venerdì 19 maggio 2017

Richard Ford; gli stronzi saggi del bar; I Love Your Lifestyle; Vitaliano Trevisan su LaVerità




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Quando torno nel mio paese passo sempre in edicola e poi bevo un caffè. Seduti ai tavolini ci sono i saggi pensionati che frequenta anche mio padre. Ci sono in ogni paese, ogni città. Gente che puntualmente si lamenta dei politici, della pensione bassa, dei sindacati, degli immigrati, della fica scadente, delle tasse, della scuola. Gente che quando lavorava non ha quasi mai fatto uno scontrino, una fattura. Gente che lavorava in nero e con quei soldi si è costruita la casa (villa) ma poi si lamenta dei padroni che non gli hanno mai pagato i contributi, salvo continuare a lavorare per loro anche una volta che sono andati in pensione. Gente che si lamenta dei sindacati ma che grazie ai sindacati ha campato per anni senza mai tornare al lavoro, guadagnandoci magari anche qualche garanzia d'invalidità.

Ultimamente, almeno questi personaggi del mio paese, gravitano fra Lega Nord e Movimento 5 Stelle. 

Ma si offrirebbero volentieri a qualsiasi compratore.

Sono fra le colonne del paese e cosi' i loro figli, le loro mogli, le loro famiglie.

Poi ci sono quelli come mio padre e altri che si fregiano di votare a sinistra, di essere culturalmente e psichicamente messi meglio, che fanno l'elemosina agli immigrati, che leggono Repubblica, che stimano Berlinguer, Pertini, Che Guevara, Renzi, Pannella ma che fanno esattamente gli stessi discorsi e che vivono da stronzi pure loro. 

Tutte le volte che entro in quel bar io guardo fisso il bancone ed evito di parlare.

Nella testa, l'immagine di questa gente che sale su una forca.

È un evento che si ripete ciclicamente da quando sono un bambino.

Sono invecchiati loro e sono invecchiato io.

Abbiamo mantenuto le nostre abitudini.

Le manterremo fino alla fine.

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-qui-

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