campagna anti-inquinamento, una guerra dei sei giorni, una Baia dei Porci, una morte di Mao in sonno, in realtà, che una festa di Natale in cui il nulla mentale si addobba improvvisamente di ghirlande e suona delle trombette. Ecco, la noia sparisce: è già un buon risultato, sperando che la cosa duri! Non tutti i giorni è domenica o scoppia una guerra in Biafra on in Israele. Detto tra parentesi, ringraziamo gli israeliani, i grandi intrattenitori del mondo occidentale. Quando occupano le scena, nessuno si annoia. Gli omuncoli possono dormire tranquilli: al risveglio, il giorno dopo,  il caffè del mattino avrà un sapore diverso, al rombo dei cannoni d'Israele. Sentirsi personalmente coinvolti? Non sia mai? A che pro?
Quando il primo elicottero carico di giornalisti si diresse verso Ceylon e scattò, a bassa quota, la prima serie di foto della flotta migrante, foto davvero sconvolgenti che vennero pubblicate come uno scoop dai giornali di tutto il mondo, che cosa pesnò, secondo voi, l'omuncolo occidentale? Che fosse minacciato? Che l'orologio del tempo avesse iniziato il conto alla rovescia della sua morte? Niente affatto. Pensò soltanto che questa sarebbe stata proprio una lunga storia divertente, vista la lentezza esasperante con cui la flotta avanzava, disseminando il mare di cadaveri.
Proviamo però a immaginare un risveglio brutale, un'immersione nella realtà che coinvolga tutti quanti, cosa che non si è più verificata dalla seconda guerra mondiale in poi. Il teleromanzo infrange all'improvviso lo schermo, che si schianta tra la bistecca e le patatine fritte. Ed ecco i personaggi irrompere in massa dal televisore, affollarsi nel salottino, perfettamente identici a quelli che si muovevano nell'acquario solo qualche istante prima ed erano tanto divertenti. Ora però, frantumato il vetro protettore, non recitano più, sono carichi di miseria, di piaghe, di pianti, di odio e di mitragliatrici. Attraversano l'appartamento messo a soqquadro, distruggono l'armonia sonnolenta, pietrificano le famiglie in fase di digestione e si riversano nella città, nella nazione, in tutto il mondo, come immagini fotografiche che prendono vita, attori di un documentario che dicono improvvisamente “merda!” al regista, diventando frenetici, incontrollabili. All'ora l'omuncolo si accorge di aver letto o sentito male. Stavolta l'evento non è stato pubblicato e diffuso per la sua quieta esultanza. Questo è ciò che l'omuncolo udrà veramente: “Un milione di profughi del Gange si appresta a invadere la Francia, domattina. Altre cinque flotte sono in viaggio, provenienti dall'Africa, dall'India e dall'Asia”. Allora l'omuncolo correrà ad acquistare zucchero e olio, pasta e salsicce. Nasconderà i suoi denari in un calzino sotto un'asse del pavimento. Leccherà le scarpe bisunte del signor benzinaio per strappargli due taniche di carburante, indispensabili al suo esodo ciclico. Infine, gli occhi inumiditi da una maschia tenerezza, osserverà la moglie, la figlia e la vecchia madre, già circonfuse dall'aureola degli oltraggi. Dopo di che, espulsi con un rutto gli umori dell'ultimo banchetto degli ex-combattenti della gastronomia, si dichiarerà finalmente pronto ad “affrontare gli eventi”. In vista di questo, il suo sguardo diventerà furbesco e mansueto. L'omunculo tenterà di cavarsela, questo è certo. Ma, per il momento, non siamo ancora giunti a tal punto. Per il momento, l'omuncolo si è addormentato in compagnia di altri nella bava in cui affonderà, annegherà. Sta ascoltando tranquillo le campanelle che i grandi pensatori agitano per lui.” (pp. 83-85)

2 commenti:


  1. No dottore,
    per favore,
    non e’ urgente,
    non e’ niente.
    Per un attimo la mente
    mi si e’ accesa
    e qualcosa si brucio’.
    Il mio nome.
    Il cognome.
    L’indirizzo.
    Dica il prezzo.
    Stia tranquillo non son pazzo.
    Questa cosa
    e’ ormai chiusa
    e ripetersi non puo’.
    No dottore.
    no dottore!
    Quel che dice non mi piace
    L’ho lasciata che dormiva
    respirava
    era viva come me!
    Posso chiamare un taxi
    e’ tardi e devo tornare a casa mia.
    È gia’ sera
    e quando e’ sera
    lei mi vuole accanto a se’.
    È’ un’abitudine la nostra
    quasi una malattia.
    Stare insieme.
    sempre insieme
    sa com’e’
    . strmental .
    No dottore!
    Non e’ vero!
    Son rinchiuso.
    Io rinchiuso.
    Ma e’ un abuso!
    Lei e’ un pazzo!
    Lei e’ un pazzo.
    un pazzo e’!
    No dottore
    no dottore
    no dottore
    no dottore
    no dottore
    no dottore
    no dottore, no, no, no.
    No dottore, per favore!
    No dottore.
    no dottore,
    no dottore, per favore
    no dottore,
    no dottore,
    no dottore, no, no, no.
    Posso chiamare un taxi
    e’ tardi e devo tornare a casa mia.
    È’ gia sera
    e quando e ‘sera
    lei mi vuole accanto a se’.
    È’ un’abitudine la nostra
    quasi una malattia.
    Stare insieme,
    sempre insieme
    sa com’e’?!

    :) ciao

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