martedì 23 maggio 2017

Manchester, Ariana Grande, Jonathan Lethem, Priestess

Non sapevo chi fosse Ariana Grande.
Ma oggi ho incontrato una ragazzina delle medie che vive nel mio palazzo che piangeva, distrutta, in cortile. Una sua fan. Una probabile coetanea dei feriti e dei morti di Manchester. Mi ha spezzato il cuore. 

Si', vivo di prossimità.
E mi sento vicinissimo a Saffie e Georgina e a tutte le altre vittime di questa vigliaccata e ai loro cari che in queste ore si vedono la vita distrutta.
E non me ne faccio un problema a esprimerlo.

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Mica me lo dimentico.

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Oggi avevo giorno libero e non ho fatto altro che leggere tutto il romanzo di Jonathan Lethem e poi guardare il Giro d'Italia. 

E parlare di quanto accaduto a Manchester.

"Anatomia di un giocatore d'azzardo" (La nave di Teseo, traduzione di Andrea Silvestri) entra a far parte del gruppo dei romanzi piu' tristi e lancinanti che ho letto nella mia vita. 
Ne sono uscito dilaniato.
Me lo portero' dietro per un sacco di tempo.

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E intanto sto perdendo il mio posto di lavoro.
E perdere il mio posto di lavoro significa perdere il permesso.
Siamo in vena di ragazze.
Diamoci dentro con Priestess.
Chiudiamo gli occhi, non dimentichiamo.

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Sarà un'estate durissima e feroce.

2 commenti:

  1. ...ti ricorderai anche di Falcone , che oggi tutti omaggiano , ma 25 anni fa mica tutti omaggiavano... male che tu perda il lavoro , mi dispiace

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    1. certo che lo ricordo...ma sono anche onesto nel dire che nel 1992 avevo 13 anni e avevo molte cose per la testa e rimasi piu' coinvolto, per motivi anche personali, e sconvolto dalla guerra in Jugoslavia e dal conflitto iracheno.

      la strage di Charlie mi ha colpito nel profondo e ha lasciato molte ferite.

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